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Trump vincerà con Biden avversario? Il Taccuino di Martinelli

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Davvero Biden è il miglior avversario dei Democratici contro Trump? Il Taccuino Usa di Massimo Martinelli

Joe Lazarus Biden, “Sleepy Lazarus”!

Sui media americani da ieri si trova di tutto: si passa dalla grande vittoria di Biden nel super Tuesday, al commento “chi ti vende la roba fratello?”.

Sul New York Post di Murdoch, Miranda Levine nel pezzo di apertura scrive: “Democrats would rather risk losing to President Trump with Joe Biden than allow a socialist like Bernie Sanders to hijack their party”. (I Democratici preferiscono perdere con Joe Biden piuttosto che permettere ad un socialista come Bernie Sanders di impadronirsi del loro partito).

In altre parole quello di martedì non è stato un voto per Joe Biden ma un voto contro Sanders.

Questa rimarrà la grande colpa dell’establishment Dem del 2020.

Tra gli aspiranti candidati ce n’erano alcuni molto validi: Kamala Harris, Amy Klobuchar, Pete Buttigieg. Son stati trattati da perdenti fin dall’inizio delle Primarie, invece avrebbero meritato un sostegno molto maggiore. Con lo stesso atteggiamento della direzione democratica Bill Clinton o Barack Obama non sarebbero mai stati candidati.

Ma ormai tant’è: si arriverà a una Convention contesa a Milwaukee tra Sanders e Biden.

Bernie Sanders, 79 anni, un infarto lo scorso anno (ma non vuol far conoscere il suo stato clinico), ed un odio viscerale per i numeri delle finanza pubblica (continua a dire che i suoi programmi sono economicamente ma non spiega come, anzi accusa quelli che provano ad entrare nel merito di essere servi del grande capitale).

Joe Biden, 77 anni, simpatico, accattivante ma con un declino cognitivo evidente.

Confonde il super Tuesday (Martedì) con il super Thursday (Giovedì), che ovviamente non esiste.

Sul palco martedì sera ha scambiato la moglie con la sorella. Lui era in mezzo e quando lo hanno ripreso, con la sua aria svampita, ha detto: “Si sono scambiate di posto”.

Martedì sera, ad un certo punto, sul palco è arrivata una contestatrice vegana con un cartello contro l’industria casearia. La moglie di Biden, Jill, si è subito fatta avanti, interponendosi tra la contestatrice ed il marito. Niente di particolare, ma chiaramente Biden sembrava perso, un’espressione assente, la mano appoggiata sulla schiena della moglie quasi a cercar protezione.

È riapparso il Biden che si smarrisce quando Kamala Harris lo accusa di avere votato contro una legge anti segregazionista, durante uno dei primi dibattiti tra candidati, o quando perde il filo mentre parla (ora usa un tele prompter). Nelle ultime occasioni pubbliche stanno evitando di farlo parlare a braccio, perché non riesce a mantenere il filo del discorso.

Lunedì, in Texas ha dimenticato le parole della Dichiarazione di Indipendenza:

“We hold these truths to be self-evident,” he began. “All men and women created by the [pause, consternation, hands waving] go, you know, you know, the thing.” (“Noi riteniamo che siano di per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini e le donne siano create (pausa, costernazione, muove le mani in aria) andiamo, lo sapete,lo sapete, la cosa”). La cosa sarebbe Dio.

Insomma non proprio il massimo.

Al momento la scelta per i Democratici è questa.

Se Trump non farà mattane all’ultimo momento gli hanno fatto un bel regalo.

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