Energia

Ecco cosa pensa davvero la Sardina Mattia Santori di gas, carbone e rinnovabili

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mattia santori covid-19

Emergono le prime idee di Mattia Santori, leader del movimento delle Sardine, in materia di ambiente ed energia. Tutti i dettagli su gas, carbone, rinnovabili e non solo

Le Sardine sono più vicine al Pd o al Movimento 5 Stelle? E che cosa pensa il movimento fondato da Mattia Santori di ambiente ed energia visto che il leader delle Sardine lavora in un centro studi che si occupa di energia e ambiente?

Sono le domande che si pongono politici ed esperti del settore dopo le ultime iniziative del movimento antisovranista che fa il tifo in particolare per il Pd.

Se la vicinanza con i partiti che sostengono il governo Conte è palese, meno chiare sono le idee delle Sardine: sono o no filo Greta? Quanto? Come? E cosa pensano di gas e carbone?

C’è anche l’ambiente nei temi futuri delle Sardine, ha fatto capire lo stesso Santori: “Ma in questo momento ci preme il concetto di sostenibilità della democrazia”, ha detto la scorsa settimana.

Eppure qualche idea precisa di Santori su questi temi emerge dall’editoriale della newsletter di gennaio del Gme (Gestore mercati elettrici) curata dall’Adn Kronos con Rie-Ricerche Industriali ed Energetiche, il centro studi studi capitanato come coordinatore scientifico dall’economista esperto di energia ed ex ministro dell’Industria, Alberto Clò, che “ha fondato, con il Prof. Romano Prodi, la rivista Energia (di cui dal 1984 è direttore responsabile)”, si legge sul sito del Rie.

L’editoriale è firmato da Agata Gugliotta e Mattia Santori (Rie), “analista di politiche energetiche e infrastrutturali”, e si concentra sul “ruolo dei gas rinnovabili nel processo di decarbonizzazione europeo”.

L’analisi di Gugliotta e Santori parte sottolineando che “i gas rinnovabili, come il biogas, il biometano, l’idrogeno verde e il metano sintetico”, “anche se derivano da processi tecnologici diversi, presentano alcune caratteristiche comuni: sono prodotti da fonti rinnovabili, contribuiscono a ridurre le emissioni di gas serra e a decarbonizzare la domanda di gas”.

Le conclusioni di Santori? “Il futuro dei gas rinnovabili appare ancora estremamente incerto, anche per le incoerenze e la mancanza di chiarezza”, si legge nell’editoriale: “All’esaltazione delle grandi potenzialità del comparto, infatti, fanno da contraltare previsioni che indicano una domanda di gas in calo e contemporaneamente la partenza di nuovi gasdotti per l’importazione di metano – il Turkish Stream è stato inaugurato in questo mese – e l’avanzamento di altri (Nord Stream, East Med). E all’introduzione di politiche climatiche a livello centrale Ue sempre più aggressive, si contrappone una risposta da verificare e per nulla scontata di Stati Membri e stakeholders”.

(breve estratto di un articolo pubblicato sull’agenzia stampa del giornale “Energia Oltre“; qui si può leggere la versione integrale dell’articolo)

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