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Leonardo potrà esportare in India?

Leonardo Smart Working

Leonardo, ecco che cosa stanno discutendo tra India e Italia secondo il canale indiano Times Now

 

India prossima alla revoca del divieto all’italiana Leonardo.

Il 29 ottobre il presidente del Consiglio Mario Draghi ha ricevuto a Palazzo Chigi il Primo Ministro indiano, Narendra Modi, alla sua prima visita ufficiale in Italia. Nel frattempo, entrambi i Paesi stanno lavorando per vedere se sia possibile revocare il divieto a Leonardo, l’azienda guidata dall’ad Alessandro Profumo. Lo ha riportato Times Now, canale indiano in lingua inglese.

Secondo Times Now, il ministero della giustizia indiano sta già esaminando il dossier. Il ministro degli Esteri Harshvardhan Shringla ha affermato che sono in corso discussioni tra Italia e India.

Il divieto indiano è la conseguenza del caso giudiziario che ha coinvolto la controllata di Leonardo, Agusta Westland. I vertici erano stati accusati di corruzione internazionale per presunte tangenti pagate proprio in India riguardo la fornitura di 12 elicotteri AW 101 VIP/VVIP al governo Indiano del valore complessivo di 560 milioni di dollari circa.

Tutti i dettagli.

LA REVOCA DEL DIVIETO

Secondo Times Now, un argomento per revocare il divieto è che Leonardo, partecipata dallo Stato italiano, ha subito una ristrutturazione ed è molto diversa da Augusta Westland, che era una controllata.

“In secondo luogo, si suggerisce di lasciare che il divieto, se ce ne fosse uno, continui sulla divisione elicotteri e non sul resto della azienda, una delle più grandi del mondo” aggiunge Times Now. Come ha detto un alto funzionario: “Un’opzione è quella di continuare con il divieto sulla divisione elicotteri, ma non sulle altre sezioni”.

COSA VORREBBE L’INDIA DA LEONARDO

Secondo l’emittente indiana, le forze armate indiane trarranno vantaggio dalla revoca del divieto, parziale o totale, non solo acquisendo armi tanto necessarie come i siluri Black Shark, realizzati da WASS, ora di proprietà di Leonardo, ma tenendo il Pakistan fuori dal quadro. Il siluro Black Shark, che la Marina vuole, sarebbe perfetto per i sottomarini Scorpene della Marina indiana.

“A parte le nuove armi tanto necessarie, anche una revoca parziale del divieto aiuterà a ottenere ricambi per sistemi d’arma e altre attrezzature. Dal momento che Leonardo produce missili, cannoni navali, veicoli subacquei senza equipaggio e altre armi”, sottolinea Times Now.

COSA AVEVA DICHIARATO CONTE NEL 2018…

Che l’incontro tra Modi e Draghi abbia spianato la strada al ritorno di Leonardo in India?

In realtà ci aveva già provato il predecessore di Draghi, Giuseppe Conte, nel 2018. Come riportava MF, l’allora presidente del Consiglio, “Giuseppe Conte, intervistato da India Today in occasione del suo viaggio a New Delhi, dove ha incontrato all’Hyderabad house il primo ministro indiano, Narendra Modi” aveva indicato che “Leonardo contribuirà a rafforzare la cooperazione nella difesa con l’India”.

“Italia e India”, aveva sottolineato Conte, “possono creare una partnership con mutui benefici nella settore della difesa”. I contatti tra i rispettivi Ministeri, aveva aggiunto, si sono intensificati significativamente nel 2018, come prova la riattivazione del Joint Defense Committee. Parlando di industria della difesa e di appalti, “le aziende italiane hanno sviluppato una competenza eccezionale, che può contribuire al programma di bandiera indiano Make in India”, lanciato dal premier Modi.

Infine, Conte aveva ricordato proprio il caso giudiziario che ha coinvolto la controllata di Leonardo, Agusta Westland. “Il sistema giudiziario italiano ha completato l’intero percorso processuale, con una sentenza finale di assoluzione per gli ex amministratori delegati”, aveva rammentato Conte.

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