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Tim, Vivendi e Havas. Tutti i subbugli in casa Bolloré

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Vivendi-Mediaset Bollorè

Non conoscono soste i subbugli tra Francia e Italia per Vincent Bolloré, patron del gruppo Vivendi, che controlla Tim. Alla battaglia legale fra Vivendi e Mediaset per il dossier Mediaset Premium, e quella pure in corso e dagli esiti non scontati per il controllo dell’ex Telecom Italia conteso dall’arrembante fondo americano Elliott, si aggiungono oggi le preoccupazioni che arrivano dalla sua Francia, o meglio dall’Africa. Ecco tutte le novità svelate oggi dal quotidiano Le Monde on line.

Non solo: ieri in serata, nel corso dell’assemblea di Tim, Vivendi ha dovuto registrare una sconfitta. E’ stato rieletto contro la sua volontà (i francesi si sono astenuti) il presidente del collegio sindacale, Roberto Capone, creando imbarazzo in Cdp visto che Capone è presidente anche del collegio sindacale di Cdp Equity. Ma andiamo con ordine.

TUTTI I DETTAGLI

Il finanziere francese Vincent Bolloré, implicato in una vicenda legata a concessioni portuali in Togo e Guinea, sarebbe in stato di fermo per la corruzione di funzionari pubblici stranieri. E’ stata questa la notizia che in tarda mattinata è stata data dalla versione online del quotidiano francese Le Monde.

IL FERMO E LA NOTA DEL GRUPPO

Dopo il fermo dell’amministratore delegato Vincent Bolloré, sospettato di corruzione in merito all’assegnazione di concessioni portuali in Guinea e Togo, il gruppo Bolloré ha negato “formalmente” che siano stato commesse irregolarità nel corso della sua attività in Africa. “Il gruppo Bolloré nega formalmente che la sua società controllata del tempo, Sdv Afrique, abbia commesso irregolarità. Le prestazioni relative a queste fatture sono state effettuate in tutta trasparenza”, si legge in una nota.

CHE COSA E’ SUCCESSO AL FINANZIERE

Il miliardario bretone di 66 anni, secondo quanto hanno dichiarato ad Afp diverse fonti, è stato ascoltato negli uffici della polizia anticorruzione. I giudici stanno cercando di determinare se il gruppo Bolloré abbia utilizzato le attività di consulenza politica della sue controllate Havas e Bolloré Africa Logistics (precedentemente nota come Sdv) per ottenere rispettivamente la gestione dei porti di Lomé, in Togo, e di Conakry, in Guinea.

DA DOVE NASCE L”INDAGINE

Sarebbero stati posti in custodia anche il capo della divisione internazionale di Havas, Jean Philippe Dorent e il direttore generale del gruppo Bolloré, Gilles Alix, ha precisato una fonte giudiziaria. L’indagine è stata avviata in seguito alla denuncia di un ex partner franco-spagnolo di Bolloré, Jacques Dupuydauby.

LE IPOTESI DEI MAGISTRATI

Al centro dell’inchiesta si trovano le consulenze date dall’agenzia di comunicazione Havas durante le elezioni del 2010 ad Alpha Condé, attuale presidente della Guinea e del presidente del Togo, Faure Gnassingbé. In Guinea, Sdv ha ottenuto la gestione del porto di Conakry pochi mesi dopo l’elezione di Condé e in Togo la controllata ha vinto l’appalto poco prima della rielezione del 2010 di Gnassingbé.

LE PRECISAZIONI DEL GRUPPO

“Le concessioni in Togo sono state ottenute nel 2001, molto prima dell’ingresso del gruppo in Havas e in Guinea, nel 2011”, ha sottolineato il gruppo Bolloré nella dichiarazione. Inoltre il gruppo “Bolloré ha soddisfatto tutte le condizioni del bando di gara. Sono un amico, privilegio gli amici. E allora?”, aveva spiegato Alpha Condé al quotidiano Le Monde nel 2016 a proposito di questo argomento.

LE PAROLE DI MARINA BERLUSCONI

Su Tim “non abbiamo un auspicio. Quello che posso dire è che il signor Bolloré non si è smentito neppure nel modo in cui si è comportato anche in Tim, perché ha usato la delicatezza e la compostezza di Attila”. Lo ha detto la presidente di Fininvest e Mondadori, Marina Berlusconi, a margine dell’assemblea di Mondadori a Segrate, senza far riferimento al caso giudiziario odierno di Bolloré.

“Soltanto che Attila – ha aggiunto la figlia del Cavaliere – poi un impero enorme era riuscito a crearlo. Di loro abbiamo visto tutti molto bene e toccato con mano quella che è l’arroganza e la spregiudicatezza, anche perché non fanno nulla per nasconderle. Quello che nascondono davvero molto bene è il pensiero strategico che sta dietro al loro comportamento e lo fanno talmente bene che a volte viene persino da chiedersi se esiste davvero il pensiero strategico”. Poi a una domanda sulla notizia dell’arresto di oggi di Vincent Bolloré, primo azionista di Vivendi, Marina Berlusconi ha risposto: “Preferisco non commentare, perché è una vicenda che non conosco e non voglio fare commenti”.

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