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Cosa pensano i servizi di Israele sull’accordo con l’Iran?

Israele

Diversità di vedute nei Servizi israeliani in merito all’accordo sul nucleare con l’Iran. L’articolo di Giuseppe Gagliano

 

I servizi di sicurezza israeliani sono profondamente divisi in merito all’accordo sul nucleare con l’Iran.

Da una parte c’è Aharon Haliva, direttore di Aman, a favore di un accordo con l’Iran. Infatti durante le riunioni che si tengono solitamente con il primo ministro israeliano Yair Lapid, Haliva ha sottolineato che è nell’interesse di Israele arrivare a un accordo. Questo accordo, noto come JCPOA, consentirebbe di aumentare le certezze relative alle restrizioni sul programma nucleare iraniano e sul fatto che queste sanzioni consentono ad Israele di prepararsi per una eventuale escalation con l’Iran.

Dall’altro lato, invece, il responsabile del Mossad, David Barnea, che ha espresso contrarietà in merito a questo accordo: secondo lui l’accordo porterebbe a un flusso rilevante di miliardi di dollari in Iran – che sono, come sappiamo, attualmente bloccati a causa delle sanzioni -; e in secondo luogo l’accordo previsto riguarda solo un breve periodo di tempo, concluso il quale l’Iran potrebbe – con l’aiuto della Cina e della Russia – sviluppare armi nucleari.

Tuttavia questo contrasto fra i due servizi di sicurezza non è certamente una novità: infatti sia l’ex direttore del Mossad, Yossi Cohen, che l’ex direttore di Aman, Tamir Hayman, avevano avuto gli stessi contrasti per le stesse motivazioni.

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