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Pd, Italia Viva, Lega e Fratelli d’Italia azzoppano Conte, Vecchione e M5S sulla fondazione degli 007

di

Istituto Cybersicurezza

Tutti i subbugli politici su Conte e Vecchione per l’Istituto italiano di cybersicurezza che hanno condotto a stralciare dalla legge di bilancio la norma che istituiva la cosiddetta Fondazione per gli 007 italiani

 

E’ stata stralciata dalla legge di bilancio la norma che istituiva la Fondazione per la cybersicurezza.

Per il presidente e deputato di Italia Viva, Ettore Rosato, “è una buona notizia. Era inopportuna e non si capiva a cosa servisse, se non a limitare l’autonomia e la funzionalità dei nostri servizi di sicurezza. Lo avevano detto con forza le nostre ministre (Bonetti e Bellanova, ndr) nel Consiglio dei ministri. Bene ha fatto Conte a cogliere la necessità di non insistere”.

La questione riguardava una fondazione ancora tutta da creare, ossia l’Istituto italiano di cybersicurezza (Iic). Un progetto di cui si parla da tre anni, previsto dal Piano nazionale varato dall’allora premier Gentiloni.

Venerdì scorso, il prefetto Gennaro Vecchione, direttore del Dipartimento di informazione e sicurezza (Dis), ha inviato una lettera al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), che preannunciava un’iniziativa legislativa del governo.

Il premier Giuseppe Conte aveva scritto al Comitato informando della decisione già presa e non comunicata alle Agenzie di informazione (Aise e Aisi), ossia di inserire nella legge di bilancio la norma che fa nascere l’Istituto italiano di cybersicurezza.

La Fondazione, così come era delineata nella bozza, secondo alcuni analisti attribuisce un inedito ruolo operativo al Dis e si scontra con la legge di riforma del comparto intelligence (la 124 del 2007) nella parte in cui dispone che “le funzioni attribuite al Dis, Aise e Aisi non possono essere svolte da nessun altro ente”.

Questo ha fatto scatenare le proteste di Copasir che si è sentito scavalcato e di Italia Viva. E nel Comitato per la sicurezza della Repubblica si sono fatti sentire in chiave critica con l’iniziativa di Conte e Vecchio anche i rappresentanti di Lega e Fratelli d’Italia.

Dopo lo stralcio esulta il Pd, in primis il ministro della Difesa Lorenzo Guerini: non si riforma l’intelligence fra le pieghe della manovra, e non si fa senza sentire maggioranza e opposizione prima, era stato il consiglio non ascoltato del titolare della Difesa.

Anche Fratelli d’Italia (qui l’opinione del deputato Federico Mollicone) e Lega erano critici con l’impostazione dell’Istituto italiano per la Cybersicurezza, visti anche i rilievi e le critiche di addetti ai lavori ed esperti (qui l’approfondimento dell’analista Arcangelo Milito su Start Magazine).

Chi invece deve incassare una sconfitta politica, oltre al premier Giuseppe Conte e al capo del Dis, Gennaro Vecchione, che avevano caldeggiato l”impostazione contestata della fondazione, è il Movimento 5 Stelle che con Angelo Tofalo – sottosegretario M5S alla Difesa – avevano brindato alla norma e finanche ai 210 milioni stanziati in principio per l’Istituto italiano di Cybersicurezza, il pentastellato Tofalo aveva postato l’articolo sulla cosiddetta fondazione degli 007 italiani pubblicato da Formiche, la rivista di Paolo Messa (top manager del gruppo Leonardo) che dedicò mesi fa la festa per i 100 numeri della rivista al capo del Dis, che fu ospite d’onore come si evince da questo memorabile servizio anche fotografico di Dagospia.

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