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Ecco le armi più potenti chieste dall’Ucraina a Biden

Germania Ucraina

Missili antinave Harpoon, lanciarazzi Himars e caccia F-16: ecco le armi avanzate chieste dall’Ucraina agli Stati Uniti, che hanno però dei dubbi sull’invio. Tutti i dettagli

 

Gli Stati Uniti hanno intenzione di fornire missili antinave di livello avanzato all’Ucraina per aiutarla a sconfiggere la Russia e, più nello specifico, a rompere il blocco navale nel mar Nero, che sta impedendo al paese di esportare prodotti agricoli.

L’Ucraina ha fatto richiesta varie volte agli americani di armi più sofisticate di quelle già ottenute (come il missile spalleggiabile terra-aria Stinger), dalla gittata e potenza maggiori, che le permettano di affondare le navi da guerra russe.

DIFFICOLTÀ E RISCHI

Benché il sostegno statunitense alla resistenza ucraina sia forte – nei giorni scorsi il presidente Joe Biden ha firmato un nuovo pacchetto di assistenza da 40 miliardi di dollari -, non tutti a Washington sono convinti che inviare a Kiev missili tanto sofisticati sia una buona idea: per riuscire a utilizzare armi di questo tipo, intanto, le forze ucraine andranno formate; si creerebbero poi difficoltà logistiche per la manutenzione di questi armamenti, che potrebbero peraltro finire in mano ai russi. In ultimo, c’è il rischio che la consegna di potenti missili antinave possa portare a una reazione durissima da parte di Mosca.

L’HARPOON E IL NAVAL STRIKE

Nello specifico, ci sono due tipi di missili antinave che gli Stati Uniti stanno valutando se e come mandare all’Ucraina (direttamente o tramite un trasferimento da un paese europeo alleato che li possiede): uno è l’Harpoon realizzato da Boeing, l’altro è il Naval Strike Missile prodotto da Raytheon Technologies e da Kongsberg.

Il mese scorso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto al Portogallo di fornire all’esercito ucraino i missili Harpoon, che hanno una gittata fino a 300 chilometri.

Il punto è che l’Ucraina non ha a disposizione sufficienti piattaforme per lanciare gli Harpoon dalla costa: è una soluzione peraltro – spiega Reuters – tecnicamente complessa, perché il missile viene principalmente sparato da nave.

LA RUSSIA È VULNERABILE IN MARE

Stando al ministero della Difesa del Regno Unito, ci sono una ventina di imbarcazioni russe, tra navi e sottomarini, nell’area del mar Nero. Secondo Bryan Clark, esperto di questioni navali presso l’Hudson Institute, un numero di missili antinave come l’Harpoon tra i dodici e i ventiquattro, con una gittata di oltre 100 chilometri, basterebbe a minacciare le navi russe e potrebbe indurre il Cremlino a rimuovere il blocco. La Russia ha già subìto perdite importanti in mare: su tutte, quella dell’incrociatore Moskva, ammiraglia della flotta del mar Nero.

CHI VA PER PRIMO?

Diversi funzionari americani hanno detto a Reuters che nessun paese, pur essendo teoricamente disponibile a fornire gli Harpoon all’Ucraina, vuole essere il primo a farlo o l’unico, temendo ritorsioni da parte della Russia nel caso in cui i missili affondassero una nave.

I NAVAL STRIKE SONO MEGLIO DEGLI HARPOON?

Fonti di Reuters hanno spiegato che il Naval Strike Missile viene considerato un’alternativa migliore degli Harpoon per l’Ucraina: possono infatti venire lanciati dalla costa, hanno una gittata di 250 chilometri e richiedono un tempo di addestramento inferiore (meno di due settimane). I membri della NATO potrebbero fornire i lanciatori mobili da terra, mentre le testate arriverebbero dalla Norvegia (alcuni membri del parlamento norvegese sono favorevoli).

Tutti i trasferimenti di armi contenenti tecnologie statunitensi dovranno venire approvati dal dipartimento di stato americano.

HIMARS E NON SOLO

L’Ucraina vorrebbe ottenere anche l’M270, un sistema lanciarazzi multiplo sviluppato dall’azienda americana Lockheed Martin in grado di colpire un bersaglio a 70 chilometri di distanza o più: è una gittata di tre volte superiore a quella dei cannoni attualmente in dotazione a Kiev. Nelle scorse settimane l’amministrazione Biden ha inviato al paese degli obici M777, che possono venire dispiegati più rapidamente oltre che spediti in quantità superiori.

Le forniture di M270 o di sistemi simili come gli M142 HIMARS (un lanciarazzi multiplo leggero di Lockheed Martin) potrebbero venire prese in considerazione con l’approvazione del pacchetto di aiuti da 40 miliardi.

LA QUESTIONE F-16

Oltre ai missili e ai lanciarazzi, l’Ucraina chiede aerei da caccia più performanti, di fabbricazione statunitense, che la aiutino a contrastare la superiorità aerea russa: ad esempio gli F-15 di McDonnell Douglas e gli F-16 di General Dynamics. Come riporta il portale specializzato Air Force Magazine, gli ufficiali della Air Force (l’aeronautica militare degli Stati Uniti) non sembrano tuttavia entusiasti all’idea di mandare gli F-16, che richiederebbero un periodo di addestramento all’uso troppo lungo.

Le forze ucraine possiedono e hanno ricevuto caccia di fabbricazione sovietica, come i Mig-29s e i Su-42s. Secondo Serhii Drozdov, ex-comandante dell’aeronautica ucraina, i piloti imparerebbero a volare con gli F-15 e gli F-16 in due o tre settimane. È una stima forse poco realistica, spiega Air Force Magazine, perché negli Stati Uniti l’addestramento agli F-16 dura circa nove mesi e prevede anche approfondimenti teorici e simulazioni, oltre a un periodo preparatorio su altri velivoli.

Quanto agli F-15, il bilancio 2023 della Air Force prevede il ritiro dal servizio di oltre duecento F-15, molti dei quali hanno problemi tecnici e di sicurezza che non ne permettono il volo.

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