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Le dragate di Draghi su Biot-Russia e vaccini, dossier Astrazeneca, le paghette dei banchieri

Arnese

Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. I tweet di Michele Arnese, direttore di Start

 

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE SUL CASO BIOT-RUSSIA:

La vicenda dello spionaggio dell’ufficiale della Marina italiana a favore dei russi, però, è una questione politica. Anzi, geopolitica. Poteva essere risolta in via riservata tra le rispettive intelligence, sempre informate le autorità politiche superiori. Accertato il fatto, il nostro comparto avrebbe potuto trattare con i russi tempi, modalità e procedure per risolvere l’intesa anomala tra Biot e il funzionario di Mosca in servizio presso l’ambasciata a Roma. La decisione di andare in procura, invece, ha altre conseguenze. Non è escluso che fossero volute. É stata decisa, comunque, ad alto livello.

Di certo l’intelligence – Aisi, Aise e Dis, il Dipartimento informazione e sicurezza al comando del prefetto Gennaro Vecchione, che coordina – deve trasmettere sempre i dossier più urgenti e rilevanti al suo vertice. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, e l’autorità delegata ai servizi di informazione e sicurezza Franco Gabrielli. Scontato, in questo caso, il coinvolgimento del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, e degli Affari Esteri Luigi Di Maio. Forse anche del titolare dell’Interno Luciana Lamorgese, per i profili di sicurezza nazionale. Trasmettere il fascicolo in procura assume quantomeno una conseguenza certa: la pubblicità della vicenda. L’arresto, com’è accaduto, sarebbe diventato noto, per forza di cose, e la storia di seguito. Avrebbe fatto il giro del mondo. Gli italiani, certo, sarebbero apparsi reclutabili da agenti esterni. Ma i russi con ogni evidenza risultavano cacciatori di segreti militari in casa d’altri. La scelta politica di mettere la questione in evidenza è un occhiolino strizzato a Washington. Un’ipotesi, certo. Ma plausibile.

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