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Pass Salvini, Giorgetti sguscia, Giannini pizzica Draghi, Banca Generali travagliata

Arnese

Tutto (o quasi) sul Green Pass. La vita a Kabul. Gli scazzi Cina-Australia. Il governo sul caro bollette. I travagli per Banca Generali. E non solo. Pillole di rassegna stampa nei tweet di Michele Arnese, direttore di Start

IL PUNTO SUL GREEN PASS (QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DECRETO, QUI LA SINTESI DEL GOVERNO)

 

GIANNINI PIZZICA DRAGHI

 

GIORGETTI FURBISSIMO

 

LA VITTORIOSA SCONFITTA DI SALVINI

 

UN PASS DI PROBLEMINI

 

CICLI VACCINALI

 

FAUCI ELOGIA L’ITALIA

 

DRAGATE ANTI COVID IN FRANCIA

 

CHE SUCCEDE A KABUL

I CORTESI SCAZZI FRA CINA E AUSTRALIA

 

CHE TAGLIO CI SARA’ ALLE CARISSIME BOLLETTE

 

I NUOVI TRAVAGLI DI BANCA GENERALI

ESTRATTO DELL’ARTICOLO DE LA STAMPA SU BANCA GENERALI:

«Ho trovato una soluzione con Banca Generali a Milano, solo per ritirare gli assegni (a proposito: se torna negli Emirati Arabi rischia di essere arrestato). Mi hanno risposto che è possibile e domani andrò personalmente a Milano per discutere con l’amministratore delegato di Banca Generali della posizione di Yorgen». Il mittente del messaggio è Mirko Albertazzi, manager e imprenditore con diverse attività tra Montecarlo, Emirati arabi, Albania e Turchia. Destinatario è Paul Hili, imprenditore di una importante famiglia maltese. Yorgen, l’uomo che rischia di essere arrestato, è Yorgen Fenech, l’imprenditore maltese imputato come mandante di uno dei più feroci crimini avvenuti in Europa in anni recenti: l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, a Malta il 16 ottobre 2017. L’email risale all’aprile 2019, nel pieno delle indagini internazionali a carico di Fenech e fa parte degli atti del processo contro l’imprenditore, attualmente in carcere. La «mancia» Nei primi mesi del 2019, Fenech si trovava in una situazione complicata: gli inquirenti stavano stringendo il cerchio su di lui, pianificava di lasciare l’isola – una delle ipotesi è di raggiungere la Sicilia in barca e da lì qualche altro paese europeo – e doveva trovare una banca disposta ad accogliere i denari della sua Wings Development. Si tratta del nome assunto dal marzo 2017 da 17 Black, la società sulla quale stava indagando Daphne Caruana Galizia, in quanto la riteneva il collettore di tangenti destinate ai politici maltesi. La banca della Wings Development era l’emiratina Noor Bank che chiude a febbraio 2019. È a quel punto che l’imprenditore Paul Hili lo ha messo in contatto con Mirko Albertazzi, con il quale si scambia qualche messaggio. Arriviamo così al mese di maggio 2019, quando Albertazzi scrive a Hili che addirittura Banca Generali è disponibile ad aiutare Fenech. L’email del broker si chiude così: «Mi hanno assicurato (da Banca Generali, ndr) al 90% che non ci sono problemi ad andare avanti e raggiungere l’obiettivo. Yorgen darà una mancia («tip» in inglese) quando tutto sarà fatto». Agli atti del processo, oltre a una serie di messaggi tra Fenech e Albertazzi, anche le foto inviate dall’imprenditore al broker italiano di due assegni da depositare in una banca europea. L’ufficio stampa della banca italiana nega che l’amministratore delegato di Banca Generali Gian Maria Mossa abbia mai avuto rapporti con Albertazzi e che l’incontro citato nella mail sia avvenuto. Da Banca Generali si sottolinea inoltre che informazioni di questo genere danneggiano l’immagine del manager e della banca. Secondo quanto ricostruito, in quei giorni Albertazzi avrebbe effettivamente avuto contatti con un manager dell’istituto italiano, ma non con Mossa.

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