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Centrodestra

Troppi processi mediatici sulla tragedia di Crotone

Politici di opposizione e giornali di sinistra si rincorrono a chi chiede le dimissioni del ministro Piantedosi. La nota di Paola Sacchi

 

Processo mediatico sulla tragedia di Crotone. Con richiesta di dimissioni. Dopo le forti accuse al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ora sale sempre più forte dai giornali di sinistra la richiesta di dimissioni, in sintonia con la dura posizione (contro Piantedosi, alla commissione Affari costituzionali) della nuova leader del Pd Elly Schlein.

Processo mediatico prima ancora che venga fatta l’inchiesta della magistratura. Non è un bello spettacolo, per chi si definisce a sinistra garantista, il processo mediatico che avvelena e condiziona da trent’anni la vita politica del nostro Paese e ora esercitato anche sulla tragedia consumatasi sulle coste calabresi. Sulle quali, come ha subito denunciato il governatore Roberto Occhiuto di Forza Italia, non c’è stata la dovuta attenzione da parte della Ue, ai cui vertici ha scritto subito il premier Giorgia Meloni, e dei governi passati che, come ha sottolineato Occhiuto, non hanno affrontato la rotta via mare dalla Turchia, dopo che la Ue aveva operato con la stessa Turchia per bloccare le partenze via terra.

L’altra mattina a indignarsi immediatamente per le pieghe che il processo mediatico stava prendendo è stato Salvini, messo nel mirino per la competenza del suo ministero sulla Guardia Costiera. Ieri sera la Lega ha ribadito: “Sulla tragica vicenda di Crotone la totale fiducia nell’operato del Ministro Matteo Piantedosi”, che già ha espresso SalvinI, giudicando “gli attacchi alla Guardia Costiera vergognosi e offensivi”.

Ma, mentre il processo mediatico spiccava il volo, il caso ha voluto che l’altro ieri lo stesso ministro Salvini, da anni nel mirino della sinistra e dei suoi media, quella sinistra, anzi centrosinistra, che già lo ha mandato a processo per una decisione politica, si trovasse a respingere le accuse di carta a titoli cubitali in una sede che più liberale e garantista non poteva essere. Alla Fondazione Luigi Einaudi, con accanto il presidente, avvocato Giuseppe Benedetto, di cui è stato presentato il nuovo libro “Non diamoci del tu”,

Salvini, che era stato invitato con il sottosegretario leghista Andrea Ostellari per discutere sulla separazione delle carriere, ha risposto alle accuse, puntando l’indice sulla “volgarità” con cui “si fa politica attaccando corpi dello Stato”.

Quanto al tema in questione, nodale per la riforma della giustizia, il vicepremier ha ricordato che il suo partito ha già presentato una proposta di legge sulla separazione delle carriere (altra proposta anche da Forza Italia) come scelta conseguente all’impegno della Lega promotrice dei referendum con i Radicali. Impegno per il quale Benedetto lo ha ringraziato. “Ogni anno – ha ricordato Salvini – ci sono mille innocenti che finiscono in carcere. Ma chi li risarcirà per il fango, il discredito buttato loro addosso?”. Il vicepremier si dice anche fiducioso, nonostante tutto, che il nuovo corso del Pd possa essere dialogante sul tema giustizia.

Ma il processo mediatico e politico che impazza sulla tragedia di Crotone non sembra avere il sapore del garantismo.

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