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La Russia è una grande potenza?

Russia Potenza

Il Bloc Notes di Michele Magno

Ma la Russia è davvero una grande potenza? È sicuramente una grande potenza nucleare, con le sue oltre seimila testate (un arsenale superiore a quello americano).  Secondo il Sipri (Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma), inoltre, nel 2020, con 61,7 miliardi di dollari, occupava il quarto posto a livello mondiale per spesa militare complessiva (dopo Usa, Cina e India). L’esportazione di armi è un elemento centrale della politica estera russa. Dai dati raccolti sempre dal Sipri, nel periodo 2016-2020 la Russia è stato il secondo esportatore mondiale di armi con il 20 per cento del totale, dopo gli Stati Uniti (37 per cento) e seguito da Francia (8,2), Germania (5,5) e Cina (5,2). Osservando i principali acquirenti si può comprendere l’importanza delle relazioni che vengono costruite. Il primo cliente dell’industria militare russa è l’India (23 per cento del totale), seguito dalla Cina (18 per cento), e dall’Algeria e dall’Egitto che si contendono la terza posizione. Tuttavia, a partire dal 2018 Cina, Egitto e Algeria hanno iniziato a ridurre notevolmente le importazioni di armamenti russi.

Sul piano economico e demografico, invece, il discorso è molto diverso. Come ricorda un dettagliato report di Alberto Brambilla (Corriere della Sera, 14 marzo 2022), la Russia è il paese più esteso del pianeta: ha una superficie di 17,1 milioni di km quadrati, pari a un sesto delle terre emerse. Ha una lunghezza di circa undicimila chilometri e conta ben undici fusi orari, contro i cinque della Cina e i quattro degli Usa. Nonostante questo enorme territorio, ha una popolazione di soli 146 milioni di abitanti (la nona dopo la Nigeria e prima del Messico). Occupa pertanto il 181esimo posto su 194 paesi per densità di popolazione, con 8,4 abitanti per chilometro quadrato; e confina con quello più popoloso del mondo, la Cina, per oltre 4.200 km (assai complicati da sorvegliare). Infatti, grazie all’attrazione esercitata dalle ricchezze e dai disabitati terreni agricoli siberiani, gli ultimi anni hanno visto un importante flusso migratorio di piccoli agricoltori e commercianti cinesi verso queste terre (con il sostanziale beneplacito di Putin).

Nel 2021 il pil russo è stato pari a 1.439 miliardi di euro (nello stesso anno, quello italiano  ammontava a oltre 1.781 miliardi). La Russia occupa dunque dodicesimo posto nella classifica mondiale del Fmi. Il pil pro-capite, per altro verso, è pari a 27.900 dollari,  e si colloca al 72esimo posto della medesima classifica (il pil pro-capite italiano è di 38.200 dollari). Ciononostante, la Russia è prima per riserve di gas, sesta per riserve di petrolio e possiede notevoli riserve di nichel, platino, oro, minerali ferrosi e molte altre risorse del sottosuolo. Ma, come è noto, buona parte della ricchezza prodotta è requisita dalle oligarchie economico-finanziarie, dagli amministratori locali e nazionali nominati dal partito al potere e, anzitutto, dall’apparato militare-industriale.

La Russia, insomma, è una media potenza economica, peraltro strettamente dipendente dal futuro dei combustibili fossili e dalla velocità della transizione ecologica programmata dall’Occidente. Pensando all’Italia, oggi paghiamo il prezzo di scelte imprevidenti e di lotte insensate contro rigassificatori, termovalorizzatori, Tap, il nucleare, costi scaricati sulla bolletta delle agevolazioni fiscali a vantaggio delle energie rinnovabili.  Ci siamo così cullati in una colpevole ignavia grazie al forte ribasso dei prezzi del gas e del petrolio iniziato nel 2014, e adesso siamo costretti a subire i “ricatti” dell’autocrate di Mosca. Eppure, già dai tempi dell’invasione della Cecenia e della Georgia, e poi con l’annessione della Crimea, era evidente la vocazione imperiale dell’espansionismo del pupillo di Boris Eltsin. L’Occidente e l’Europa hanno girato la testa. Da noi ha trovato perfino comprensione in alcune forze politiche. Purtroppo, l’aggressione all’Ucraina ha sì svegliato qualcuno, ma non ancora tutti.

 

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