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Perché è franato l’affare Qualcomm-Nxp

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Qualcomm Chips

Qualcomm ha rinunciato ad acquisire Nxp: l’accordo è vittima della guerra commerciale tra Usa e Cina. Articolo di Giusy Caretto 

Il matrimonio Qualcomm-Nxp non s’ha da fare. Come annunciato a mercati chiusi nei giorni scorsi, la società dei chip ha scelti di rinunciare  all’acquisizione da 44 miliardi di dollari dell’olandese NXP Semiconductors perchè non è arrivato il via libera delle autorità cinesi. La scadenza dell’accordo tra le due aziende era stata fissata per il 27 luglio alle ore sei (italiane).

L’ACCORDO

Tutto ha avuto inizio più di un anno fa. Era la fine del 2016, quando Qualcomm ha manifestato il suo interesse nell’acquisizione della rivale olandese. Quelli a venire sono stati mesi intesi, in cui l’azienda americana, che è stata salvata da Trump dalle mire di Broadcom, si è confrontata con cambiamenti economico-politici che hanno reso di fatto sempre più difficile ottenere il via libera cinese. In pratica, a pesare sulla decisione sarebbero stati i dazi introdotti da Trump.

Il matrimonio finanziario avrebbe permesso alla compagnia di San Diego di ampliare la propria offerta grazie al portfolio dell’azienda olandese, player di maggioranza nella vendita di processori per il settore automobilistico.

VECCHIE INDISCREZIONI NON CONFERMATE

Qualche mese fa, invece, tutto sembrava essere fatto. Proprio lo scorso mese, infatti, sembrava (secondo indiscrezioni di stampa) che l’antitrust cinese avesse ormai dato il via libera all’operazione e invece, proprio nelle ultime ore, l’accordo di acquisizione con Nxp Semiconductors è saltato proprio nell’assoluto silenzio da parte delle autorità cinesi.

Il via libera dei cinesi era l’ultimo dei novi richiesti da Qualcomm. La Cina è il Paese in cui Npx aveva registrato i due terzi dei ricavi dello scorso anno.

PESA LA QUESTIONE DAZI

Senza dubbio, il silenzio delle autorità cinesi sul merger è dovuto alle tensioni commerciali che in questi mesi hanno caratterizzato i rapporti tra Washington e Pechino, che si sono fatti la guerra a colpi di dazi e minacce.

“Ovviamente siamo rimasti intrappolati in qualcosa che era sopra di noi”, è stato il commento del Ceo, Steve Mollenkopf.

COSA FARA’ QUALCOMM?

Qualcomm, ora, intende lanciare un piano di buyback da 30 miliardi di dollari e dovrà versare alla rivale olandese una commissione di 2 miliardi per avere fatto saltare l’intesa.

Intanto, proprio nelle scorse ore, la società dei chip, come riporta il Sole 24 Ore, ha annunciato un balzo degli utili trimestrali del 41% e un rialzo del 4% dei ricavi. Nel dopo mercato al Nasdaq il titolo Qualcomm ieri ha fatto regiostrare un più 6% a 63 dollari dopo una seduta finita in aumento dello 0,97% a 59,42 dollari. Da inizio anno ha ceduto il 7% e negli ultimi 12 mesi oltre l’11 per cento.

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