Caro direttore,
stamani al bar molti parlavano di Giuseppe Conte costretto da un malanno a ritirarsi almeno momentaneamente a vita privata. Incuriosito, ho cercato su Start per saperne di più e – nemmeno a dirlo – sono stato deluso: non ci avete scritto mezza parola.
Ho guardato allora su Corriere e Repubblica: là almeno se ne parla ma senza dire cos’abbia. Allora ho interpellato Google, che è sempre un ottimo pettegolo, chiedendogli proprio cos’avesse l’ex premier: un’unghia incarnita? Il dente del giudizio da levare? Qualcosa di più serio?
In un’epoca in cui la vita dei politici scorre incessantemente sui social quando non veniamo informati quasi ci prende una foga cieca, una bulimia informativa: ci sentiamo traditi, tenuti all’oscuro.
Il primo risultato che Google mi ha restituito è questo, allego foto:
Notare come tal pazienti.it – io mai sentito, tu? – risalti persino sul Fatto Quotidiano, noto “house organ” pentastellato.
Ci ho subito cliccato senza pensarci due volte, e ho letto queste righe: “Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha annunciato uno stop improvviso agli impegni pubblici per sottoporsi a un intervento chirurgico. Ma cosa sappiamo davvero sulle sue condizioni di salute?”
Quindi ho iniziato a intuire che ero inciampato in un articolo esca (mi pare voi che ancora popolate le redazioni li chiamiate clickbait) perché poi prosegue così: “Ecco cosa significa, per la salute, fermarsi per un’operazione e tutto quello che c’è da sapere sulla situazione di Conte”.
E infatti il pezzo ammette: “Al momento, però, non sono stati forniti dettagli clinici: non si conoscono né la natura dell’intervento né le condizioni che lo rendono necessario. Lo stesso Conte ha parlato di una pausa temporanea, lasciando intendere che si tratti di uno stop limitato nel tempo”.
E poi, di nuovo: “Ma al di là del caso specifico, la notizia riporta al centro una domanda più ampia: cosa comporta davvero, per il corpo, sottoporsi a un intervento chirurgico e fermarsi per recuperare?”
Ma come “al di là del caso specifico”? E cosa mi frega cosa comporti sottoporsi a un intervento e poi recuperare? Ringraziando il Cielo, nonostante l’età, al momento non è nelle mie preoccupazioni: io volevo sapere di Conte. C-O-N-T-E!
Vado su e giù per la pagina ma ormai il pezzo parla di tutt’altro. E io realizzo di esserci caduto con tutte le scarpe, ghette comprese. Ho regalato un clic e qualche minuto della mia mattina.
Non avevo mai sentito parlare di tal pazienti.it, non so cosa faccia di norma e quale sia il tenore degli altri articoli che scrive. Nella home page mi appaiono questi, sempre molto pop ma almeno in linea con il tenore medico della pubblicazione (allego altra foto):
A stupirmi davvero, però, è il fatto che l’articolo in questione, parecchio furbetto e malandrino, riuscito a fregare un internauta di lunghissimo corso come il sottoscritto, sia stato scritto da un medico chirurgo, anche relatore in “numerosi congressi nazionali”.
Insomma, direttore, siamo amici da tempo e mi perdonerai la schiettezza: questo non è il classico giornalista che gioca secondo regole sue, oppure prono alle direttive dell’editore che chiede solamente clic. E non è nemmeno lo stagista poco più che ventenne, coi peletti sopra il labbro ancora sporchi di latte, appena uscito dalla scuola di giornalismo che vuole mettersi in mostra col caposervizio di turno facendo pezzi che racimolino un botto di views.
Si tratta di uno stimato professionista in ambito medico-chirurgico che, a quanto pare, vi bagna il naso. Non dici nulla? Non fai pubblica ammenda? Pazienti.it secondo com’è in questi giorni farà il botto nelle visualizzazioni.
Ho parlato di editore. Ormai più incuriosito su chi ci stia dietro pazienti.it che sulle sorti di Conte sono andato alla pagina “Chi siamo” e ho letto: “Fondata nel 2010 Pazienti.it è la piattaforma digitale dedicata alla salute e al benessere a 360 gradi. […] Entrato a far parte del Gruppo Sapio (2015), società italiana leader nel settore dei gas tecnici e medicali, Pazienti.it, anno dopo anno ha affermato la propria posizione, divenendo un importante riferimento per la salute digitale del nostro Paese”.
Sapio.it? Mai sentito. Forse sarà una fondazione medica. Magari una linea di farmacie o di cliniche private.
Ho nuovamente googlato.
Con mia sorpresa ho scoperto che sono attivi nella produzione di gas industriali/medicinali e nell’homecare e vantano pure oltre 100 anni di storia. Siccome ne volevo sapere di più sono arrivato ai documenti di un’audizione parlamentare del 2024, perciò attualissima e ho scoperto che ha un “fatturato di oltre 800 milioni di euro e più di 2300 dipendenti. Attraverso la rete capillare di sedi produttive, commerciali e delle aziende controllate, il Gruppo opera anche in Francia, Germania, Spagna, Slovenia e Turchia.”
Ora, so che starai scalpitando perché è mattina e avrai le tue notizie da controllare, quindi non voglio ammorbarti oltre con vita/morte e miracoli del gruppo Sapio. Volevo solo puntualizzare che questi non sono degli scappati di casa e immagino non abbiano bisogno né di clic né di clickbait.
Ma se anche i medici ricorrono a un po’ di sano e innocente clickbait, direttore, fatevene prescrivere un po’ pure voi. Correte subito a scrivere un pezzo dal titolo Cosa sappiamo sulla salute di Giuseppe Conte? e poi sotto: Nulla. E iniziate a parlare di ciò che più vi aggrada. Va bene anche il riempitivo Lorem Ipsum.
Un po’ di clickbait al giorno leva il medico di torno!
Un paziente
Francis Walsingham









