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Perché gli Usa picchiano sulla Corea del Nord?

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Usa corea del nord

L’approfondimento di Giuseppe Gagliano

 

Più volte su queste pagine abbiamo trattato le relazioni geopolitiche tra Iran e Stati Uniti, relazioni all’insegna della conflittualità economica e asimmetrica. E tuttavia non pochi giornalisti e numerosi analisti di politica internazionale più o meno accreditati hanno dimostrato di avere una memoria per così dire claudicante.

Come dimenticare che, ad esempio, nel lontano 1953 sia l’Inghilterra che gli Usa promossero un golpe in Iran dal momento che il Primo Ministro Mohammed Mossadeq aveva varato un piano di politica economica finalizzato a nazionalizzare il petrolio? Se tale iniziativa fosse stata posta effettivamente in essere l’Inghilterra avrebbe subito un danno rilevante ed in modo particolare la Anglo-iranian oil company. Ed ecco che prima l’Inghilterra impose l’embargo mondiale sul petrolio iraniano -a causa del quale il paese rimase senza risorse e la sua economia era sul punto di crollare- e poi la CIA insieme al MI6 organizzò un colpo di Stato-denominato operazione Ajax-servendosi dei guerriglieri fedayyin palestinesi per creare vere proprie rivolte per così dire “spontanee”.

Per quanto invece riguarda la guerra Iran-Iraq che si svolse dal 1980 al 1988 bisognerebbe ricordare che numerosi Stati, e fra questi la Francia, vendevano armi agli iracheni -nello specifico aerei da combattimento- e dall’altra procuravano all’Iran pezzi di ricambio di cui avevano bisogno per contrastare l’Iran.

In Spagna e in Portogallo nacquero vere proprie aziende fantasma che non solo fornivano i pezzi di ricambio ma addirittura riparavano anche aerei e navi. Lo scopo finale insomma era quello di fare in modo che sia l’Iran che l’Iraq si logorassero vicendevolmente.

In particolare molte forze politiche europee -e fra queste la Francia- temevano che l’Iran potesse rompere l’equilibrio delle forze in Medioriente riuscendo quindi a prendere il controllo dell’Iraq cosa che avrebbe permesso la creazione di un unico impero sciita che sarebbe andato dal Pakistan alla Turchia e quindi fino al Mediterraneo. Se ciò si fosse verificato la cosa avrebbe turbato i sonni dell’Alleanza Atlantica…

In ultima analisi le ragioni economiche sono state -e sono- una delle ragioni fondamentali per porre in essere conflitti di medio-lungo termine fra gli Stati. E per comprenderlo non c’è bisogno di scomodare né San Marx né San Lenin.

Ad esempio per quanto riguarda l’intervento francese nel 2011 anche questo fu naturalmente ispirato per così dire da ragioni umanitarie. Al di là delle battute non è difficile oggi individuare le ragioni effettive che indussero Sarkozy a intervenire: impossessarsi del petrolio libico, garantire l’influenza francese nella regione, aumentare il proprio prestigio presso l’elettorato e soprattutto contrastare l’influenza di Gheddafi nei paesi africani francofoni.

A questo proposito sembra che fra i progetti politici in divenire di Gheddafi ci fosse quello di creare una moneta panafricana basata sul dinaro d’oro libico che potesse servire come alternativa al franco CFA e potesse essere sostenuta dalle riserve di metalli preziosi che il leader libico aveva, riserve di oro e di argento che ammonterebbero a circa 143 t per un valore stimato intorno ai sei-sette miliardi di dollari.

Ora, pensare che questa ragione sia assolutamente irrilevante significherebbe commettere un grave errore se pensiamo che l’ex presidente francese Jacques Chirac ebbe modo di ricordare come il governo francese incassasse dalle sue ex colonie circa 440 miliardi di euro all’anno in tasse e come quindi la Francia dipendesse dagli introiti provenienti dall’Africa, introiti che servivano a evitare che la Francia cadesse nella stagnazione economica.

Passando a questioni geopolitiche ancora più di stringente attualità una delle ragioni della postura offensiva americana nei confronti della Corea del Nord va individuata nelle riserve che la Corea possiede nel sottosuolo. Secondo diversi studi geologici americani hanno rivelato che il sottosuolo nordcoreano avrebbe vastissime riserve di minerali il cui valore sia aggirerebbe intorno ai 10.000 miliardi di dollari.

Non stiamo solo parlando di giacimenti di carbone ma anche di oro, magnesite, rame, molibdeno, argento, tungsteno, vanadio, titanio, zinco, terre rare, ferro e grafite. Insomma pare che la Corea del Nord potrebbe disporre di circa due terzi delle riserve mondiali di terre rare e quindi sei volte più di quelle della Cina. In particolare le riserve di magnesite potrebbero essere le seconde al mondo per grandezza mentre nel sottosuolo potrebbero esserci risorse di tungsteno sufficienti a consentire la Corea del Nord di occupare il sesto posto al mondo.

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