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Leonardo-Finmeccanica, ecco gli attriti M5S-Lega sull’embargo di armi contro la Turchia

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Turchia

L’annuncio di Di Maio (M5s) pro embargo di armi alla Turchia. I commenti di ambienti vicini alla Lega di Salvini. L’attacco di Repubblica. E le tabelle della Relazione governativa al Parlamento sull’export italiano (non solo di Leonardo) nel settore degli armamenti

Subbugli geopolitici sulla Turchia, con propaggini non secondarie in Italia (e sul colosso italiano del comparto come Leonardo-Finmeccanica).

Nel 2018 il valore delle esportazioni in Turchia di “materiali d’armamento” autorizzate dal ministero degli Esteri è stato di 362,3 milioni di euro, con un aumento del 36% rispetto all’anno precedente (266,1 milioni), si legge nella relazione governativa al Parlamento.

L’idea del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio (M5s), di un embargo sulle prossime esportazioni di armi verso la Turchia e addirittura di una revisione in corso degli attuali contratti fra aziende italiane del settore e Ankara sta mandando in fibrillazione la politica, con commenti poco pentastellati da parte di ambienti vicini alla Lega.

ECCO COME CONTE CON UNA PIROETTA DI SMARCA DA DI MAIO

IL QUADRO MILITARE

Anche perché – si fa notare in ambienti militari – quando gli Stati Uniti hanno negato la vendita dei missili Patriot, la Turchia ha comprato quelli russi S-400. Quando di conseguenza hanno sospeso la sua partecipazione al programma dei caccia F-35, Ankara ha minacciato di prendersi gli Su-35 di Mosca.  “Sull’arsenale militare, in caso di embargo, a Erdogan non manca un piano B, seppur complicato dalla membership Nato”, ha scritto ieri l’Ansa.

LE PAROLE DI DI MAIO

Ieri il titolare della Farnesina ha confermato il blocco per le vendite future ma apre anche all’ipotesi di uno stop per quelle in corso: “Nelle prossime ore formalizzeremo tutti gli atti per bloccare le esportazioni di armi alla Turchia e apriremo un’istruttoria per i contratti in essere”, ha detto Di Maio (M5s).

L’ANALISI DI GAIANI

Che cosa si pensa invece nella Lega? “Mi lasciano più perplesso le minacce di bloccare l’export militare. La Turchia è un Paese membro della Nato, è inserita in tutti i meccanismi congiunti dell’alleanza e al momento non è sottoposta ad alcun embargo internazionale disposto dall’Onu”, ha commentato l’ex consigliere di Matteo Salvini all’Interno, Gianandrea Gaiani, direttore della rivista Analisi Difesa: “L’Italia è un importante fornitore di materiale militare ai turchi, in particolare dei motori dei loro elicotter T-129 Attack, evoluzione dei nostri Mangusta. Ma un blocco dell’export italiano non fermerà i programmi militari di Ankara. La Turchia ormai produce da sola carri armati e fucili. Anche i droni armati, che già impiega a sostegno del governo di al Sarraj in Libia. E ha un programma che nel giro di cinque, sei anni le consentirà di diventare completamente autosufficiente per l’alimentazione dei sistemi militari”.

L’ATTACCO DI REPUBBLICA

Il quotidiano Repubblica è in prima fila in un atteggiamento pro embargo e di fatto anti industria italiana: “I micidiali elicotteri made in Italy il vero orgoglio del Sultano”, ha titolato oggi sui Mangusta di Agusta costruiti in Turchia su licenza di Leonardo (ex Finmeccanica).

LA SINTESI DEL SOLE 24 ORE

Stando alla relazione del governo al Parlamento sull’export di armi in base alla legge 185 del 1990, la Turchia è stata il terzo paese per export di armi italiane nel 2018, ha ricordato il Sole 24 Ore: “Su un totale di licenze autorizzate dalla Farnesina per l’esportazione definitiva di materiali d’armamento (esclusi i “programmi intergovernativi”, cioè i materiali esportati in un altro paese per la produzione nell’ambito di progetti industriali di collaborazione transnazionale) pari a 4 miliardi e 613 milioni nel 2018 (rispetto ai 7 miliardi e 437 milioni del 2017), il primo paese per l’export è stato il Qatar (un miliardo e 923 milioni), il secondo il Pakistan (682,9 milioni), poi la Turchia (362,3 milioni). Il quarto gli Emirati Arabi Uniti (220,3 milioni)”.

L’APPROFONDIMENTO DI GAGLIANO SULLA POTENZA MILITARE TURCA

Ha scritto l’analista Giuseppe Gagliano su Start: “Sotto il profilo militare la Turchia possiede complessivamente mezzo milioni di militari e più esattamente possiede 80.000 elementi di carriera, 410.000 soldati per un totale complessivo di 700.000 uomini a cui vanno aggiunti circa 185.000 riservisti. Per quanto riguarda le forze di terra-quelle direttamente coinvolte nell’attuale offensiva contro i curdi-queste rappresentano circa il 30%. Stiamo parlando di circa 320.000 tra ufficiali e soldati con oltre 3700 carri armati, 7000 veicoli per trasporto e 800 sistemi di lancio per missili. Il quartier generale delle forze di terra si trova nella località di Izmir dove – dal 2004 – è presente la base della Nato e dove si trova anche il Cimando della forza di pace turca per l’Egeo che controlla l’aria turca di Cipro. Per quanto riguarda le armi a disposizione l’esercito turco possiede quasi 12.000 carriarmati soprattutto Leopard e M60 sia di fabbricazione americana che di progettazione e fabbricazione turca. Mentre il sistema missilistico di terra a lungo e medio raggio è in parte di fabbricazione autonoma ma in parte anche frutto della collaborazione con la Cina”.

DATI E NUMERI DI BATACCHI (RID)

La Turchia – ha sottolineato Pietro Batacchi, direttore di Rid (Rivista italiana difesa) – ha ridotto negli ultimi anni la dipendenza dall’estero nel settore della difesa dall’80 al 35 per cento. Nel 2018 ha esportato più di 2 miliardi di euro, e quest’anno aumenterà il suo export di armi del 25 per cento, nonostante la crisi monetaria in corso: “Le forniture di armamenti da parte dell’Italia vedono in prima fila la nostra azienda leader Leonardo (ex Finmeccanica, che ha assorbito altre aziende del settore, come Oto Melara). Leonardo esporta tecnologia e prodotti in Turchia e nei ricchi Paesi di lingua turca dell’Asia centrale. Tra i business che non avranno sbocchi futuri uno riguarda l’aereo Alenia Aermacchi M-346 Master, per l’addestramento militare transonico, mentre finora si discuteva anche dell’Alenia C-27J Spartan, aereo da trasporto tattico”.

LA RELAZIONE AL PARLAMENTO SULL’EXPORT DI ARMI ALLA TURCHIA

Ma qual è il rapporto tra il nostro Paese e la Turchia nel settore della esportazione delle armi? Dalla relazione 2018 al Parlamento su esportazioni e importazioni dei “materiali di armamento” risulta che la Turchia è allo stato attuale un ottimo cliente per il nostro Paese nel settore degli armamenti, non solo per il ruolo del gruppo Leonardo (ex Finmeccanica).

Ecco alcune delle principali tabelle della relazione ministeriale depositata in Parlamento.

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