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Cosa cambia con il rimpasto di Boris Johnson

Johnson

Ecco come Johnson cambia Downing Street e fa il rimpasto. L’articolo di Daniele Meloni

 

Boris Johnson lo aveva detto: ho capito e sistemerò le cose. È presto per dire se il Primo Ministro – ancora sotto tiro nel partito per via del partygate – ha realmente capito cosa deve cambiare nel suo modo di gestire il potere. E lo è ancora di più per dire se ha davvero sistemato le cose. Per ora a cambiare sono stati alcuni ministri e a essere sistemata è stata la squadra di collaboratori di Downing Street.

Nel fine settimana il Premier ha preso atto delle dimissioni del suo capo staff, Dan Rosenfield, del suo capo della comunicazione, Jack Doyle, e del suo segretario particolare, Martin Reynolds, già ribattezzato “Marty Party”, per via della famosa e-mail del 20 maggio 2020 in cui invitava un centinaio di persone nel giardino di Downing Street per un drink post-lavoro. Così, ha annunciato l’arrivo come Chief of Staff (CoS) di Stephen Barclay, deputato Tory e già ministro per il Cabinet Office, l’ufficio di collaborazione diretta del Premier e del consiglio dei Ministri. Barclay, ex ministro per la Brexit, si occuperà anche dell’organizzazione del nuovo Ufficio del Primo Ministro, la struttura che ha in mente Johnson per gestire nel modo migliore il personale del numero 10 più famoso d’Inghilterra. La critica ha fatto notare che il neo CoS assume il ruolo mantenendo anche quello di Cancelliere del Ducato di Lancaster e lo aggiungerebbe a quello di rappresentante degli elettori del collegio di North East Cambridgeshire. Una triplice funzione che potrebbe impedirgli di dedicarsi a tempo pieno agli elettori e a Johnson. Allo stesso modo, il leader Tory ha annunciato l’arrivo di Guto Harri, già suo collaboratore ai tempi della sindacatura di Londra, come capo della comunicazione.

Se sul versante di Downing Street la stabilizzazione è ancora da venire, ieri c’è stato un mini-rimpasto, che, osservando nomi e ruoli, sembra rafforzare Johnson dalle critiche sul fronte destro del partito. Mark Spencer, il Chief Whip – capogruppo – sotto tiro per i suoi modi che alcuni hanno definito al limiti del bullismo, è stato spostato di ruolo: sarà ora Leader della Camera dei Comuni. Jacob Rees-Mogg, che ricopriva quest’ultimo incarico, è il nuovo Ministro per le Opportunità della Brexit e per l’Efficienza del Governo con rango di partecipazione al Consiglio dei Ministri. Il nuovo Chief Whip è Chris Heaton-Harris, brexiteer ed ex Parlamentare europeo. Ci sono stati movimenti minori anche negli altri dipartimenti governativi, ma va rimarcato anche l’arrivo di 4 nuovi PPS – Parliamentary Private Secretaries – a Downing Street, di cui 3 provenienti dall’ex Red Wall, la muraglia rossa diventata blu alle elezioni del 2019. Infine, James Cleverly, ex Presidente dei Tories, è stato nominato Minister for Europe all’interno del Ministero degli Affari Esteri guidato da Liz Truss.

Per Johnson l’idea è quella di far sì che si smetta di parlare del suo futuro e delle questioni dei politici e si torni a parlare dei “problemi della gente”. Lo aveva già detto prima di Natale dopo l’esito della disastrosa suppletiva del North Shropshire e lo ha ribadito ancora nei giorni scorsi. “I will survive”, pare abbia detto il Premier al nuovo capo della comunicazione, salutandolo a Downing Street sulle note di Gloria Gaynor. In caso di sopravvivenza, secondo il Telegraph, ci sarebbe in programma un nuovo rimpasto a fine maggio, dopo le elezioni amministrative, per delineare la squadra con cui il leader Conservatore si presenterà agli elettori nel 2024, o, forse, nel 2023.

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