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Perché Johnson assume l’ex premier australiano Abbott come alfiere della sua Global Britain

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Johnson lockdown

L’articolo di Daniele Meloni sull’ultima mossa del premier inglese Johnson

L’indiscrezione l’ha riportata il tabloid The Sun: Boris Johnson starebbe per assumere l’ex premier australiano Tony Abbott con l’incarico di Presidente del Board of Trade per negoziare, insieme alla ministra per il Commercio, Liz Truss, gli accordi di libero scambio con gli altri paesi in vista del post-Brexit.

Ai nostri occhi potrebbe sorprendere l’affidamento di un incarico così delicato a uno straniero, ma già in passato lo Uk aveva sorpreso molti in Europa, nominando un canadese, Mark Carney, come Governatore della Bank of England. Incarico che il banchiere-manager di Fort Smith ha ricoperto dal 2012 al 2019 in tempi burrascosi di austerity, Brexit e governo di coalizione.

Il 62enne Abbott è stato premier australiano dal 2013 al 2015 e può vantare un solido rapporto con le istituzioni britanniche e con lo stesso Johnson. Infatti ai tempi del referendum sulla Brexit, Abbott era stato tra i più ferventi sostenitori dell’uscita dello Uk dall’Unione Europea e, in tempi più recenti, aveva consigliato gli inglesi di non preoccuparsi di fronte alla prospettiva di un No Deal affermando che l’Australia commercia con l’Ue comunque per una cifra vicina ai 100 miliardi di dollari senza fare parte di nessun Mercato Comune o Unione Doganale.

Ora Johnson sembra avere trovato in lui l’alfiere e il sostenitore ideale della sua nuova strategia denominata Global Britain per proporre il Regno Unito come attore indipendente in politica, commercio estero ed economia dopo la Brexit.

Prende sempre più forma quindi una relazione sempre più prossima tra il Regno Unito e gli altri paesi del cosiddetto Canzuk: Canada, Australia e Nuova Zelanda. Già quest’estate un editoriale di Andrew Roberts del Wall Street Journal datato 8 agosto aveva esortato questi paesi a ravvivare i rapporti tra di loro e rendere l’Anglosfera realtà politica globale associata agli Stati Uniti d’America. Il comunicato congiunto di condanna della Cina su Hong Kong da parte del ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, insieme ai pari grado canadese, australiano e neozelandese, ha rafforzato una cooperazione che, anche se passata in secondo piano rispetto al ruolo giocato da Londra a Bruxelles è fattiva a più livelli da anni.

La reti politiche transgovernative dell’Anglosfera spaziano dalla sicurezza alimentare all’intelligence, passando per la cybersecurity (Ottawa Five) e l’immigrazione dove la Four Countries Conference fornisce un controllo coordinato delle attività di ingresso dei migranti nei paesi che ne fanno parte. C’è poi il Vancouver Group sulla proprietà intellettuale, il Quintetto dei procuratori generali  e lo Strategic Alliance Group che si occupa di crimine e polizia internazionale. Infine, last but not least, i 5 paesi anglofoni costituiscono il nocciolo duro dell’Alleanza Atlantica in seno alla Nato, i Five Eyes che condividono la loro intelligence (militare e non) sin dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

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