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Chi è il nuovo governatore della Banca centrale dell’Afghanistan

Cia Talebani

I talebani hanno nominato Haji Mohammad Idris nuovo governatore della Banca centrale dell’Afghanistan: dovrà dare stabilità a un’economia in crisi. Ecco cosa si sa di lui

Dopo una decina di giorni dalla conquista di Kabul, lunedì i talebani hanno nominato un nuovo governatore della Banca centrale dell’Afghanistan. È Haji Mohammad Idris, che avrà il compito – così si legge in un comunicato del portavoce del gruppo, Zabihullah Mujahid – di contribuire all’organizzazione delle istituzioni e di affrontare i problemi della popolazione afghana.

LA SITUAZIONE IN AFGHANISTAN

Reuters spiega che Idris cercherà di dare stabilità ad un’economia messa in crisi dalla guerra e “andata alla deriva” per oltre una settimana, con le banche fuori servizio e gli uffici governativi vuoti. I dipendenti pubblici sono senza stipendio, gran parte dei negozi sono chiusi e l’aumento del prezzo dei beni di prima necessità – dal cibo al carburante – potrebbe alimentare il malcontento sociale.

Nel giro di pochi giorni i prezzi della farina, dell’olio e del riso sono cresciuti anche del 10-20 per cento. Le banche sono ancora chiuse e molte persone non hanno accesso ai propri risparmi. Sono chiuse anche le filiali della Western Union, società statunitense di servizi finanziari, e dunque i flussi di rimesse – il denaro che gli emigrati mandano in patria, alle famiglie – sono bloccati.

COSA VOGLIONO GLI ISTITUTI DI CREDITO AFGHANI

Reuters riporta le dichiarazioni di un anonimo banchiere afghano, che spiega che gli istituti di credito stanno cercando, in vista della riapertura, il sostegno della banca centrale nella gestione della liquidità di afghani (la valuta nazionale) e di dollari statunitensi.

Il banchiere aggiunge che, nel caso in cui la situazione di incertezza dovesse proseguire, i clienti ritireranno grandi somme di denaro e le banche avranno bisogno di un supporto ancora maggiore.

CHI È HAJI MOHAMMAD IDRIS

I talebani sono alla ricerca di tecnici che si occupino di rimettere in piedi l’economia afghana. Ma i funzionari dell’amministrazione filo-occidentale di Ashraf Ghani sono scappati all’estero o si stanno nascondendo. Il precedente governatore della Banca centrale, Ajmal Ahmaty, è fuggito da Kabul.

Del nuovo governatore, Haji Mohammad Idris, si sa poco: le scarse informazioni sul suo conto dicono che è originario della provincia settentrionale di Jawzjan e che si è occupato a lungo di questioni finanziarie sotto il precedente leader dei talebani, Akhtar Mansour, ucciso in un attacco con un drone nel 2016.

Stando alle dichiarazioni di un membro di alto grado dei talebani, riportate sempre da Reuters, Idris è stato a capo delle finanze del gruppo ed è rispettato dagli altri per la sua esperienza. Non ha comunque ricevuto un’educazione superiore né una formazione “classica” in materia di finanza.

“Ci sono molte persone sconosciute al mondo ma che hanno ricoperto posizioni chiave e dato grandi contributi. Haji Idris è tra queste”, ha detto all’agenzia il membro dei talebani. “Credo che non abbia nemmeno studiato scienze religiose, ma era esperto di questioni finanziarie”.

LE RISERVE DELLA BANCA CENTRALE AFGHANA

L’ex-governatore della banca centrale dell’Afghanistan, Ahmaty, ha detto che le riserve monetarie del paese si trovano principalmente in conti all’estero e non sono state compromesse dai talebani.

La banca centrale afghana controlla riserve per circa 9 miliardi di dollari: di questi, 7 miliardi – tra soldi, obbligazioni in oro e titoli vari – si trovano alla Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti (che li ha congelati, per impedire ai talebani di accedervi).

LE FINANZE DEI TALEBANI

Nei circa vent’anni precedenti alla presa di Kabul i talebani hanno finanziato la propria organizzazione attraverso il traffico di oppio, la riscossione delle tasse (anche sui servizi pubblici come l’acqua o l’elettricità) nei territori che controllavano, l’industria mineraria e le donazioni provenienti dall’estero.

Ora però sono alla guida del paese. E difficilmente saranno in grado di accedere agli aiuti internazionali, che consentono di finanziare circa l’80 per cento del bilancio statale dell’Afghanistan. Secondo la Banca mondiale, nel 2020 i flussi di aiuti esteri hanno rappresentato all’incirca il 43 per cento dell’economia del paese.

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