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Perché Cipro è un nodo strategico per l’Europa

Gli alleati europei stanno inviando navi, aerei e sistemi anti-drone a Cipro per proteggerla dopo l’attacco iraniano alla base RAF Akrotiri, rivelando il ruolo strategico cruciale dell’isola come avamposto Ue nel Mediterraneo orientale e snodo per sicurezza energetica e rotte marittime.

In mezzo alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, Cipro è finita sotto i riflettori dopo un attacco con droni iraniani alla base britannica di Akrotiri.

Gli alleati europei, da Italia a Francia, passando per Spagna, Grecia e altri, stanno correndo ai ripari inviando navi, aerei e sistemi di difesa per blindare l’isola. Questa mobilitazione non è solo una reazione immediata, ma svela quanto Cipro sia cruciale per l’Europa: un avamposto nel Mediterraneo orientale che tocca sicurezza energetica, rotte marittime e equilibri geopolitici.

L’ATTACCO

Tutto è iniziato con un drone iraniano che ha colpito la base RAF Akrotiri nella notte tra domenica e lunedì, causando danni minimi a un hangar e nessun ferito.

Come riporta Reuters, il drone era un modello Shahed, probabilmente lanciato dal gruppo Hezbollah dal Libano, e ha volato a bassa quota sfuggendo ai radar. Due altri droni sono stati intercettati lo stesso giorno da aerei britannici decollati dalla base.

La BBC descrive come i residenti locali siano rimasti terrorizzati dalle sirene e dalle esplosioni, con molti che hanno lasciato le zone vicine per paura di ulteriori attacchi.

Il Guardian racconta vividamente la scena: le sirene hanno suonato più volte per falsi allarmi di missili, costringendo tutti a ripararsi.

Funzionari ciprioti, citati da Euronews, confermano che i droni provenivano dal Libano e puntavano specificamente alla base, non all’isola in sé, ma l’episodio ha trascinato Cipro nel conflitto, scatenando una catena di reazioni europee.

LA MOBILITAZIONE EUROPEA

Gli alleati europei non hanno perso tempo a rafforzare le difese intorno a Cipro.

Come scrive France 24, Italia, Spagna, Francia e Olanda invieranno asset navali nei prossimi giorni. Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha annunciato in parlamento l’invio di unità navali e aiuti per la difesa aerea ai paesi del Golfo, mentre la premier Giorgia Meloni, in un’intervista radiofonica, ha sottolineato la necessità di proteggere le migliaia di italiani nella regione, inclusi 2.000 soldati.

La Spagna, sotto pressione dagli Usa per il rifiuto di concedere basi, manderà la sua fregata più avanzata, la Cristobal Colon, che si unirà alla portaerei francese Charles de Gaulle e a navi greche per proteggere l’isola e facilitare evacuazioni civili, come riporta The Times of Israel.

La Francia, dal canto suo, ha spedito la Charles de Gaulle dal Nord Atlantico al Mediterraneo orientale, insieme a jet Rafale e sistemi anti-drone, come annunciato dal presidente Macron in un discorso televisivo ripreso da The Times of Israel.

Euronews aggiunge che la Grecia ha già inviato quattro F-16 e due fregate, attivando la Dottrina di Difesa Unificata greco-cipriota, mentre la Germania manderà una nave da guerra su richiesta.

Il Regno Unito, come riferisce la BBC, sta dispiegando la HMS Dragon, un cacciatorpediniere Type 45 con missili Sea Viper capaci di abbattere droni, e elicotteri Wildcat equipaggiati con missili Martlet.

Questa coalizione, coordinata tra leader come Macron, Meloni e il premier greco, mira a salvaguardare non solo Cipro ma anche le rotte marittime nel Mar Rosso, come sottolinea Reuters, senza però entrare direttamente in guerra.

CIPRO COME SNODO STRATEGICO PER L’EUROPA

Cipro non è solo un’isola turistica: la sua posizione la rende un pilastro per la sicurezza europea nel Mediterraneo orientale.

Come spiega Politico, è il membro Ue più vicino al Medio Oriente, a soli 200 km dal Libano: da qui passano intelligence, operazioni di sorveglianza e missioni di evacuazione.

Cipro ospita basi britanniche sovrane dal 1960, usate in passato per operazioni in Iraq, Siria e Yemen.

Reuters evidenzia che queste basi coprono il 3% del territorio cipriota e includono un importante posto di ascolto britannico, rendendo l’isola un orecchio teso verso il conflitto.

Le basi di Akrotiri e Dhekelia, ancora attive, garantiscono a Londra, e indirettamente alla Nato, un punto d’appoggio permanente a poche centinaia di chilometri da Siria, Libano, Israele ed Egitto.

Per la sua posizione Cipro rappresenta un avamposto geopolitico insostituibile nel Mediterraneo orientale, che le permette di controllare le rotte marittime tra Europa, Medio Oriente e Africa, rendendola strategica per la sicurezza energetica e le supply chain globali.

La vicinanza ai giacimenti di gas del Levante (Aphrodite, Glaucus, Yishai) fa di Cipro un attore chiave nella futura indipendenza energetica dell’Europa rispetto alla Russia.

La divisione dell’isola, congelata dal 1974, mantiene viva una delle crisi più longeve d’Europa, con continue ripercussioni su Grecia-Turchia e sull’equilibrio Nato.

Cipro è anche un hub finanziario e societario di primaria importanza: migliaia di società internazionali usano l’isola per i vantaggi fiscali, la common law e l’appartenenza Ue, convogliando capitali da Russia, Israele, Medio Oriente e Cina.

La sua economia ha resistito a crisi pesanti proprio grazie a questa capacità di attrarre investimenti esteri.

Infine, dal punto di vista culturale e storico, Cipro è un crocevia millenario: greci, romani, bizantini, crociati, ottomani e britannici hanno lasciato tracce profonde, rendendola un laboratorio vivente di convivenza e conflitto tra civiltà.

Inoltre, Cipro detiene attualmente la presidenza di turno del Consiglio Ue, un ruolo che Politico descrive come appannato da riunioni posticipate su budget e adesioni come quelle di Ucraina e Moldova. Nonostante ciò, i funzionari ciprioti insistono che il lavoro prosegue, ad esempio coordinando risposte Ue come evacuazioni di cittadini.

Il New York Times sottolinea come l’attacco abbia esposto la vulnerabilità dell’isola, costringendo leader come il premier britannico Keir Starmer a bilanciare neutralità e difesa, permettendo agli Usa un uso limitato di basi UK ma non quelle cipriote.

In sintesi, Cipro è un ponte tra Europa e Medio Oriente, dove interessi energetici, militari e diplomatici si intrecciano.

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