Mondo

Quanto costa la crisi Covid alle casse di Londra

di

Johnson Tories

Oltre due miliardi di sterline. Questo l’impatto del coronavirus e delle relative misure di contenimento su Londra. Il punto di Daniele Meloni

 

Oltre due miliardi di sterline. Questo l’impatto del coronavirus e delle relative misure di contenimento su Londra, megalopoli britannica e una delle città definite “Capitali del mondo”. La cifra si basa su una stima del Centre for Economics and Business Research (Cebr), che ha indagato sugli effetti del lavoro da casa, della spesa nello shopping e delle attività più legate al settore dei servizi della capitale britannica. Se di ritorno dalle vacanze estive il Governo Johnson aveva lanciato un grande piano per far sì che la gente tornasse nei luoghi di lavoro, l’impennata dei casi di Covid-19 nell’ultima settimana – +60% rispetto a settimana scorsa – ha riproposto il problema della crisi economica che colpisce, più di tutti, i grandi centri urbani.

L’analisi del Cebr si è basata sui dati della mobilità tratti da Google e mostra come il numero di persone che si è spostata in orari di lavoro per raggiungere la City da aprile a oggi è inferiore del 77% rispetto al periodo pre-crisi. I dati della app per i pagamenti  iZettle e quelli della Confedilizia britannica – Nationwide Building Society – hanno dimostrato che la spesa mensile degli impiegati nello Square Mile è stata inferiore di 500 milioni al mese da marzo a giugno. Nina Skero, ceo di Cebr, ha affermato che “i ristoranti, i barbieri e altri servizi alla persona sono stati i più colpiti dal lockdown che ha confinato l’intero Paese a casa”.

La società di servizi legali, JMW Solicitors, ha riportato il 40% del suo staff negli uffici per migliorare la produttività, andando oltre alle call di zoom e ai servizi di messaggistica istantanea, ma ora con il ripristino dello “Stay Home, Stay Safe” da parte del Governo la società dovrà rivedere le sue politiche. Martedì Barclays ha annunciato che centinaia di persone riprenderanno a lavorare da casa, mentre le aziende dell’high-tech hanno mantenuto le stesse linee guida dallo scoppio della pandemia. Google e Facebook lasciano i loro dipendenti a lavorare da casa fino alla fine dell’anno. Twitter ha affermato addirittura che i membri dello staff possono lavorare da casa per sempre se lo desidereranno.

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