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Russia e Ucraina, poche vaccinazioni e tante restrizioni

Russia Ucraina

Fake news sui vaccini e falsi pass sanitari stanno riportando Russia e Ucraina indietro di mesi e come allora diventano necessarie nuove misure restrittive. Tutti i dettagli

 

Dopo settimane di dati incoraggianti, il numero di infezioni da Covid in Europa è aumentato per tre settimane consecutive. Russia e Ucraina sono tra i Paesi a est, insieme a Romania e Bulgaria, a trovarsi più in difficoltà. Minimo comune denominatore: il tasso di vaccinazione ancora troppo basso.

GIORNATE NERE IN RUSSIA

Ieri, scrive BBC, la Russia ha riportato un numero record di casi giornalieri sia di contagi che di decessi: 40.000 infezioni e 1.159 morti.

L’esercito russo, si legge sul Guardian, ha annunciato che verrà istituito un ospedale per i malati di Covid nella regione di Mosca. La pressione sul sistema sanitario, infatti, inizia a farsi sentire e il ministro della Salute Mikhail Murashhko ha riferito che quasi il 90% dei letti è occupato da oltre 268.000 pazienti a causa del Covid.

“È importante accelerare il ritmo della vaccinazione, altrimenti non saremo in grado di controllare la diffusione dell’infezione”, ha dichiarato il primo ministro Mikhail Mishustin.

LA CAMPAGNA VACCINALE

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, tuttavia ha negato che ci fossero piani per rendere obbligatorio il vaccino così come l’esistenza di un progetto per rilanciare la comunicazione pro-vaccinazione.

Stando ai dati del governo, solamente poco più del 30% dei russi ha ricevuto due dosi di uno dei vaccini di produzione nazionale, e secondo i sondaggi citati dal Guardian quasi la metà della popolazione ha escluso di farsi vaccinare.

Inizialmente il Cremlino prevedeva che il 60% della popolazione sarebbe stata completamente vaccinata entro la fine dell’estate. “Finché non raggiungeremo il nostro obiettivo e la soglia di immunità pubblica, riterremo insufficienti tutti i nostri sforzi”, ha dichiarato Peskov.

Ma spingere i russi a vaccinarsi sembra molto difficile e Alexander Gintsburg, capo del laboratorio Gamaleya che ha sviluppato il vaccino Sputnik V, ha detto che la maggior parte delle persone che ha dichiarato di essere vaccinata e poi si è ammalata ha comprato falsi pass sanitari.

SEMI-LOCKDOWN E MISURE IMPOPOLARI

Per combattere l’ondata di infezioni, il presidente Vladimir Putin ha stabilito la chiusura per 11 giorni, da ieri al 7 novembre, di tutti i servizi non essenziali. Tuttavia, non ha chiesto ai cittadini di rimanere a casa, anzi, molti approfitteranno di questo periodo per viaggiare all’interno del Paese e all’estero. AP scrive che nella città turistica di Sochi sul Mar Nero è previsto un enorme afflusso di turisti e la domanda per voli diretti in Turchia ed Egitto è aumentata.

Tra le misure anti Covid previste a Mosca, scuole chiuse come molti degli uffici, e ristoranti e bar potranno fare solo asporto e rimenare aperti tra le 7 e le 23.

L’introduzione di nuove restrizioni è in gran parte ricaduta sui funzionari regionali, i quali hanno deciso, in modo molto impopolare, di chiudere temporaneamente le imprese locali e reintrodurre l’uso del QR code che l’anno scorso è stato definito da molti un “cybergulag”.

Anche i piccoli imprenditori della capitale non hanno preso bene la decisione. Si ricordano ancora di quando erano già state applicate misure restrittive e, nonostante le perdite, sostengono di aver ricevuto poco sostegno finanziario da parte del governo.

SIMILITUDINI UCRAINE

La vicina Ucraina ricorda molto la situazione già descritta per la Russia. Anche qui si registrano dati poco confortanti. Nella giornata di ieri ci sono stati 26.071 nuovi casi – una cifra record dall’inizio della pandemia – e 734 decessi. Se i russi completamente vaccinati sono il 30%, gli ucraini sono solo il 16%.

Come in Russia, sono diffuse le certificazioni false, specialmente tra chi fa parte di categorie (come gli insegnanti) a cui è richiesto di dimostrare l’avvenuta vaccinazione. A Kiev, fa sapere il governo, verrà ora chiesto ai residenti di presentare il pass per accedere a ristoranti, palestre e trasporti pubblici.

Il ministro della Salute, Viktor Lyashko, ha definito “dilagante” l’aumento dei ricoveri in ospedale e ha lanciato un appello a vaccinarsi per “fermare queste tristi statistiche”.

COME SI MUOVE KIEV

Le scuole della capitale, dopo il weekend di festa, riprenderanno a distanza e per prendere i mezzi pubblici locali verrà chiesto il pass sanitario, ma non su quelli a lunga percorrenza, dove invece verranno effettuati controlli casuali. Documento di avvenuta certificazione previsto anche per cinema e palestre.

Le autorità sperano che questo basti a invertire la tendenza prima che il già malato sistema sanitario collassi del tutto.

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