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Zambon (ex Oms) sfruculia Oms, Galli l’anti Draghi, catenacci a scuola, pallonate Uefa

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arnese

Calcio, Uefa, Galli, Draghi, scuole, Oms, Zambon e non solo. Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. I tweet di Michele Arnese, direttore di Start

 

L’EX OMS ZAMBON PIZZICA L’OMS SUL VIRUS

COME E PERCHE’ ZAMBON (EX OMS) CRITICA L’OMS NON SOLO SUL PIANO PANDEMICO

PALLONATE IN CASA UEFA

Perché la Super League spacca le società di calcio

Tutti gli affari che si aspettano Juve, Inter e Milan dalla Superlega di calcio

Così Johnson sfida le big del calcio inglese

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ESTRATTO DELL’ARTICOLO DI REPUBBLICA SULLA SUPERLEGA:

Guerra mondiale del calcio. Non è affatto un’iperbole la definizione per sintetizzare lo scontro epocale sulla Superlega, il nuovo campionato d’élite a cui lavorano da mesi le società più importanti d’Europa. Il conflitto è esploso senza più barriere in grado di attutirlo tra i maggiori club del mondo e le due istituzioni, Uefa e Fifa, che lo hanno finora governato dalle rispettive sedi di Nyon e Zurigo in Svizzera, Paese neutrale per definizione. Ma ormai di neutrale non c’è più nulla. Da una parte ci sono 12 club potentissimi capeggiati dal Real Madrid — potrebbero arrivare a 20 — che vogliono creare e amministrare già dal 2022 i giganteschi ricavi di una competizione tutta nuova e tutta loro, sul modello dello sport professionistico americano. Hanno deciso che il tempo dell’attendismo è finito, spinti all’accelerazione dalla crisi finanziaria sotto la pandemia che ha vinto anche le resistenze dei club inglesi: non intendono più dividere con nessuno il colossale business che ritengono di generare. Il nuovo torneo è una torta da 4 miliardi di euro fra diritti tv e sponsor: la via per uscire dalla profonda crisi economica. Dall’altra ci sono i due altrettanto potenti organi di governo del calcio europeo e mondiale, Uefa e Fifa, che difendono l’esistenza di coppe internazionali e campionati nazionali nell’attuale veste: un supercampionato televisivo li ridurrebbe a mera appendice settimanale. Gli “scissionisti” arrivano dall’Inghilterra (Manchester United, Liverpool, Arsenal, Tottenham, Chelsea, più il Manchester City in bilico), dalla Spagna (Real, Atletico Madrid e il Barcellona che ha firmato l’adesione solo sabato) e Italia (Juventus capofila, Milan e Inter)

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GLI AIUTI STATALI NON SOLO PER ALITALIA

 

NUMERI VACCINALI IN USA

 

NO MUSK IN ISRAELE

 

SCUOLA CALIENTE

 

IL LEGHISTA FEDRIGA SULLA RIAPERTURA DELLE SCUOLE

 

PRESIDI CHIUSURISTI

 

GALLI L’ANTI DRAGHI

 

MONOPATTINI IN PARLAMENTO

 

QUISQUILIE & PINZILLACCHERE

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA SULLE RIAPERTURE:

I tre requisiti
Per spostarsi tra regioni che si trovano in fascia di rischio arancione o rossa bisognerà aver fatto il vaccino, essere guariti dal Covid-19, oppure presentare un tampone antigenico o molecolare negativo effettuato nelle 48 ore precedenti al viaggio. Tre le ipotesi prevalenti sul lasciapassare. La prima è consentire lo spostamento — almeno in una prima fase — a chi presenta un certificato della Asl o una autocertificazione che attesti i requisiti richiesti. La seconda è ricorrere al tesserino sanitario, sul quale verrebbero caricati i dati. La terza ipotesi è realizzare una tessera digitale.

Card digitale
È la via meno immediata, ma anche quella preferita dal ministro Roberto Speranza, che vorrebbe informatizzare il nuovo strumento, purché non slittino troppo i tempi. Oltre alla Salute ci stanno lavorando i tecnici dell’Innovazione tecnologica e Transizione digitale, il ministero guidato da Vittorio Colao. Al tavolo interministeriale, che dovrebbe riunirsi per la prima volta oggi, sarà valutata anche la possibilità di avvalersi dell’app IO, già usata per il cashback e attivata da dieci milioni di italiani. Possibile il coinvolgimento di Poste Italiane.

Regioni gialle
Dal 26 aprile cade il divieto di circolazione tra regioni gialle (le altre dovranno attendere il pass). Ci si potrà spostare liberamente anche per turismo, senza bisogno di presentare l’autocertificazione.

In arancione
Nelle regioni arancioni resta il divieto di uscire dal comune se non per urgenza, lavoro e salute. Il motivo dello spostamento va giustificato con l’autocertificazione.

Regioni rosse
Nelle regioni rosse i limiti sono ancora più stretti. Si può uscire di casa solo per necessità, urgenza e salute e per andare nei negozi aperti. Non è consentito uscire dal comune se non per validi motivi e sempre con l’autocertificazione. Le regole cambieranno quando arriverà il lasciapassare del governo e si potrà entrare e uscire anche dalle regioni più a rischio.

Seconde case
Le regole sulle seconde case per ora non cambiano. Resta consentito andarci, anche in fascia arancione e rossa, a meno che la regione non abbia emesso ordinanze restrittive. L’abitazione di villeggiatura può essere raggiunta soltanto dal nucleo familiare convivente che ne abbia titolo di proprietà o di affitto prima del 14 gennaio 2021 ed esclusivamente se la casa è vuota. Non si può andare con amici e parenti.

Il coprifuoco
La polemica politica è forte e le pressioni delle regioni e dei ristoratori anche, ma il governo per adesso resiste. «Il coprifuoco non si tocca», ripete il ministro Speranza e la ministra Gelmini concorda. Vietato uscire di casa dalle 22 alle 5 se non per lavoro, urgenze o salute, motivi che devono essere giustificati con l’autocertificazione.

I viaggi
La decisione non è stata ancora ufficialmente assunta, ma per ora il governo sembra intenzionato a conservare l’obbligo di quarantena di cinque giorni per chi rientra dai Paesi dell’Unione Europea e di 14 giorni per chi torna in Italia dai Paesi extra Ue.

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