In un testo inedito (e profetico) del 2005, Giovanni Sartori scriveva: “[…] Non è vero che il popolo ha sempre ragione. Spesso ha torto. Il principio della democrazia è che ha (il popolo, s’intende) il diritto di sbagliare. Ma se sbaglia troppo e troppo spesso, allora la democrazia è nei guai. Guai che oggi sono aggravati dalla incompetenza dei competenti. La democrazia doveva essere una ideocrazia e, come tale, deve essere capita. Invece è sempre più una repubblica di asini raglianti. E una democrazia spiegata e guidata da asini raglianti non può funzionare. Per ora, siamo salvati dal principio di legittimità. Ma fino a quando?” (“La rappresentanza politica”, Biblioteca del Senato). Vent’anni dopo, la domanda è sempre la stessa: fino a quando?
Tra due giorni conosceremo il risultato del referendum sulla riforma costituzionale dell’ordine giudiziario. Un buon test per capire se, quando soffia il vento del cambiamento, l’italiano apre le finestre o mette i doppi vetri. La raccolta di aforismi (noti e meno noti) che segue ha come protagonista -nelle sue mille sfaccettature caratteriali- proprio lui, l’italiano. Buona lettura
Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti, di cognati…
(Ennio Flaiano)
L’italiano non lavora, fatica.
(Leo Longanesi)
In Italia, tutti sono estremisti per prudenza.
(Leo Longanesi)
L’italiano è mosso da un bisogno sfrenato d’ingiustizia.
(Ennio Flaiano)
Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti, di cognati…
(Ennio Flaiano)
L’italiano non lavora, fatica.
(Leo Longanesi)
L’italiano ha un solo vero nemico: l’arbitro di calcio, perché emette un giudizio.
(Ennio Flaiano)
L’italiano non s’organizza: s’arrangia.
(Roberto Gervaso)
L’Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano, c’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, è vano, dell’altro diffida, e i capi dello Stato, pure loro, pensano solo per sé.
(Johann Wolfgang Goethe)
L’Italia è piena di attori, cinquanta milioni di attori, e quasi tutti bravi. I pochi cattivi si trovano sui palcoscenici e nei cinema
(Orson Welles)
L’inferno di Dante è fatto da italiani che rompono i coglioni ad altri italiani.
(Ennio Flaiano)
In Italia la questione arbitrale è più importante della questione meridionale.
(Fabio Baldas)
Strano paese il nostro. Colpisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo.
(Indro Montanelli)
Difficile capire un Paese, scrisse un libellista, dove la stessa cosa è chiamata al Nord uccello e al Sud pesce.
(Enzo Biagi)
L’Italia: culla del diritto e del rovescio.
(Curzio Malaparte)
È ora che gli italiani scendano in piazza a protestare contro se stessi.
(Aldo Busi)
Se c’è una cosa che in Italia funziona è il disordine.
(Leo Longanesi)
Fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione.
(Ennio Flaiano)
L’Italia è fatta, ora facciamo gli affari nostri.
(Federico De Roberto)
La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: Tengo famiglia.
(Leo Longanesi)
L’umiltà è una virtù stupenda. Il guaio è che molti italiani la esercitano nella dichiarazione dei redditi.
(Giulio Andreotti)
Il rinvio, simbolo della vita italiana: non fare mai oggi quello che potresti fare domani. Tutti i difetti e forse tutte le virtù del costume italiano si riassumono nella istituzione del rinvio: ripensarci, non compromettersi, rimandare la scelta; tenere il piede in due staffe, il doppio giuoco, il tempo rimedia a tutto, tira a campa’.
(Piero Calamandrei)
Una qualità degli italiani è quella di volare in soccorso dei vincitori.
(Ennio Flaiano)
In Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio.
(Giuseppe Prezzolini)
Se tutti gli italiani pagassero le tasse saremmo fritti: non ci resterebbe più nulla in cui sperare.
(Altan)
Più che in Dio, l’italiano crede nei miracoli.
(Roberto Gervaso)
È un Paese così diviso, l’Italia. Così fazioso, così avvelenato dalle sue meschinerie tribali! Si odiano anche all’interno dei partiti, in Italia. Non riescono a stare insieme nemmeno quando hanno lo stesso emblema, lo stesso distintivo. Gelosi, biliosi, vanitosi, piccini, non pensano che ai propri interessi personali.
(Oriana Fallaci)
E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade.
(Oriana Fallaci)
L’Italia sta in piedi perché non sa da che parte cadere.
(Roberto Gervaso)







