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Italia

Chi minaccia davvero l’Italia?

Cosa deve temere e che cosa non deve temere l'Italia. I Graffi di Damato.

Uno legge sui giornali, con l’evidenza dello scoppio di una guerra, che l’Italia è “sotto esame” dell’Unione Europea, con tanto di ispettori in arrivo, o già alloggiati in qualche albergo, o caserma per ragioni di sicurezza, e pensa che, magari, a Bruxelles la signora Ursula von der Leyen voglia capire bene se, dove, e chi abbia sbagliato a maneggiare così male l’agricoltura da avere provocato la rivolta dei trattori e persino delle mucche. Con le quali ha solidarizzato anche un ex magistrato e politico abbastanza famoso come Antonio Di Pietro, tornato spontaneamente ai campi dove aveva visto lavorare il padre per mantenerlo agli studi e fargli fare la carriera che ha fatto, anche di becchino dei partiti di un’intera Repubblica, la prima, sgominata tra un’infinità di avvisi di garanzia, arresti cautelari suicidi e, in proporzione, poche condanne.

E tutto questo per consegnare la seconda Repubblica non a chissà quale magistrato disposto a governarla se chiamato, come si lasciò scappare il capo di una Procura, ma ad un Al Capone in versione italiana, come finì per essere rappresentato nelle cronache giudiziarie l’ormai buonanima di Silvio Berlusconi. Le cui ceneri riposano finalmente in pace, si spera, nel mausoleo di casa vigilate dalla quasi vedova Marta Fascina.

GLI ISPETTORI EUROPEI SONO DAVVERO UNA MINACCIA ALL’ITALIA?

Ma che trattori, mucche, latte e contorni. Uno continua a leggere i giornali e scopre che gli ispettori europei hanno solo l’incarico di occuparsi di alcune leggi all’esame delle Camere: abuso d’ufficio, premierato, limiti all’informazione, specie quella giudiziaria, e simili. Beh, insomma, abbiamo poco di cui preoccuparci, anche perché ormai il Parlamento europeo è in scadenza. E con esso anche gli organismi che mandano in giro gli ispettori.

E poi, diciamola tutta la verità non sgradevole sul nostro Paese. Esso se la passa molto meglio delle apparenze e di quanto non vogliano far cedere le opposizioni. Più che dalle guerre, che pure non mancano attorno a noi, dall’Ucraina a Gaza, e ai mari dove le navi militari italiane sono state mandate a controllare e garantire i traffici, sembriamo presi dal destino, cioè delle prossime ben compensate prestazioni, di Amadeus e Fiorello dopo il successo anche dalla loro quinta edizione del festival della canzone a Sanremo.

Vi sono elezioni alle porte di vario livello – comunale, regionale e nazionale per il rinnovo della rappresentanza italiana al Parlamento europeo – ma nessuna ci minaccia come quelle di novembre gli americani. Che sono alle prese con candidati alla Casa Bianca dal passo e dalla memoria incerta. Uno dei quali, già una volta presidente degli Stati Uniti ma smanioso di tornare ad esserlo, pensa di usare Putin, le sue truppe e i suoi missili per punire i paesi della Nato in ritardo con i pagamenti all’alleanza atlantica. A tanto in Italia non è arrivato neppure Giuseppe Conte nell’opposizione alla Meloni e nella concorrenza alla segretaria del Pd Elly Schlein.

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