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Perché in Francia ci saranno nuove restrizioni anti Covid

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In Francia si passando dall’inquietudine alla preoccupazione su Covid. Ecco perché. Il punto di Enrico Martial

I francesi stanno passando dall’inquietudine alla preoccupazione. Il primo ministro Jean Castex ha tenuto una conferenza stampa ieri, 27 agosto, accompagnato dai ministri della salute, Oliver Véran e dell’istruzione, Jean-Michel Blanquer, in cui sono state declinate nuove misure restrittive in risposta alla progressione dei casi Covid, che hanno superato le 6000 unità giornaliere. Ai due dipartimenti in rosso con circolazione attiva del virus, uno nell’area parigina e quello di Marsiglia – Bouches du Rhône, ne sono stati aggiunti altri 19: corrispondono ai flussi della pausa estiva, cioè dalla costa mediterranea dal confine italiano fino a Marsiglia alle grandi città di provenienza, cioè l’intero bacino parigino, Lione e Bordeaux.

La preoccupazione è palpabile. Castex ha detto che sono pronti i piani per lockdown circoscritti ma anche per uno più ampio, per quanto abbia confermato che la volontà sia proprio di evitarli. D’altra parte, lo sforzo di concertazione con i soggetti locali – che è la cifra del governo Castex – non procede serenamente: la sindaca verde di Marsiglia Michelle Rubirola e la presidente dei Les Républicains del dipartimento delle Bouches-du-Rhône, Martine Vassal, protestavano per la chiusura anticipata di bar e ristoranti a mezzanotte, mentre la decisione del prefetto del dipartimento, Christophe Mirmand, l’ha collocata alle 23. In terzo luogo, l’agenda politica ritorna ad essere occupata dall’emergenza sanitaria, mentre proprio questa settimana si sarebbe dovuto tornare a parlare di economia e di ripresa, tema rimandato al 3 settembre prossimo, malgrado qualche anticipazione di Castex alle assise estive del Medef, la principale delle “confindustrie” francesi, il 26 agosto.

I numeri stanno effettivamente crescendo – questa volta in anticipo sull’Italia – sia con i 6000 nuovi positivi giornalieri, sia in ambito locale, come a Marsiglia dove è stata raggiunta la quota di 177 positivi su 100 mila abitanti rispetto alla soglia di allerta collocata a 50. I nuovi ricoveri sono saliti a 800 al giorno rispetto ai 500 di un mese e mezzo fa, l’età media sta lentamente risalendo, il tasso di riproduzione Rt è passato per l’insieme del Paese da 0,7 a 1,4, quindi con crescite localizzate ancora più significative. Anche il ministro della salute, Olivier Véran è sembrato tornare agli temi della crisi sanitaria di primavera, quando ha argomentato che intende portare la capacità di fare test a un milione alla settimana rispetto agli 840 mila attuali.

Tra le misure, oltre a chiusure orarie e limiti per gli assembramenti, si conferma un più ampio uso delle mascherine, esteso a tutti gli spazi pubblici di Parigi, e in altri principali centri urbani o in loro quartieri dei 21 dipartimenti “rossi”, tra cui Lione e Bordeaux così come nelle scuole e nelle università, che stanno per riaprire. La porteranno tutti, salvo i bambini delle scuole materne, come ha confermato Il ministro dell’educazione Blanquer.

Caso per caso, ci saranno restrizioni, anche per le visite dei familiari nelle RSA (gli Ehpad) dove si registrino situazioni di rischio: ad esempio vicino a Nancy con 14 decessi ad agosto e a Le Havre con un centro che non ha mai riaperto completamente). Si sconsigliano sia le feste di famiglia sia l’invio dei nonni a prendere i nipoti all’uscita da scuola. Intanto si prepara il Tour de France, che dovrebbe concludersi il 20 settembre a Parigi: le conferenze stampa sono in streaming, le squadre sono separate l’una dall’altra, la zona di partenza a Nizza del 29 agosto è chiusa al pubblico e ai curiosi.

 

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