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Tutte le ultime battaglie (mediatiche?) della guerra Usa-Cina sulla sicurezza dei dati

di

Cina

 

Pechino non resta a guardare. Ieri la Cina ha annunciato un’iniziativa globale sulla sicurezza dei dati che delinea i principi da seguire in settori che vanno dalle informazioni personali allo spionaggio.

Con questa iniziativa, il paese del Dragone intende promuovere il multilateralismo nell’area. In una fase in cui “singoli paesi” stanno “facendo i prepotenti” su altri e stanno “andando a caccia” di società. Il riferimento non troppo velato è agli Stati Uniti guidati da Donald Trump.

L’annuncio, del ministro degli Esteri Stato Wang Yi, arriva infatti un mese dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato che stavano eliminando app cinesi “non affidabili” nell’ambito di un programma denominato “Clean Network”.

Washington continua a fare pressione sulle più grandi società tecnologiche cinesi (Huawei in primis) esortando i paesi di tutto il mondo a bloccarle.

L’INIZIATIVA CINESE

L’iniziativa per la sicurezza dei dati della Cina ha otto punti chiave, tra cui non utilizzare la tecnologia per danneggiare l’infrastruttura critica di altri paesi o rubare dati. Ma anche assicurarsi che i fornitori di servizi non installino backdoor nei loro prodotti e ottengano illegalmente i dati degli utenti.

Inoltre l’iniziativa sollecita le aziende tecnologiche a rispettare la sovranità, la giurisdizione e i diritti di gestione dei dati di altri Paesi.

Infine, racchiude anche l’impegno generalizzato per i partecipanti a evitare la sorveglianza su larga scala di altri Paesi.

COME RISPOSTA ALLE ACCUSE DI WASHINGTON?

Come nota Cnbc, molti di questi punti sembrano affrontare alcune delle accuse di Washington. Le aziende dovrebbero anche rispettare le leggi dei paesi ospitanti e smettere di costringere le aziende nazionali a memorizzare i dati generati all’estero nel proprio territorio.

Wang ha anche detto che l’iniziativa mira a porre fine alle attività che “violano le informazioni personali”.

IN RISPOSTA ALLA MOSSA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP

La mossa di Pechino arriva a un mese dal lancio del programma “Clean network” della Casa Bianca per eliminare le app cinesi “non affidabili”.

Nell’ultimo anno gli Stati Uniti hanno preso di mira alcune società tecnologiche cinesi. Accusandole di rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale raccogliendo i dati degli utenti e rimandandoli a Pechino.

I GUAI PER LE CINESI TIKTOK, WECHAT E HUAWEI

A inizio agosto il presidente degli Stati Uniti Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone alla cinese ByteDance di vendere le attività americane di TikTok entro la metà di settembre, altrimenti la app potrebbe essere bloccata.

Sempre ad agosto Washington ha inasprito ulteriormente le restrizioni su Huawei. Con l’obiettivo di impedire ogni suo accesso a tecnologie statunitensi, aggiungendo 38 controllate Huawei a una lista esistente di aziende a cui è stato vietato di ricevere diverse tecnologie sensibili.

Finora sia Huawei sia ByteDance hanno negato le accuse di legami con il governo di Pechino.

LE ACCUSE DI WANG

Tuttavia, il ministro cinese Wang non ha specificato la natura dell’iniziativa ed eventuale adesione già espressa da altri Paesi. Ma ha lamentato il fatto che “alcuni singoli Paesi stanno perseguendo in modo aggressivo l’unilateralismo, gettando acqua sporca su altri Paesi con il pretesto della pulizia”.

E stanno anche “conducendo la caccia globale alle aziende leader di altri Paesi con il pretesto della sicurezza. Questo è semplice bullismo e dovrebbe essere contrastato e respinto”.

IL GREAT FAREWALL DI PECHINO

Non va comunque dimenticato che la Cina controlla e censura strettamente il proprio cyberspazio attraverso il Great Firewall, che da anni limita l’accesso alle big tech statunitensi come Google, Facebook e Twitter.

LA CLEAN NETWORK MADE IN USA

Come dicevamo, il mese scorso la Casa Bianca hanno presentato la loro iniziativa “Clean Network”. Un programma volto a “salvaguardare le risorse della nazione, tra cui la privacy dei cittadini e le informazioni più sensibili delle aziende da intrusioni aggressive da parte di attori maligni, come il Partito Comunista Cinese”.

Come ha sintetizzato The Verge, “l’Internet statunitense come è attualmente, ma con molta tecnologia cinese in meno”.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha dichiarato che più di 30 paesi hanno aderito all’iniziativa, ma non li ha menzionati. Al programma partecipano anche alcune società.

UN’ESPANSIONE DEL CLEAN PATH

“Si tratta di un’espansione dell’iniziativa 5G Clean Path della Casa Bianca, annunciata all’inizio di quest’anno. Con l’obiettivo di tenere le aziende hardware cinesi come Huawei e ZTE fuori dall’infrastruttura 5G americana”. Spiega The Verge.

“l programma Clean Network prende questo impulso anti-cinese e lo applica non solo al 5G ma anche ai gestori di telecomunicazioni, ai servizi cloud, ai cavi sottomarini, alle app e agli app store”.

AVRÀ SUCCESSO L’INIZIATIVA CINESE?

Al momento dunque non è chiaro se qualche paese abbia aderito all’iniziativa della Cina sulla sicurezza dei dati e come verrà attuata e controllata. Senza dubbio resta il fatto che Pechino stia cercando di aumentare il proprio ruolo nella definizione di standard in tutto il mondo, dai dati alle telecomunicazioni.

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