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Gli Stati Uniti collaboreranno con la Russia per l’antiterrorismo in Afghanistan?

Stati Uniti Russia

Gli Stati Uniti stanno cercando la collaborazione dei paesi dell’Asia centrale, e persino della Russia, per le operazioni antiterrorismo over-the-horizon in Afghanistan. Ecco che cosa si sa

Gli Stati Uniti stanno negoziando con i paesi che confinano con l’Afghanistan per ottenere la loro collaborazione logistica alle operazioni di anti-terrorismo over-the-horizon che vorrebbero effettuare nei confronti del regime talebano o dei gruppi jihadisti presenti nel paese.

CHE COSA SONO LE OPERAZIONI “OVER-THE-HORIZON”

Con over-the-horizon ci si riferisce a quelle operazioni militari partite dall’esterno del paese di destinazione.

Un esempio concreto può essere l’attacco via drone di fine agosto in Afghanistan contro due miliziani dello Stato islamico della provincia del Khorasan (ISIS-K), la divisione dello Stato islamico che ha rivendicato l’attentato nei pressi dell’aeroporto di Kabul. Benché i bersagli dell’attacco fossero in territorio afghano (per la precisione nella provincia di Nangarhar), il drone era decollato da una non precisata postazione in Medio Oriente.

COSA VOGLIONO GLI STATI UNITI

Stando ad una serie di dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi, sembrerebbe che nei piani degli Stati Uniti ci sia il mantenimento di una capacità di monitoraggio e di offesa in Afghanistan “da fuori”, utilizzando aeromobili stanziati nei paesi prossimi o direttamente confinanti.

Lo scopo di tutto questo è tenere sotto controllo l’Afghanistan per evitare che si trasformi nuovamente in una base operativa per i gruppi terroristici ostili all’America, e farlo senza dover sostenere i costi di una presenza fisica. Secondo i generali statunitensi al-Qaeda, autrice degli attentati dell’11 settembre 2001, potrebbe ricostruirsi in un arco di tempo molto breve, dai sei ai trentasei mesi.

Non è chiaro però, concretamente, come e dove agirà Washington, che non possiede basi militari in nessuno dei paesi che confinano con l’Afghanistan, che peraltro non dispone di uno sbocco sul mare. Non sembra nemmeno – almeno ad oggi – plausibile l’apertura di nuove strutture, sia perché non sono stati raggiunti accordi con i governi della zona, sia perché l’America vuole concentrare le forze in Asia-Pacifico per contenere la Cina.

COSA STANNO FACENDO

Benché degli accordi non siano stati raggiunti, dalle rivelazioni di POLITICO sappiamo tuttavia che l’amministrazione di Joe Biden ha avviato delle trattative con i governi di Tagikistan, Uzbekistan, Kirghizistan “e altri”.

Tra le infrastrutture in possesso di questi paesi che gli Stati Uniti hanno preso in considerazione per il loro piano ci sono anche delle basi gestite dalla Russia, storicamente molto presente in America centrale. Di recente, peraltro, Mosca ha annunciato che rafforzerà la sua postazione militare in Tagikistan (la più grande base russa all’estero) con trenta nuovi carrarmati, che andranno a sostituire quelli vecchi.

DIALOGO STATI UNITI-RUSSIA?

Il segretario americano alla Difesa Lloyd Austin ha fatto sapere che gli Stati Uniti hanno chiesto spiegazioni alla Russia in merito a una proposta del presidente Vladimir Putin, che si è offerto di ospitare le operazioni antiterrorismo americane nelle basi russe in Asia centrale. Come riportato dal Wall Street Journal, il capo dello stato maggiore congiunto americano, Mark Milley, ha discusso recentemente della questione con il suo omologo russo Valery Gerasimov.

I DUBBI

Come fa notare POLITICO, che gli Stati Uniti si affidino alla Russia, nazione storicamente ostile, per condurre operazioni antiterrorismo in Afghanistan sarebbe un colpo di scena davvero incredibile. E potrebbe anche rivelarsi un rischio per la sicurezza nazionale americana, perché le apparecchiature militari che avrebbero accesso alle basi russe sarebbero esposte alla raccolta di informazioni da parte dei russi.

Più in generale, ci sono dubbi sull’efficacia delle operazioni over-the-horizon e sulla loro accuratezza, specialmente dopo l’attacco via drone del 29 agosto scorso a Kabul che ha ucciso dieci civili (inclusi sette bambini), e non dei miliziani dell’ISIS-K.

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