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Perché Goldman Sachs, Chevron e non solo imporrano i vaccini

Goldman Sachs Petrolio

Dopo l’approvazione definitiva del vaccino Pfizer, sempre più aziende negli Stati Uniti impongono l’obbligo di vaccinazione ai dipendenti. Ecco quali

Dopo l’approvazione definitiva del vaccino di Pfizer-BioNTech negli Stati Uniti, sempre più aziende americane – da Goldman Sachs alla Walt Disney Company a Chevron – stanno imponendo ai propri dipendenti di vaccinarsi contro il coronavirus.

LA DECISIONE DELLA FDA

Fino a pochi giorni fa – ricostruisce Associated Press – negli Stati Uniti i vaccini avevano ricevuto un’autorizzazione solo di emergenza, che aveva disincentivato gli americani più scettici o indecisi a vaccinarsi. Le cose però sono cambiate lunedì scorso, quando l’agenzia del governo statunitense che monitora sulla sicurezza dei farmaci (Food and Drug Administration, o FDA) ha approvato in maniera definitiva il vaccino di Pfizer, il più diffuso nel paese.

GLI ANNUNCI DI WALT DISNEY, GOLDMAN SACHS, CHEVRON

L’approvazione avrà delle conseguenze importanti nel mondo del lavoro, perché sempre più aziende cominceranno a richiedere ai propri dipendenti l’obbligo di vaccinazione.

Poco dopo la mossa della FDA, infatti, la Disney ha raggiunto un accordo con i sindacati in merito all’obbligo di vaccinazione per tutti i lavoratori al parco divertimenti Disney World di Orlando, in Florida.

Martedì la banca d’affari Goldman Sachs ha fatto sapere – in un comunicato ottenuto dal New York Times – che tutte le persone che entreranno nei suoi uffici negli Stati Uniti dovranno aver completato il ciclo vaccinale a partire dal 7 settembre.

Dovranno essere vaccinati anche tutti i farmacisti, gli infermieri e i lavoratori vari che entrano in contatto con i clienti di CVS, una delle più grandi catene di farmacie degli Stati Uniti.

La compagnia petrolifera Chevron ha invece reso obbligatorio il vaccino solo per alcune categorie di dipendenti: quelli che viaggiano o vivono all’estero e quelli che lavorano sulle piattaforme al largo del golfo del Messico.

COSA FANNO LE GRANDI UNIVERSITÀ

L’Università di Oakland a Rochester, nello stato del Michigan, ha annunciato lunedì che i suoi 18mila studenti, gli 800 professori e i 1500 membri dello staff dovranno essere vaccinati: prima il vaccino era richiesto solo agli studenti che vivono nel campus.

Anche l’Università statale dell’Ohio, tra le più grandi degli Stati Uniti, ha detto martedì che gli studenti e il personale dovranno completare il ciclo vaccinale entro il 15 novembre.

LE VACCINAZIONI NEGLI STATI UNITI

La decisione della FDA potrebbe insomma contribuire alla crescita del tasso di vaccinazione negli Stati Uniti, che a luglio è sceso a mezzo milione di dosi al giorno: un livello ben lontano dal picco di 3,4 milioni di dosi giornaliere ad aprile. Su quasi 330 milioni di abitanti in tutto, circa 85 milioni di americani non hanno ancora ricevuto nemmeno la prima dose del vaccino.

COSA (NON) FANNO WALMART, AMAZON E FORD

Al momento, tuttavia, i due maggiori datori di lavoro nel settore privato non hanno annunciato modifiche alle loro politiche. Walmart ha imposto la vaccinazione ai dipendenti nei suoi uffici, ma non a quelli che lavorano nei negozi. Le politiche di Amazon invece non prevedono alcun obbligo di vaccinazione, e la società non ha al momento rilasciato commenti.

Nell’industria automobilistica, né Ford e nemmeno General Motors hanno imposto la vaccinazione ai propri dipendenti.

LA POLITICA DI FACEBOOK

La società tecnologica Facebook, al contrario, ha detto che i vaccini saranno obbligatori per tutti i dipendenti che lavorano in ufficio; saranno comunque fatte delle eccezioni, principalmente per ragioni mediche o religiose.

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