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L’accordo Ue sui migranti? Sta scricchiolando, ecco perché

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Dossier, problemi e divisioni al vertice dei ministri dell’Interno europei sull’immigrazione

LA RIUNIONE

Si discute martedì 8 ottobre, nel vertice dei ministri dell’Interno europei, di immigrazione. L’obiettivo è confermare il pre-accordo di qualche settimana fa discusso a La Valletta tra Malta, Italia, Francia e Germania.

LA REDISTRIBUZIONE

Prevista, tra l’altro, la redistribuzione nei Paesi europei che aderiranno di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato. Non sembra che i partner europei facciano la corsa ad approvare la linea Malta. Anche la Germania – architetto del piano – si è fatta timida.

I DISTINGUO DI BERLINO: OK ACCORDO SE POCHI SBARCHI

Il ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer (Csu), ha accettato che la Germania accogliesse un migrante su quattro. A Berlino lo accusano di essere troppo morbido. E martedì 8 ha precisato: l’accordo d’emergenza può funzionare solo se i numeri degli arrivi restano nell’ordine delle centinaia. Diversamente il meccanismo si fermerà. Due le linee guida: salvare vite in mare ma anche protezione per prevenire il pull factor, il fattore di attrazione che l’accordo potrebbe esercitare su migranti e trafficanti.

L’EUROPA ORIENTALE CHIEDE ATTENZIONE

Non è tutto. L’Europa orientale guarda critica al meccanismo di Malta, giudicato troppo concentrato sul problema italiano e maltese. Grecia, Cipro e Bulgaria presentano un documento alternativo, per un piano migratorio più concentrato sul Mediterraneo orientale. (Qui i dettagli rivelati da Politico).

(estratto dal Taccuino Europeo pubblicato da Policy Maker)

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