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Ecco come si muove Papa Francesco fra Russia e Ucraina

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Papa Francesco ha fatto visita all’ambasciata della Russia presso la Santa Sede. Non risultano precedenti. Normalmente il Papa riceve gli ambasciatori in Vaticano, solo a inizio e fine del loro incarico. Il protocollo diplomatico avrebbe richiesto al ministro degli Esteri vaticano di convocare l’ambasciatore. Francesco ha deciso diversamente.

 

Prima di mezzogiorno del 25 febbraio, Papa Francesco ha fatto visita all’ambasciata russa presso la Santa Sede, in via della Conciliazione, 10. La visita è durata circa mezz’ora. Il Pontefice è stato ricevuto dall’ambasciatore Alexander Avdeev.

Hernán Reyes Alcaide, corrispondente di Télam in Italia e in Vaticano, documenta la visita a sorpresa con un breve video che pubblica l’agenzia argentina:

Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha confermato la visita: “La sala stampa della Santa Sede conferma che il Papa si è recato presso l’ambasciata russa presso la Santa Sede in via della Conciliazione, per esprimere chiaramente la sua preoccupazione per la guerra. È stato lì per poco più di mezz’ora”. Nulla è trapelato ufficialmente dei contenuti dell’incontro. Alcuni osservatori dicono che il Papa avrebbe tentato di aprire una mediazione nell’invasione russa dell’Ucraina.

Da tempo Francesco si batte contro la guerra e chiede la pace in Ucraina. Domenica all’Angelus aveva detto: “Com’è triste, quando persone e popoli fieri di essere cristiani vedono gli altri come nemici e pensano a farsi guerra! È molto triste”. Mercoledì, al termine dell’Udienza generale, Bergoglio ha rivolto un appello “a quanti hanno responsabilità politiche, perché facciano un serio esame di coscienza davanti a Dio” per la pace in Ucraina. Aggiungendo: “Prego tutte le parti coinvolte perché si astengano da ogni azione che provochi ancora più sofferenza alle popolazioni, destabilizzando la convivenza tra le nazioni e screditando il diritto internazionale”. “Tutte le parti”: toni che hanno deluso molti ucraini.

Il Papa ha quindi chiesto “a credenti e non credenti” “a fare del prossimo 2 marzo, mercoledì delle ceneri, una Giornata di digiuno per la pace”. “Incoraggio in modo speciale i credenti perché in quel giorno si dedichino intensamente alla preghiera e al digiuno”. Giovedì 24, nel giorno dell’invasione, il segretario di Stato, Pietro Parolin, aveva detto: “I tragici scenari che tutti temevano stanno diventando purtroppo realtà. Ma c’è ancora tempo per la buona volontà, c’è ancora spazio per il negoziato, c’è ancora posto per l’esercizio di una saggezza che impedisca il prevalere degli interessi di parte, tuteli le legittime aspirazioni di ognuno e risparmi il mondo dalla follia e dagli orrori della guerra”.

In tutti questi appelli della Santa Sede, però, è mancata una parola: Russia. I cattolici ucraini a Roma si aspettavano critiche più forti alla Russia dal Vaticano.

Stamane l’incontro di Francesco, a sorpresa, in una ambasciata. Non risultano precedenti. Normalmente il Papa riceve gli ambasciatori in Vaticano, e normalmente solo a inizio e fine del loro incarico. Il protocollo diplomatico avrebbe richiesto al ministro degli Esteri vaticano di convocare l’ambasciatore. Francesco ha deciso diversamente. Un altro segnale evidente della preoccupazione per la guerra ma anche della sua rabbia per l’invasione di Putin.

Il Papa lo ha fatto. Nonostante la delicatezza dei rapporti con il Patriarcato di Mosca e di tutte le Russie. Un rapporto a cui Francesco tiene molto. Nella tutela di questo canale molti hanno letto l’ufficiale prudenza della diplomazia vaticana. Nel 2016 Francesco ha incontrato Kirill a Cuba – la prima volta tra un romano pontefice e il patriarca di Mosca dopo lo scisma del 1053 –; un secondo meeting è in preparazione per quest’anno.

Kirill è molto vicino al Cremlino e nei giorni scorsi non aveva lasciato nessuna dichiarazione sulla vicenda ucraina. Solo giovedì ha diffuso un comunicato molto neutro, di auspicio per la pace, senza mai citare la Russia.

La visita all’ambasciatore russo – sia pure a breve distanza da piazza San Pietro – avviene poche ore dopo che la Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato la cancellazione di altri eventi imminenti a causa di una riacutizzazione del dolore al ginocchio. Papa Francesco non potrà recarsi a Firenze domenica 27 dove è in corso l’incontro dei vescovi e dei sindaci per la pace nel Mediterraneo, né presiedere le celebrazioni del Mercoledì delle Ceneri il 2 marzo.

Dopo la visita all’ambasciata russa, alcuni ipotizzano anche una prossima visita del Papa all’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede. Incontro che, se avvenisse, agli occhi di molti potrebbe ridimensionare la portata della visita all’ambasciata russa.

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