(articolo aggiornato alle ore 16,40)
Referendum, vittoria del No: a due terzi dello scrutinio è al 54,3%. Bignami (FdI): «L’esito non incide sul governo». Renzi: «Mi dimisi, Meloni avrà il coraggio?». L’affluenza al 59%.
E’ questo in sintesi l’esito al momento della consultazione referendaria sulla riforma della giustizia.
Ecco gli ulteriori dettagli.
In corso lo spoglio delle schede per il Referendum sulla giustizia. Erano chiamati alle urne 51 milioni di italiani per confermare o meno la riforma della giustizia che introduce, tra l’altro, la separazione delle carriere dei magistrati. Si vota per il referendum popolare confermativo della legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.
Affluenza record col 59% degli aventi diritto al voto. Dai primi Exit Poll emerge una situazione di grande incertezza col No in leggero vantaggio sul Sì: per gli Exit poll Opinio Rai Sì 47-51% e No 49-53%.Dalle proiezioni successive la forbice sembra ampliarsi a favore del No.
La legge costituzionale su cui dovranno esprimersi i cittadini è destinata a modificare 7 articoli della Carta – gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 – e cambiare l’ordinamento giurisdizionale italiano per separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, istituire due Consigli superiori della magistratura (uno per giudicanti e uno per requirenti) e una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari (composta da 15 giudici, tra professori, avvocati e magistrati sorteggiati), che accentra la competenza disciplinare oggi in capo al Csm. Questi i punti fondamentali della riforma costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 ottobre 2025.







