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Lo sapete che Bruxelles ha dato una consulenza a Blackrock sulla finanza sostenibile?

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L’Ombudsman europeo bacchetta la Commissione Ue per aver dato una consulenza al gruppo americano Blackrock sul tema finanza sostenibile senza averne verificato a fondo il potenziale conflitto di interesse. Tutti i dettagli

L’Ombudsman europeo bacchetta la Commissione Ue per aver dato una consulenza al gruppo americano Blackrock sul tema finanza sostenibile senza averne verificato a fondo il potenziale conflitto di interesse.

Ecco tutti i dettagli.

L’Ombusdman Europeo ha decretato che la Commissione Europea non abbia vagliato a sufficienza la questione dei possibili conflitti di interesse del colosso del risparmio gestito Usa, Blackrock, nello svolgere tale incarico.

A questa conclusione è arrivata Emily O’Reilly, rappresentante dell’Ombudsman europeo, a seguito del ricorso presentato in maggio da 80 parlamentari europei dopo che la Commissione guidata da Ursula Von der Leyen aveva affidato alla società Usa di risparmio gestito un contratto di consulenza da 280mila euro per l’integrazione dei temi di sostenibilità nella regolamentazione bancaria, ha sottolineato il Sole 24 Ore.

“La richiesta ad una società di condurre uno studio inteso ad alimentare le linee guida che regoleranno gli interessi commerciali della società stessa avrebbe dovuto portare a un controllo molto più critico da parte della Commissione”, ha affermato l’Ombudsman, precisando “Si sarebbero dovute porre domande sulla motivazione, sulla strategia di prezzo e se le misure interne prese dalla società per prevenire i conflitti di interesse fossero adeguate”.

In ogni caso l’Ombudsman punta il dito verso le attuali norme UE sugli appalti pubblici e ritiene che, sebbene la Commissione nel caso specifico avrebbe potuto essere più accorta, non si possa accusare di “cattiva amministrazione”. Secondo l’Ombudsman il problema è nato dal fatto che le norme applicabili non erano sufficientemente solide e chiare da consentire ai funzionari di individuare conflitti di interesse se non in una gamma molto ristretta di conflitti professionali.

Il gruppo di asset management americano Blackrock gestisce 7mila miliardi di dollari e ha partecipazioni nel settore dei combustibili fossili per quasi 90 miliardi di dollari. Praticamente non esiste consiglio di amministrazione di una grande compagnia petrolifera in cui non sieda un suo rappresentante. Tra le principali partecipazioni ci sono ad esempio il 4,8% di Chevron e ConocoPhilips, il 4,5% di Exxon Mobil e il 5% di Petrobras. Come ricostruito di recente dal quotidiano britannico The Guardian il gruppo controlla indirettamente oltre 3 miliardi di barili di greggio, 1300 tonnellate di carbone e e 622 miliardi di metri cubi di gas.

Il colosso statunitense Blackrock, che ha in gestione patrimoni per oltre 7mila miliardi di dollari e siede nei cda di tutte le più grandi aziende del mondo, lo scorso anno ha votato a favore di risoluzioni societarie pro ambiente appena nel 6% dei casi. Ancora meno di quel già misero 8% che aveva caratterizzato l’annata precedente, ha sottolineato di recente il Fatto Quotidiano: “Il magro bilancio è stato reso noto da Proxy Insight, società che monitora deliberazioni e voti delle aziende. Nella maggior parte dei casi si trattavi di risoluzioni in cui i soci chiedevano alle aziende di fornire maggiori informazioni sul livello delle loro emissioni o di mettere a punto strategie di conversione verde”. Come ha sottolineato di recente il Financial Times l’atteggiamento di Blackrock contrasta con quello di altri azionisti di peso massimo come Jp Morgan (salita dal 10 al 38% dei voti favorevoli) o Welligton (dall’8 al 42%) che hanno invece aumentato sensibilmente il loro supporto a favore di voti pro ambiente.

«La Commissione – scrive nel provvedimento O’Reilly – avrebbe dovuto essere più rigorosa verificando, secondo le regole, che la società (Blackrock, ndr) non fosse soggetta a conflitto di interesse, che potrebbe influire negativamente sulla sua capacità di eseguire il contratto». Una presa di posizione forte che il Mediatore (questo significa Ombudsman) spiega in questo modo: si è riscontrato che «l’offerta della società ha destato preoccupazioni, poiché ha un interesse finanziario nel settore» visto che è il più grande asset manager del mondo. «Inoltre – aggiunge O’Reilly – il prezzo basso dell’offerta della società potrebbe essere percepito come parte di una strategia per ottenere informazioni e influenzare l’ambiente normativo in questo settore». Mary O’Reilly è dunque molto esplicita con la Commissione Ue e auspica che vengano al più presto cambiate le procedure di aggiudicazione di tali incarichi.

Che succede ora? Viene meno l’incarico? A quanto pare no, ha sottolineato il Sole 24 Ore: “I poteri del Mediatore O’Reilly non sono vincolanti. Allo stesso tempo però la Commissione Von der Leyen non potrà far finta di niente, come spiega Kenneth Haar, ricercatore del Corporate Europe Observatory, organizzazione no profit che monitora e documenta le attività di lobby nell’Unione europea: «L’Ombudsman non ha il potere di annullare il contratto, ma l’istituzione ha un potere morale. In questo caso la decisione rafforza la denuncia degli 80 parlamentari europei». E aggiunge: «È difficile immaginare che la Commissione possa completamente ignorare questa decisione. La Commissione sarà sottoposta a una maggiore pressione per garantire preparativi seri ed equilibrati per le prossime iniziative della Ue sulla regolamentazione bancaria e sul cambiamento climatico. Resta da vedere se questo li porterà a rinunciare a Blackrock o se cercheranno un’altra strada»”.

Qual è invece la posizione di Blackrock sull’intera vicenda? «La divisione di Financial Markets Advisory (Fma) di Blackrock cerca di fornire la massima qualità e il miglior servizio di valore a tutti i suoi clienti in tutto il mondo – fanno sapere dal gruppo Usa, come riporta il Sole 24 Ore –. La Commissione europea ha già dichiarato pubblicamente che la qualità tecnica della proposta di Fma è stata la base della loro decisione nell’assegnazione del mandato. Fma ha adottato un approccio ampio e inclusivo, che comprende il mondo accademico, la società civile, le banche, le autorità di vigilanza e gli operatori del mercato, e attende di completare il suo lavoro e di consegnare il suo rapporto finale alla Commissione».

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