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Perché la guerra fra Usa e Cina sarà marittima. L’analisi di Fabbri (Limes)

Colpo Di Stato

Fino a che la Cina non dominerà l’Asia non potrà competere con gli Usa. Il vantaggio degli americani in mare è schiacciante, il controllo delle delle rotte marittime è appannaggio degli States. L’approfondimento di Dario Fabbri, analista di Limes.

 

Il ritiro degli Usa dall’Afghanistan ha fatto pensare a un disimpegno, un declino della potenza americana a vantaggio di quella cinese. Nulla di più falso, secondo l’opinione di Dario Fabbri, analista geopolitico di Limes ed esperto tra l’altro di politica americana. 

Cina: potenza economica ma non geopolitica 

“La Cina è la potenza più massicciamente presente in Africa, prova a inserirsi in America Latina, giardino di casa degli Usa, e sta cercando di inserirsi in Europa attraverso l’acquisizione di porti e un giorno forse attraverso la realizzazione di infrastrutture”. Però, secondo l’analisi di Fabbri, quella della Cina è una penetrazione economica e il mondo non è governato dall’economia ma dalla potenza. E lo scettro della potenza è ancora saldamente nelle mani americane. “La Cina oggi non riesce ad uscire di casa, non può riprendersi nemmeno Taiwan, l’obiettivo entro il 2049 è riprendersi l’isola di Formosa – ha detto Fabbri nel corso di “Mappa Mundi” -. Tutto ciò che esporta lo esporta attraverso colli di bottiglia e istmi controllati dagli americani, davanti alla costa cinese ci sono mezzi americani che impediscono alla Cina di andare nell’oceano Pacifico aperto, di superare prima linea di difesa delle isole. Se fossero gli Usa ad avere navi cinesi a New York o al porto di New Orleans, parleremo di una storia diversa ma non è così”. 

La disomogeneità degli Uiguri 

Inoltre la Cina è una regione disomogenea al suo interno, a differenza degli Usa che può godere di una popolazione e di un’amministrazione formata da individui tra di loro culturalmente omogenei. “La Cina al suo interno ha la regione dello Xinjiang abitata dalla popolazione degli Uiguri, turcofona che non è e non si sente cinese”, continua Fabbri.

Fabbri: “La Cina non domina la sua regione di appartenenza”

Il quadro che l’analista tratteggia della Cina restituisce una potenza presa dal tentativo di smarcarsi dal soffocamento che gli americani le ordiscono attraverso la presenza massiccia di navi americani nell’Oceano pacifico. “La Cina non domina la sua regione di appartenenza e non esiste una superpotenza che non domina la sua regione. Fino a che la Cina non dominerà l’Asia non potrà competere con gli Usa – aggiunge l’analista -. Anche in questa lettura l’economia viene umiliata perché tutti i paesi del continente dipendono economicamente dalla Cina ma chiedono la protezione degli USA”. 

Dominio del mare: il grande vantaggio statunitense 

Il vantaggio degli americani in mare è schiacciante, il controllo delle delle rotte marittime è ad appannaggio statunitense. “Sono inarrivabili sul piano della marina e non è una questione di mezzi – spiega Fabbri -. La marina cinese può anche superare in mezzi quella americana ma non ha la capacità di stare in mare perché è una capacità antropologica”. 

La sicurezza dell’isola americana  

L’altro aspetto che consente agli Usa di continuare a vestire la maglia di potenza egemone è che la collocazione geografica. “Vivere in nord America è il più grande vantaggio che una potenza geopolitica possa avere perché il Nord America è un continente che gli Stati Uniti hanno pacificato in maniera molto violenta più di un secolo fa – dice ancora l’analista di Limes -. Dominano il Canada, che non è neanche un paese sovrano. Il Messico diventerà un grande problema strategico per gli USA ma non lo è ancora. Questo c’entra perché gli USA vivono lontani da tutti i luoghi caldi della terra, essere sempre lontani permette di essere scelti dalle potenze che vivono in altre regioni”. Il vantaggio di essere lontani dai luoghi caldi sta nel fatto che “quando un soggetto può scegliere tra due potenze egemoni sceglie sempre quello più lontano da sé da sempre in tutte le fasi della storia. Perché quello lontano un giorno scomparirà, quello che vive nel medesimo continente non scomparirà mai e se ci si finisce sotto, o dentro, riemergere è molto complesso”. 

I rischi del ticket russo-cinese 

Non è troppo fantasioso pensare a un’alleanza tra Russia e Cina in funzione anti-americana. “Russia e Cina possono senza dubbio raggiungere un’intesa tattica. Ma prima di arrivarci mancano molti step. Due potenze terrestri è difficile che si alleino, perché hanno troppi interessi configgenti, la Russia teme la Cina sul suo confine. Un’intesa tattica limitata e temporanea che non sarebbe determinante contro gli USA – assicura Fabbri -. La guerra tra USA e Cina sarà, se sarà, solo marittima. Nel comparto marittimo la Russia è di poco conto, nell’Indopacifico la Russia non esiste in marina”. 

USA senza rivali anche nello spazio

Se non c’è un rivale sul piano marittimo, non c’è un rivale nemmeno sul piano della comunicazione via internet perché tutte le aziende informatiche più grandi sono americane. Anche lo spazio è e resta un territorio di assoluto dominio statunitense. “Sono due le ragioni che portano le potenze nello spazio, da un lato una ragione propagandistica. È come dire: “Siamo oltre la terra, più grandi della terra” – conclude Fabbri -. Lo spazio, di per sé, non serve a niente alla potenza. Si va nello spazio per controllare i mari, il controllo dei mari passa attraverso i satelliti e gli scudi missilistici che potranno organizzarsi nello spazio.”

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