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Trump ha realizzato il programma economico promesso 4 anni fa? La pagella di Axios

di

Trump regeneron

La performance di Donald Trump sarà in primo piano in questi giorni di Convention Repubblicana. Axios ha analizzato se e quanto il programma di politica economica annunciato 4 anni fa da Trump è stato attuato.

Gli americani votano con il portafoglio, si sa: per la scelta dell’uomo da mandare (o far rimanere) alla Casa Bianca, gli americani guardano più ai programmi economici realizzati dal presidente in carica o da quelli promessi dallo sfidante,

Ebbene, la performance economica di Donald Trump sarà in primo piano in questi giorni di Convention Repubblicana, con il presidente e il partito pronti a rivendicare le promesse mantenute e i successi acquisiti in questi quattro anni di governo, proprio come lo saranno il giorno in cui gli americani infileranno la scheda nell’urna il prossimo 3 novembre.

Trump ha mantenuto le promesse fatte 4 anni fa? A questa domanda hanno cercato di rispondere Dan Primack e Courtenay Brown di Axios che hanno stilato una sorta di pagella passandole in rassegna, una per una, con i relativi risultati.

 

  • Far crescere l’economia del 4% l’anno: fallito.

L’economia Usa è cresciuta di una media del 2,5% durante i primi tre anni della presidenza, toccando il 3% nel 2018 ma ridiscendendo al 2,2% nel 2019.

 

  • Ridurrre il debito nazionale e cancellarlo interamente entro otto anni: fallito.

Il debito era a quota 19,57 trilioni alla fine del 2016, ma è cresciuto ogni anno da allora, e adesso veleggia intorno ai 27 trilioni, senza che si scorga alcun trend di riduzione,.

 

  • Rinegoziare gli accordi commerciali: Fatto.

 

  • Diminuire il deficit commerciale: il deficit si è ampliato ogni anno della presidenza secondo i dati dell’U.S. Census Bureau

 

  • Mettere dazi alle importazioni dalla Cina e bloccare la pratica del furto dei segreti commerciali americani: fatto a metà.

Dopo due anni e mezzzo di braccio di ferro, dazi e negoziati commerciali a intermittenza, l’amministrazione Trump ha firmato con la Cina la fase uno di un accordo commerciale a gennaio di quest’anno che risolve solo parzialmente questi problemi, non sembra funzionare alla grande e non lascia intravedere l’opportunità di raggiungere a breve la fase 2 (lo stesso Trump recentemente ha definito “improbabile” questa possibilità).

 

  • Riportare in patria I lavori da operaio persi a causa della delocalizzazione: riuscito solo parzialmente

I numeri di posti di lavoro nel settore manifatturiero sono cresciuti di circa mezzo milione, passando da 12,36 a 12,87 milioni, Ma al gennaio 2020 c’erano meno americani impiegati in fabbrica di quando Trump è entrato in carica.

 

  • Rivitalizzare l’industria: riuscito a metà.

Il principale indice manifatturiero – Institute for Supply Management (ISM) manufacturing index – si è effettivamente innalzato quando Trump è entrato in carica e ha toccato il suo massimo storico nel 2018. Ma da allora l’indice si è contratto per la prima volta dal gennaio 2016 e ora gravita ad un livello simile rispetto a quello del 2009.

 

  • Riportare i minatori e i lavoratori dell’acciaio al lavoro: riuscito a metà.

Se il numero dei lavoratori nel settore del ferro e dell’acciaio è aumentato del 10,3% tra il maggio 2016 e l maggio 2019, il numero di minatori è cresciuto di sole 200 unità tra dicembre 2016 e lo stesso mese del 2019, salvo precipitare per migliaia di unità in occasione della pandemia.

  • Le aziende come Apple torneranno a produrre in America: fallito

 

  • Massiccio taglio delle tasse senza gravare sul deficit: riuscito a metà.

I tagli delle tasse trumpiani sono stati i più incisivi degli ultimi 30 anni. Ma non si sono ripagati affatto da soli, come pretendeva la propaganda trumpiana, perché il deficit è aumentato costantemente raggiungendo il record proprio in questi mesi.

  • Tagliare le tasse alle imprese del 15%; la tassa è passata dal 35 al 21%.

 

  • Escludere dalle tasse le spese per la cura dei figli: fallito. Il decreto fiscale del 2017 ha effettivamente esteso il tax credit per queste spese, ma non nella misura necessaria.

 

  • Attirare miliardi di dollari dall’estero: fallito. Gli investimenti esteri sono calati e hanno toccato l’anno scorso il livello più basso degli ultimi dieci anni.

 

  • Eliminare regolamenti “ammazzalavoro”: riuscito a metà. L’amministrazione ha portato a termine 243 azioni di deregulation nei suoi primi due anni, ma sono state definite economicamente insignificanti. Inoltre molti di questi provvedimenti sono finiti in tribunale, dove la Casa Bianca ha perso nel 80% dei casi.

 

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