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Perché i sondaggi elettorali non fotografano più la realtà? Il post di Antonio Satta

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I sondaggisti non riescono più a cogliere l’ampiezza e la profondità dei fenomeni politici. Campioni statistici inattendibili? Da vecchio cronista politico, noto che la macchina dei sondaggi si è ormai inceppata. Il post di Antonio Satta

Perché i sondaggi non fotografano più la realtà? E’ un problema che riguarda soprattutto l’Italia.

La risposta che mi sono dato è che in questa fase molto liquida del consenso, in cui giocano un ruolo determinante nuovi strumenti come i social media, i sondaggisti non riescono più a cogliere l’ampiezza e la profondità dei fenomeni politici nuovi.

Alle politiche del 2013 e del 2018 i sondaggi hanno sottostimato di molto il risultato dei 5 Stelle e nel 2018 anche quello della Lega. Allo stesso tempo alle Europee del 2014 nessuno aveva previsto il 40% di Matteo Renzi.

Questa volta nessuno ha capito quanto a fondo fosse passato il messaggio delle Sardine, quanto fosse riuscito a rimotivare l’elettorato di Centrosinistra.

I sondaggi, quelli che per una legge un po’ ipocrita non dovrebbero circolare a ridosso del voto e che invece girano sottobanco come una volta i giornaletti zozzi ai tempi della scuola, hanno dato Bonaccini avanti di poco per quasi tutta la campagna elettorale e poi, nell’ultima settimana, hanno registrato un sorpasso, a tratti anche tumultuoso, della Borgonzoni.

Che cosa era successo? Le società demoscopiche si erano messe a spacciare dati falsi? No, semplicemente, come avviene sempre a ridosso del voto, gli indecisi hanno cominciato a fare la loro scelta, solo che i sondaggisti hanno intercettato solo la corrente che andava verso Matteo Salvini and friends, l’altra gli sfuggiva.

Come mai? Campioni statistici inattendibili? O erano sbagliate le correzioni del dato grezzo che ogni società fa sulla base di serie storiche e analisi socio politiche? La risposta a questi quesiti, che sono tanto tecnici quanto politici, la devo dare loro, i sondaggisti.

Io da vecchio cronista politico noto solo che la macchina si è ormai inceppata. E questo per i giornalisti non è una buona notizia.

Cari colleghi per raccontare la realtà tocca mettersi di nuovo a lavorare, il doping delle cifrette sottobanco non serve più, anzi fa male.

(post tratto dal profilo Facebook di Antonio Satta)

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