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Tutte le novità del trattato Italia-Francia

Italia Francia

Politica estera, difesa, immigrazione, spazio e non solo. Ecco le principali linee guida (concrete) del trattato Italia-Francia firmato il 26 novembre

 

Per il presidente del Consiglio Mario Draghi, la sua firma “segna un momento storico nelle relazioni” bilaterali. Per il presidente francese Emmanuel Macron, permetterà la nascita di “una visione geopolitica comune”. Il cosiddetto trattato del Quirinale – o, formalmente, il Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata – firmato a Roma il 26 novembre punta ad accrescere l’allineamento politico-economico tra l’Italia e la Francia, e potrebbe ricalibrare i rapporti di forza interni all’Unione europea.

DODICI ARTICOLI

L’accordo (qui il testo integrale) si compone di dodici articoli, ed più un elenco di intenzioni che una raccolta di progetti ben definiti. Il programma di lavoro, invece, è più specifico.

LA POLITICA ESTERA

Attraverso il trattato, Italia e Francia si impegnano a migliorare il coordinamento tra le rispettive azioni a livello internazionale, con l’obiettivo di definire posizioni coerenti sulle decisioni riguardanti interessi comuni. A questo scopo hanno deciso di istituire dei “meccanismi di consultazioni rafforzate”, con incontri regolari tra i rispettivi funzionari, specialmente in caso di crisi.

Roma e Parigi rafforzeranno il coordinamento sulle politiche per il Mediterraneo (definito “ambiente comune”) relative alla sicurezza, allo sviluppo economico, all’integrazione, al contrasto delle migrazioni irregolari, alla promozione dei diritti umani e all’energia. In sede europea, lavoreranno alla definizione di approcci comuni verso “il vicinato meridionale e orientale” (Africa settentrionale, Sahel, Corno d’Africa, Medio oriente, golfo Persico) e verso i “principali partner e competitor internazionali” (la Cina?). Miglioreranno inoltre la cooperazione sulla sicurezza marittima in alcuni quadranti principali: non solo il Mediterraneo, ma anche il golfo di Guinea, il mar Rosso, il golfo Persico, il golfo di Aden e l’oceano Indiano occidentale.

LA DIFESA

Sulla difesa, le due parti dicono di impegnarsi per la promozione della cooperazione degli scambi di personale delle forze armate e di attrezzature della difesa e per lo sviluppo di “sinergie” sul piano operativo e della capacità. Oltre ai lavori della NATO, si consulteranno periodicamente in merito alle iniziative di difesa dell’Unione europea nell’ottica di creare una “cultura strategica comune” nel continente.

Italia e Francia, poi, promuoveranno delle “alleanze strutturali” tra le loro industrie della difesa in direzione di una maggiore cooperazione, formando partnership su settori militari specifici come lo spazio.

GLI AFFARI EUROPEI

Italia e Francia vogliono stimolare la nascita di un sentimento di appartenenza europea, incentivando la mobilità delle persone e lavorando per favorire la costituzione di liste transnazionali alle elezioni europee. Lavoreranno alla difesa dei “valori fondamentali” dell’Unione, come i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto. E organizzeranno delle consultazioni tra i rispettivi organi governativi su tematiche come il pacchetto “Fit for 55” per l’azione climatica, il digitale, l’immigrazione, i paesi vicini in Africa (innanzitutto la Libia), il processo di pace in Medio Oriente, le sanzioni.

LE POLITICHE MIGRATORIE E GLI AFFARI INTERNI

Per rafforzare la cooperazione su asilo e migrazioni, Italia e Francia affermano di voler “contribuire al raggiungimento di un compromesso equilibrato che permetta un controllo più efficace delle frontiere esterne, una diminuzione dei movimenti secondari e un meccanismo efficace di solidarietà nella gestione dei flussi migratori, riservando un trattamento specifico agli arrivi legati alle operazioni di ricerca e soccorso in mare che comprenda anche la riallocazione”. Inoltre, lavoreranno per la riforma del sistema comune d’asilo europeo e per la realizzazione di una politica comune in materia di rimpatri.

Saranno promossi dei partenariati strategici con i paesi di origine e di transito dei migranti, valutando anche la possibilità di compiere missioni congiunte in questi territori e di istituire un’iniziativa europea sulla rotta del Mediterraneo centrale. Si punterà anche alla promozione, “attraverso l’utilizzo di apposite risorse nazionali”, di iniziative in tali paesi terzi per la gestione dei flussi e il rafforzamento della sicurezza.

Italia e Francia dicono di voler promuovere una “rifondazione” dello spazio Schengen, dando maggiore enfasi al rafforzamento delle frontiere esterne dell’Unione. Nel trattato viene sottolineata la necessità di contrastare i contenuti terroristici online, l’incitamento all’odio e la radicalizzazione.

L’ECONOMIA

Sull’economia, i due paesi sostengono di voler lavorare al “completamento” dell’unione economica, monetaria e bancaria stimolando “l’introduzione di una capacità di stabilizzazione macroeconomica permanente dell’eurozona” e lavorando a un “sistema europeo di garanzia dei depositi (EDIS)”.

L’INDUSTRIA E IL DIGITALE

Italia e Francia si impegnano a coordinare gli investimenti, presenti nei rispettivi piani di ripresa, in quei settori considerati strategici per l’autonomia europea: cloud, batterie per i veicoli elettrici, materiali sanitari, energia (idrogeno, soprattutto), semiconduttori, connettività (5G e 6G). Vogliono inoltre sviluppare la cooperazione tra le rispettive casse depositi e prestiti.

LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Sullo sviluppo sostenibile, coerentemente con gli obiettivi definiti dalla Commissione europea nel Green Deal, Roma e Parigi vogliono procedere con il rafforzamento del mercato per la compravendita delle quote di carbonio (l’ETS) e con l’istituzione di un meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera esterna (il CBAM: una sorta di dazio sulle merci inquinanti provenienti da paesi extra-UE).

Inoltre, vogliono rendere il mar Mediterraneo “pulito e sostenibile” anche attraverso la promozione, sia nelle sedi europee che internazionali, dell’adattamento delle flotte a carburanti marittimi di transizione e meno inquinanti. Oltre a quello marittimo, i due paesi vogliono stimolare anche la transizione dei trasporti terrestre e aereo verso modalità a basse emissioni.

LO SPAZIO

L’articolo 7 del trattato è tutto dedicato allo spazio, definito “una dimensione chiave dell’autonomia strategica europea” sulla sicurezza, oltre che dello “sviluppo economico” dell’Unione. Italia e Francia andranno dunque ad accrescere la loro collaborazione nel campo del trasporto spaziale della progettazione/fabbricazione dei satelliti, con un occhio all’offerta di servizi nelle regioni mediterranee e africane. Si concentreranno in particolare sullo sviluppo dei programmi Ariane e Vega sui lanciatori e i razzi spaziali per renderli più competitivi.

L’ISTRUZIONE

Sull’istruzione, oltre ad incentivare la mobilità di studenti e docenti, i due paesi di doteranno di progetti in settori strategici per favorire la creazione di Centri di eccellenza professionali italo-francesi. I settori considerati più rilevanti sono sanità, scienze della vita, ricerca oceanografica, fisica e chimica, ricerca polare, ambiente, patrimonio, innovazione e tecnologie digitali.

LA COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA

Italia e Francia dicono di voler potenziare i collegamenti transfrontalieri, proseguendo con il completamento della ferrovia Torino-Lione e migliorando la governance del tunnel del monte Bianco. Viene menzionata la necessità di connessioni per la val Roia, di ripristinare della linea Cuneo-Breil-Ventimiglia e di terminare il tunnel di Tenda.

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