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Vi dico cosa succede fra Trump e democratici Usa sulla Cina. Il commento di Galietti

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Cina
Xi Jinping President of the People's Republic of China speak's at a United Nations Office at Geneva. 18 january 2017. UN Photo / Jean-Marc Ferré

I liberal Usa ritraggono la Cina come un nemico immorale, capace di concepire ed eseguire meticolosamente uno sterminio etnico. Il commento di Francesco Galietti, fondatore di Policy Sonar

La pubblicazione da parte del New York Times di centinaia di documenti riservati del governo cinese sulle politiche repressive di Pechino nello Xinjiang segna un salto di qualità nei rapporti tra Usa e Cina.

Il conflitto economico, guerreggiato a suon di dazi, si aggiunge ora una dimensione morale. Da avversario, la Cina viene elevata a nemico.

Il New York Times, che pubblica i documenti, è un riferimento globale per il mondo liberal.

Dal punto di vista di Pechino, ciò significa che la conflittualità con gli Usa non è circoscritta alla sola presidenza Trump, ma anche al mondo democratico.

Non solo: a questo punto, per Pechino, Trump è addirittura un male minore. Impresario fattosi politico, Trump non ha mai brandito la clava morale. Il suo stile negoziale è duro, ma transazionale.

I liberal invece ritraggono la Cina come un nemico immorale, capace di concepire ed eseguire meticolosamente uno sterminio etnico.

La Cina, e ancora di più il Partito comunista che ne governa ogni ganglio nervoso, è malvagia secondo i democratici.

I documenti pubblicati descrivono nel dettaglio l’organizzazione del Partito per estirpare definitivamente gli uiguri. Non vi è spazio per la pietà, financo i piccoli debbono essere strappati alle loro madri.

La Cina non è un avversario, bensì un nemico. Non vi è dubbio che la pressione sull’Europa aumenti in maniera esponenziale.

Nel confronto tra Stati Uniti e Cina, Bruxelles ha finora cercato di arroccarsi su posizioni agnostiche. Ma ora la Cina cessa di essere una «potenza revisionista» o un «rivale sistemico» e si rivela Impero del Male. Ebbene: la Ue nasce sulla questione morale.

A muovere i padri fondatori della Ue fu prima di tutto la volontà di pacificare il continente europeo, e di reprimere una volta per tutte le forze culminate nell’Olocausto.

Articolo pubblicato su italiaoggi.it

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