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Sfide, potenzialità e rischi dell’export italiano (occhio alla frenata tedesca). Report Sace

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Tutte le slide presentate da Sace-Simest (gruppo Cdp) nel corso di un seminario organizzato ieri da Ispi a Milano

Ci sono vaste zone dell’Africa, parecchi paesi del Medio Oriente più qualche nazione asiatica e sudamericana nella mappa tracciata da Sace-Simest aggiornata al 2019 dei rischi a livello di credito.

Illustrata nel corso di un seminario Ispi a Milano, a pesare sullo scenario globale, in termini di fattori di incertezza a livello economico, sono sopratutto la fine del ciclo economico espansivo per Usa e Ue, il protezionismo incalzante, la Brexit, la crisi di alcuni mercati emergenti come Turchia e Argentina e la persistenza di sanzioni verso Iran e Russia.

CRESCITA A RITMO SOSTENUTO PER L’EXPORT ITALIANO

Malgrado ciò, il report di Sace-Simest (gruppo Cdp) evidenzia che “anche nel 2018 e nei primi mesi del 2019, dopo l’exploit del 2017, si conferma un passo di crescita positivo per l’export italiano”.

Lo scorso anno si è registrato un tasso in salita del +3,1% maggiormente focalizzato verso i paesi Ue (+4,1%) e meno verso l’esterno (+1,7%). I primi due mesi del 2019 hanno fatto registrare un +3,2% di esportazioni ma soprattutto una minore focalizzazione verso i paesi del Vecchio Continente (+1,5%) e più verso i paesi Extra-Ue (+5,7%). In sostanza ciò è dovuto “all’elevata qualità del Made in Italy nel periodo post-crisi”.

OCCHIO AL RALLENTAMENTO TEDESCO

Secondo Sace-Simest, merita particolare attenzione – ha sottolineato il presidente Beniamino Quintieri- “il rallentamento della Germania, partner commerciale cruciale per l’Italia”. I dati evidenziano, infatti, un calo della produzione tedesca lo scorso anno, rispetto al precedente, del 3,9% e stime di crescita attorno all’1% nel 2019 (era stato l’1,8% nel 2018). Si tratta di una situazione delicata visto che per il nostro paese l’export verso Berlino vale circa 60 miliardi di euro pari a più o meno il 12,5% del totale. Senza dimenticare che dal 2010 al 2017 l’export ha messo a segno un +30% e l’import un +10%.

LE OPPORTUNITÀ: CINA, BRASILE, INDIA, EUA E AFRICA SUB-SAHARIANA

Naturalmente, oltre ai rischi, non mancano fonti di opportunità. Secondo il report Sace-Simest uno di questi è la Belt and Road Initiative che coinvolgerà oltre 60 paesi in diversi continenti, con opportunità nei settori di infrastrutture, beni di consumo, tecnologie e servizi. Non solo. Secondo le stime la crescita dell’export italiano nel periodo 2019-2021 sarà guidata da Brasile (+5,7%), India (+6,7%), EUA (+5,8%) e Africa Sub-Sahariana (+5,5%).

GRANDE POTENZIALE DAGLI ACCORDI COMMERCIALI EUROPEI

Anche gli accordi commerciali dischiudono un grande potenziale: basti pensare che uno dei pochi appena conclusi, quello con il Canada, ha un potenziale di 3 miliardi di euro e un peso sull’export del 17,4%. Da attendere gli effetti dell’intesa con il Giappone, quello in via di definizione con il Messico e gli altri in corso con Usa, India, Australia, Nuova Zelanda, Asean, Mercosur e Cile.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE QUINTIERI

“In un quadro problematico come quello dell’economia mondiale oggi con diversi potenziali focolai di crisi ci sono delle opportunità – ha evidenziato il presidente di Sace, Beniamino Quintieri -. La capacità delle imprese di andare a collocarsi e intercettare la domanda è un fattore importante e in questo le imprese italiane sono riuscire molto bene negli ultimi anni. Le nostre esportazioni sono cresciute a un ritmo più che soddisfacente permettendo al nostro Pil di recuperare i punti che aveva perso durante la crisi. Il mercato unico è importante: noi esportiamo un miliardo al giorno verso l’unione europea quindi il completamento del mercato unico deve essere un obiettivo da continuare a perseguire nei prossimi anni, rifacendoci anche agli obiettivi di Lisbona per affrontare la sfida che Stati Uniti e Cina stanno ponendo alle imprese italiane. Per quando riguarda gli accordi commerciali credo che a fronte di Paesi come gli Stati Uniti che minacciano guerre commerciali l’Unione europea deve continuare a perseguire accordi di libero scambio. L’apertura di nuovi mercati ha favorito molto le imprese italiane. Questo è un potenziale che deve essere colto”.

TUTTE LE SLIDE SACE-SIMEST PRESENTATE AL CONVEGNO ISPI

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