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Perché Taiwan è così importante per Cina e Stati Uniti

Taiwan

Gli Stati Uniti hanno schierato per almeno un anno un contingente di truppe e un’unità speciale a Taiwan per addestrare l’esercito locale a difendersi da un’eventuale invasione della Cina.

 

Un funzionario dell’apparato della difesa americano ha confermato, restando anonimo, quanto rivelato in esclusiva dal Wall Street Journal giovedì: gli Stati Uniti hanno schierato per almeno un anno un contingente di truppe e un’unità speciale a Taiwan per addestrare l’esercito locale a difendersi da un’eventuale invasione della Cina.

L’addestramento ha riguardato sia le forze di terra taiwanesi sia quelle marittime, con esercitazioni affidate ai Marines e condotte su piccole barche.

LE RELAZIONI TRA TAIWAN, CINA E STATI UNITI

Taiwan (formalmente Repubblica di Cina) è un’isola a sud-est della Cina comunemente intesa (la Repubblica popolare cinese guidata dal Partito comunista) ed è uno stato a sé stante, con un proprio governo e un proprio sistema politico. Ma non è riconosciuto come tale da Pechino, che la considera una parte del suo territorio e la rivendica.

Gli Stati Uniti non hanno rapporti ufficiali con Taiwan (possiedono infatti relazioni formali con Pechino), ma ne sono i principali sostenitori e fornitori di armi.

PERCHÉ LA PRESENZA DELLE TRUPPE AMERICANE È IMPORTANTE

Che gli Stati Uniti fossero militarmente presenti, in piccoli numeri, a Taiwan non è una novità. È una novità, invece, che questa presenza sia stata resa pubblica e confermata. Conferma che, peraltro, è arrivata in un momento rilevante: un giorno dopo l’annuncio di un accordo di principio tra Washington e Pechino per un vertice virtuale tra il presidente Joe Biden e il suo omologo Xi Jinping entro la fine dell’anno.

Lo schieramento di truppe straniere a Taiwan è una delle condizioni fissate dall’Esercito popolare di liberazione (le forze armate cinesi) che potrebbero giustificare l’inizio di un’operazione militare.

Negli ultimi anni i rapporti fra Taiwan e la Cina si sono fatti particolarmente tesi. La manifestazione concreta di questa tensione sono le frequenti (e numerose) incursioni di velivoli cinesi nella zona di identificazione aerea taiwanese: soltanto lunedì scorso ce ne sono state cinquantasei. Più in generale, si sono moltiplicate le allusioni cinesi a un’invasione di Taiwan: sono dichiarazioni che vanno scremate dalla retorica nazionalista, ma che hanno ovviamente messo in allerta gli Stati Uniti, diversi paesi asiatici e, ovviamente, Taiwan.

COSA FA TAIWAN PER DIFENDERSI

Gli Stati Uniti hanno elaborato per Taiwan una politica di difesa dalla Cina chiamata porcupine strategy (“strategia del porcospino”). L’isola è imparagonabile per grandezza Cina continentale, e non può sovrastarla in potenza: deve allora – dicono gli americani – dotarsi di una “corazza” protettiva di sistemi bellici che fungano da deterrente (un po’ come gli aculei degli istrici), in modo da indurre Pechino a rinunciare all’attacco per risparmiarsi le ferite e i costi associati.

Secondo Taiwan, la Cina sarà in grado di lanciare un’invasione su larga scala dell’isola entro il 2025; la tempistica offerta dai generali statunitensi è all’incirca la stessa. Il governo taiwanese spenderà 8,6 miliardi di dollari in cinque per costruire armi e veicoli militari, come missili e navi da guerra.

PERCHÉ TAIWAN È IMPORTANTE

L’importanza di Taiwan per la Cina è duplice. Da un lato, c’è una questione di orgoglio nazionale e di integrità nazionale. Dall’altro lato, Taiwan è vista da Pechino come una minaccia ideologica perché rappresenta una sorta di “Cina alternativa” a quella retta dal Partito comunista, con un modello statale-sociale completamente diverso: è una repubblica democratica, non un sistema a partito unico.

Per gli Stati Uniti, invece, Taiwan è utile al monitoraggio della Cina e al suo contenimento marittimo: Washington vuole cioè impedire a Pechino di avere l’egemonia sul mar Cinese meridionale e di espandersi nell’oceano Pacifico; non a caso invia spesso navi da guerra nell’area per ribadire la libertà di navigazione. Il dominio sui mari e sugli stretti è uno dei fondamenti del primato geopolitico americano, che la Cina ambisce a ottenere.

Per il Giappone, che recentemente si è avvicinato a Taiwan, è importante che la Cina non metta le mani sull’isola perché altrimenti potrebbe ottenere il controllo anche dello stretto di Luzon, subito a sud, dove passano le rotte marittime solcate dalle metaniere che portano il gas in Giappone, un paese povero di risorse energetiche.

I MICROCHIP

Al di fuori della geopolitica, Taiwan ha una grossa importanza “pratica” per tutti e tre i paesi sopra citati. Assieme alla Corea del sud, Taiwan è uno dei due cuori mondiali dell’industria dei microchip, fondamentali per tutta una serie di industrie, dall’elettronica alle automobili.

La taiwanese TSMC è in assoluto l’azienda più importante del settore, capace di produrre microchip avanzati e dalle dimensioni ridottissime: è dunque indispensabile per il soddisfacimento delle ambizioni economiche-tecnologiche sia degli Stati Uniti che della Cina. Pechino, in particolare, è indietro sui semiconduttori e dipende dalle forniture provenienti dall’estero.

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