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Perché il Pd strilla pure se Meloni si allea con Biden?

Armi Ucraina

L’incontro Biden-Meloni al G20, i nuovi fronti della guerra Russia-Ucraina e le prossime mosse del governo sulle Ong. La nota di Paola Sacchi

 

I missili sulla Polonia, con due vittime, la Russia che smentisce. La Nato è in allerta e gli Usa si dicono pronti a difenderne “ogni centimetro del territorio”. Stravolta L’agenda del G20 di Bali, dove partecipa, unica donna, il premier Giorgia Meloni.

L’allarme per la drammatica escalation fa passare in secondo piano lo scontro Francia-Italia sulla crisi migratoria, a proposito della quale il clima si era già un po’ disteso dopo la telefonata tra Sergio Mattarella e Emmanuel Macron, pur lasciando la questione sul tavolo.

Il Capo dello Stato ieri ha voluto precisare quello che già era apparso chiaro e cioè che la linea di politica estera del governo non è di sua competenza (a differenza di Macron) e ha ribadito la necessità dell’unità europea anche sulla vicenda immigrazione. Un modo per ribadire che non c’è da parte sua nessuna interferenza sull’esecutivo e anzi per riconoscerne le ragioni di fondo sulla crisi migratoria per la quale la Ue si dovrà muovere unita.

Oggi sarà il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a riferire in Parlamento, dopo un vertice preparatorio con i capigruppo dei partiti della maggioranza. In vista, linea ferma sulle Ong che non rispettano le regole, comprese multe fino a 50.000 euro e confische, misura che era già contenuta nei decreti sicurezza di Matteo Salvini (oggi titolare delle Infrastrutture e vicepremier) quando era ministro dell’Interno, con Piantedosi capo di gabinetto.

Antonio Tajani, ministro degli Esteri, vicepremier e coordinatore azzurro, sottolinea che però occorre distinguere caso per caso, pur avendo già affermato che “non può essere una parte delle Ong a decidere la politica migratoria”. Tajani insiste anche per un vertice congiunto Ue di ministri dell’Interno e Esteri. La commissione Ue finora ha equiparato le Ong a tutte le altre operazioni di salvataggio in mare.

Le misure italiane, comunque, saranno demandate ai prefetti, non più alle procure, quindi sotto lo stretto controllo del Viminale.

Ma è l’allarmante escalation del conflitto della Russia contro l’Ucraina ad essere al centro di ogni attenzione. L’Italia rappresentata da Meloni, che aveva già avuto un bilaterale con il presidente Usa, Joe Biden, in cui si sono ribaditi “i profondi e duraturi legami tra i due Paesi”, non è isolata come hanno accusato il Pd e le opposizioni, nonostante le pesanti accuse francesi.

Meloni ribadisce con nettezza l’asse atlantico che controbilancia l’immagine da “Italietta”, che le opposizioni hanno cercato di attribuire al governo di centrodestra. Palazzo Chigi nel cuore della notte informa con due note l’impegno in queste ore del presidente del Consiglio a Bali con i suoi omologhi.

È l’1,30 di notte quando l’ufficio stampa di Palazzo Chigi informa: “Il Presidente del Consiglio manifesta fortissima apprensione e preoccupazione per quanto accaduto in Polonia. Esprime solidarietà al Governo e al popolo polacco. Il Presidente Meloni, in Indonesia per il G20, si sta riunendo in questo momento con gli Alleati NATO ed europei per verificare quanto accaduto e valutare i prossimi passi. Si tratta, in ogni caso, di un‘ulteriore conferma della gravità e delle conseguenze della ingiustificata aggressione russa nei confronti dell‘Ucraina”. Poi, si annuncia che “Meloni ha sentito telefonicamente il presidente del Consiglio polacco Mateusz Morawiecki”.

Per Tajani “è l’ora delle armi della diplomazia”. Intanto, la Polonia chiede sulla base dell’articolo 4 dell’Alleanza un vertice di emergenza.

Ad ogni modo il rischio più grande, quello di un allargamento della guerra e la centralità della Nato in questo allarmante scenario oggi non potrà non avere un forte riflesso anche in parlamento, dove le opposizioni si apprestano a sfidare Piantedosi. Quelle stesse opposizioni, all’interno delle quali le forze della sinistra più radicale si schierarono, a differenza del centrodestra che votò a favore compatto, contro il sostegno all’Ucraina e l’allargamento della Nato.

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