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Renzi, Mancini e i servizietti di Report

Renzi Report

Che cosa pensa del servizio di Report su Renzi e Mancini del Dis l’ex parlamentare di Forza Italia, il radicale Marco Taradash


(Post tratto dal profilo facebook di Taradash)

Report, il programma di Raitre, ha ricevuto da una signora qualunque filmato e foto dell’incontro di Renzi con un “tipo losco” (non sapeva fosse dei Servizi). Durata 40 minuti. Report al servizio dei Servizi? Giammai! A Renzi “gli ha detto male”.

Ci ha raccontato ieri Reportrai3 di aver ricevuto da una signora mossa da civico sospetto un filmato e delle foto che coprono un arco di tempo di 40’ e che ritraggono l’incontro di Matteo Renzi con un “tipo losco” (definizione della signora) brizzolato, che non sapeva chi fosse. Ma, dice, sembrava che stesse aspettando qualcuno (cosa losca alquanto) e in lei si è acceso il video della curiosità. Ora sappiamo, da Report, che il tipo brizzolato era Marco Mancini, uomo dei Servizi segreti ritenuto molto vicino agli Usa. L’incontro avvenne a fine dicembre del 2020, quando a Palazzo Chigi c’era ancora Conte (premier forse da alcuni ritenuto molto vicino a Trump e alla Russia). Da questo filmato per quanto muto nasce in Report il sospetto di un grande complotto, che si dipanerà fra Usa Italia e l’immancabile Vaticano per una cinquantina di minuti.

Il tipo losco – dice la signora – era accompagnato da due uomini, “una sorta di scorta”. Ciò lo rendeva moltissimo losco. Lei continua a osservarlo finché non arriva qualcuno con “una Audi blu con i vetri oscurati”. Non le sfugge niente. Immagino la sorpresa quando esce chi? Renzi! Lei, felicitandosi con se stessa per aver subodorato l’affaire, continua a filmare finché i due non si separano 40′ minuti dopo. Integerrima cittadina la signora non si smuove, nonostante fosse sull’autostrada perché la madre si era sentita male. Quando? Poco prima par di capire (ma qui l’audio di Report su Raiplay è incomprensibile, casualmente immagino) e lei stava accompagnando il padre per questo da qualche parte. Il padre aveva avuto un’urgenza fisica e quindi si era fermata.

Prevale però, sull’altra urgenza, quella del soccorso familiare, l’amor di verità e lei si blocca lì. Chissà cosa avrà pensato e, soprattutto, fatto, il padre tutto quel tempo. Finalmente Renzi e Mancini si salutano. E, la sorpresa stavolta è nostra, la signora riesce persino ad ascoltare quel che si dicono: “L’uomo brizzolato ha ricordato a Renzi che sapeva dove trovarlo, per qualsiasi cosa”. “A disposizione”, dice il giornalista di Report, e l’ignota ma non ignara signora conferma: “A disposizione, sì”. Non le sfugge neppure che l’auto di Renzi va verso Roma e l’altra verso Firenze.

Ora, tutto ciò nell’Italia televisiva non dovrebbe sorprendere nessuno, ma a tutto c’è un limite. Limite che potrebbe venir travolto quando il direttore di Report, Sigfrido Ranucci, rispondendo ai sospetti espressi da Renzi durante la trasmissione su di un’operazione ai danni suoi o di Mancini, si rivolge agli spettatori, quindi anche a me e mi rassicura che non c’è nessuna trama nascosta: “È successo che a lui e Marco Mancini ha detto un po’ male, hanno trovato in un autogrill una cittadina, e sottolineo una cittadina, semplicemente curiosa”.

Io ci credo. Abbiamo una signora ferma in auto con il padre a fianco, che fa foto e video per 40 minuti di seguito. Non sente nulla tranne lo scambio di saluti. È tutto fortuito, non c’entra quella parte dei Servizi magari più vicini al premier di allora. Del resto se non c’è audio non c’è neppure ricatto. E Report l’audio non l’ha avuto. Ha avuto solo fortuna. Nessuno potrà accusare Report di essersi prestato a un gioco più grande e grosso del suo direttore.

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