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Perché Trump punisce la Germania ritirando il contingente Usa. Parla Jean

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Trump

Che cosa cambia per l’Europa dopo la mossa anti Germania di Trump secondo il generale Carlo Jean

 

L’Europa può stare tranquilla: la notizia dirompente di ieri, ossia il trasferimento “entro alcune settimane” di un terzo del contingente americano stanziato in Germania, non produrrà alcuna conseguenza strategica per la Nato e per la difesa comune.

Ad esserne convinto è il generale Carlo Jean, che nella mossa di Trump intravede soprattutto un atto in chiave elettorale, fatto per punire – e mostrarsi conseguentemente duro nei confronti dei propri seguaci – la “Germania delinquente” che non paga quanto dovrebbe per le spese per la difesa comune.

Quanto alla sicurezza dell’Europa, aggiunge Jean, continueranno a pensarci i militari Usa stanziati nei paesi orientali e in quelli baltici, vero antemurale oggi contro il vicino russo.

L’ANNUNCIO DI ESPER

Sebbene la mossa fosse stata annunciata già da tempo, è stata ufficializzata solo ieri con l’annuncio del capo del Pentagono Mark Esper che la presenza militare Usa in Germania sarà ridotta da 36.000 a 24.000 soldati, tra uomini dell’esercito e dell’Air Force.

I NUMERI IN BALLO

Circa 6.400 uomini torneranno negli Stati Uniti con le loro famiglie, i restanti 5.400 saranno ricollocati nel Vecchio Continente, in gran parte in Italia e in Belgio. In futuro, ha quindi spiegato Esper, altre truppe potranno essere dispiegate in Polonia, nei Paesi Baltici e nella regione del Mar Morto, in base agli accordi con le autorità locali.

CHE COSA HA SCRITTO IL WALL STREET JOURNAL

Come riporta il Wall Street Journal, in Italia dovrebbero essere dislocati due battaglioni dell’esercito e uno squadrone di caccia F16», cioè tra i 12 e 24 aerei da combattimento, attualmente collocati negli insediamenti tedeschi di Ramstein e di Spangdahlem, trasferiti probabilmente nella base aerea di Aviano, in provincia di Vicenza. Mentre il quartier generale dello Us Africa Command potrebbe essere spostato a Napoli dove si trova la base navale della Marina militare statunitense, oppure in Spagna. Mentre il quartier generale dello Us European Command, attualmente a Stoccarda, dovrebbe essere ricollocato in Belgio.

I TEMPI DEL TRASFERIMENTO

Il trasferimento sarà comunque laborioso. “Ci vorrà tempo” per attuare il ritiro dalla Germania e il ricollocamento in Europa di quasi 12 mila soldati Usa e Washington “punta a rendere questo processo il più trasparente possibile”, ha spiegato il segretario Esper.

Ecco la sintesi odierna del Corriere della Sera: “Gli Stati Uniti sposteranno 11.900 militari dalla Germania, riducendo il contingente da 36 mila a circa 24 mila unità. Una mossa già annunciata agli inizi di giugno da Donald Trump. Ma il segnale politico più forte e sorprendente è che i due comandi operativi lasceranno il territorio tedesco. L’Us European Command (Eucom) che controlla le operazioni in 51 Paesi, verrà portato in Belgio; l’Us Africa Command, con raggio di azione in 30 Stati, potrebbe essere trasferito a Napoli o forse in Spagna”.

LE REAZIONI

L’annuncio di oggi del segretario alla Difesa Esper sulle forze Usa in Europa sottolinea l’impegno continuo degli Stati Uniti verso la Nato e la sicurezza europea. Gli Usa si sono consultati da vicino con tutti gli alleati Nato prima dell’annuncio di oggi”. Lo ha dichiarato subito dopo l’annuncio di Esper il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, cercando di gettare acqua nel fuoco.

Ma le reazioni da Berlino sono state ugualmente furenti. “Il ritiro delle truppe Usa invece di rafforzare la Nato porta ad un indebolimento dell’Alleanza nei confronti della Russia ma anche dei conflitti nel Vicino e Medio Oriente”, ha stigmatizzato Norbert Roettgen, candidato Cdu alla presidenza del partito.

Anche negli Usa inoltre c’è chi ha contestato duramente la decisione del presidente. “E’ un regalo alla Russia”, ha commentato il senatore Mitt Romney, ricordando l’annessione della Crimea, la crisi tra Mosca e l’Ucraina e come il Cremlino veda la presenza militare Usa in Europa come una minaccia per i suoi confini.

IL COMMENTO DEL GENERALE JEAN

“A mio avviso – spiega il generale a Start Magazine – Non si compie alcun processo, perché in ogni caso rimangono circa 25 mila militari degli Usa tra la Germania e l’Europa Orientale. La mossa di Trump si spiega soprattutto in chiave elettorale: il presidente vuole dimostrare di non transigere sul fatto che la Germania non collabora adeguatamente al finanziamento delle spese della Nato. Di conseguenza, lui sta facendo il duro che difende il popolo americano. Questo rientra bene anche nel sistema di comunicazione di Trump, abituato a portare le cose in modo estremo. In questo modo, Trump ha potuto ripetere per mesi se non per anni che gli altri si approfittano della sicurezza fornita dagli Usa per far soldi, se ne approfittano insomma dell’ombrello americano per fare affari”.

Comunque per Jean Berlino “non viene punita in modo molto netto, anche perché, i soldati americani rimangono nell’Europa Orientale. Io insisto nel vedere in questa mossa di Trump la volontà di mostrare quanto gli Stati Uniti sono scontenti nei confronti della Germania sia nei riguardi del finanziamento alla Nato che per quanto riguarda i rapporti con la Cina”.

Anche per quanto riguarda l’accusa che il trasferimento dei soldati dalla Germania sia un regalo alla Russia, il generale ha qualche obiezione da avanzare: “La Russia in questo periodo non costituisce un pericolo rilevante. In ogni caso, va tenuto debitamente in conto che gli Usa hanno fornito garanzia di protezione ai paesi orientali e baltici e alla Romania, dove la presenza militare americana è sempre più presente e massiccia”.

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