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Tutte le aziende Usa che implorano Trump: no ai dazi contro la Cina

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Non solo Apple, ultima in ordine di protesta ma anche Microsoft, Dell, HP e Intel, Nike, Adidas, Clarks, Dr Martens e Converse sono scese sul piede di guerra. Senza dimenticare il malcontento manifestato da Walmart, Costco, Target, Gap, Levi Strauss e Foot Locker

Il presidente Usa Donald Trump non ha intenzione di cedere e vuole portare avanti la guerra a colpi di dazi contro la Cina. Ma non sono dello stesso avviso molte aziende americane che stanno cercando di convincere il numero uno della Casa Bianca a “desistere” dal suo progetto per non penalizzare l’export e i conti delle compagnie.

APPLE ALZA LA VOCE

L’ultima voce in ordine di tempo, ma probabilmente la più importante, è quella che arriva da Apple che ha chiesto espressamente a Trump di rinunciare al suo piano di imporre dazi per 300 miliardi di dollari sui prodotti cinesi, in caso di mancato accordo. Secondo quanto riferisce la Bbc, l’azienda di Cupertino ha inviato una lettera alla Casa Bianca, e precisamente al rappresentante commerciale degli Stati Uniti, Robert Lighthizer, sostenendo che l’imposizione di dazi finirebbe per avvantaggiare i rivali. Apple ha ammesso che l’imposizione di barriere tariffarie finirebbe per colpire tutta la sua gamma di prodotto negli Stati Uniti e la sua competitività globale. L’azienda tecnologica ha dichiarato, tra l’altro, che i suoi concorrenti cinesi – tra cui il principale produttore di smartphone Huawei – non hanno una “presenza significativa” nel mercato statunitense e non sarebbero influenzati dai dazi statunitensi.

MICROSOFT, DELL, HP E INTEL MA ANCHE NIKE, ADIDAS, CLARKS, DR MARTENS E CONVERSE SONO CONTRARIE

Apple, in questo senso, si unisce a una serie di altre società che stanno cercando di spingere l’amministrazione Trump ad abbandonare piani per ulteriori dazi sui prodotti cinesi citando rischi per le loro attività e per i consumatori. Solo per fare un esempio, questa settimana Microsoft, Dell, HP e Intel hanno affermato che le tariffe proposte aumenterebbero i prezzi di laptop e tablet di almeno il 19%. Lo stesso dicasi per molti colossi delle scarpe. In una lettera firmata da 173 società, tra cui Nike, Adidas, Clarks, Dr Martens e Converse, le aziende del calzaturificio hanno calcolato che aggiungere una tassa del 25% sulle scarpe “significherebbe far pagare alle famiglie americane quasi il 100% in più” rispetto al prezzo normale visto che il dazio medio su questo prodotto oscilla già tra l’11,3 e il 67,5%.

WALMART, COSTCO, TARGET, GAP, LEVI STRAUSS E FOOT LOCKER SUL PIEDE DI GUERRA

Ma non sono gli unici settori a essersi interessati alla questione. Già nei giorni scorsi oltre oltre seicento tra aziende produttrici e rivenditori al dettaglio – tra cui Walmart, Costco, Target, Gap, Levi Strauss e Foot Locker – avevano trasmesso alla Casa Bianca una lettera per mettere in guardia l’amministrazione Trump “sull’impatto significativo, negativo e di lungo termine sul business americano, sugli agricoltori, sulle famiglie e sull’economia Usa” dei dazi. Come ricorda un articolo di Start Magazine, citando la lettere delle seicento aziende, “’i dazi sono tasse pagate direttamente dalle aziende americane’, contraddicendo l’affermazione con cui il mese scorso il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin, durante un’audizione parlamentare, aveva detto di non attendersi ‘significativi costi’ per i consumatori dai dazi trumpiani”.

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