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Come i Paesi del Golfo hanno reagito all’attacco contro l’Iran

I paesi del Golfo hanno condannato l'aggressione iraniana: l'Arabia Saudita ha espresso "piena solidarietà" e promesso assistenza, mentre gli Emirati hanno riportato una vittima civile da detriti missilistici ad Abu Dhabi.

Oggi gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un massiccio attacco militare contro l’Iran, denominato “Operation Epic Fury”, con l’obiettivo dichiarato di distruggere le capacità nucleari e missilistiche di Teheran e favorire un cambio di regime.

Donald Trump ha incoraggiato il popolo iraniano a rovesciare il governo, mentre l’Iran ha risposto con un’ampia rappresaglia missilistica contro Israele e basi americane nella regione, scatenando timori di un conflitto regionale più ampio.

E Khamenei è stato ucciso, hanno annunciato Israele e Usa.

L’ANNUNCIO E GLI OBIETTIVI DELL’ATTACCO CONTRO L’IRAN

Come scrive il New York Times, il presidente Trump ha annunciato l’inizio delle “major combat operations” contro l’Iran in un video pubblicato su Truth Social alle 2:30 del mattino, descrivendo l’operazione come un’opportunità per un cambio di governo a Teheran.

Trump ha enfatizzato che l’obiettivo è difendere gli americani eliminando minacce imminenti dal regime iraniano, definito “un gruppo vizioso di persone terribili”.

Ha elencato attacchi iraniani contro gli Usa fin dalla crisi degli ostaggi del 1979 e ha esortato il popolo iraniano a “prendere il controllo del vostro governo” una volta concluse le operazioni, aggiungendo: “Questa sarà probabilmente la vostra unica chance per generazioni”.

Come riporta la CNN, Trump ha ammesso il rischio di perdite americane, ma ha descritto la missione come “nobile” per il futuro, dopo falliti negoziati mediati dall’Oman su un nuovo accordo nucleare.

Il Financial Times conferma che Trump ha promesso di “distruggere i loro missili e radere al suolo l’industria missilistica”, puntando anche alla marina iraniana e ai gruppi proxy nella regione.

IL RUOLO DI ISRAELE

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito l’attacco congiunto un passo per “creare le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda il destino nelle proprie mani”, come scrive il Nyt.

L’operazione, la seconda contro l’Iran in meno di un anno dopo i bombardamenti nucleari del giugno scorso, mira a obiettivi militari in città come Qom, Kermanshah, Isfahan e Karaj, con esplosioni a Teheran vicino al palazzo presidenziale e al Ministero dell’Intelligence, verificate dal New York Times.

Come riporta il Financial Times, l’attacco è stato lanciato di mattina per colpire una riunione di alti funzionari, inclusi tentativi di colpire il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei: l’obiettivo è stato centrato.

L’Economist sottolinea che gli obiettivi includono edifici governativi chiave, come il parlamento, in un’operazione di “decapitazione della leadership”, con Israele che ha condotto ondate di strikes su target militari nell’ovest dell’Iran.

LE REAZIONI

L’Iran ha reagito con prontezza, denunciando l’attacco come una “violazione flagrante” della carta Onu e un atto di aggressione, come scrive il Guardian, chiamando i paesi musulmani e non allineati a convocare una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza.

Nonostante i danni, le autorità hanno assicurato che Khamenei e il presidente Masoud Pezeshkian sono al sicuro, anche se l’ufficio di Khamenei appare distrutto da immagini satellitari.

Come osserva il Guardian, non ci sono conferme sulla morte di alti comandanti come Mohammad Pakpour dei Guardiani della Rivoluzione, ma sono stati colpiti magazzini di armi e siti missilistici, con 40 guardiani uccisi in una base a Minab.

Il Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano ha esortato la popolazione a lasciare le città sotto attacco per evitare assembramenti, contrastando l’invito dagli Usa del figlio dello Shah Reza Pahlavi a protestare.

Come scrive l’Economist, il regime ha promesso “resistenza nazionale” e abbondanza di beni essenziali, con il figlio di Pezeshkian che su Telegram ha parlato di un “conflitto prolungato” richiedente “pazienza e resistenza”.

RAPPRESAGLIA MISSILISTICA

Come riporta il New York Times, l’Iran ha lanciato una raffica di missili e droni contro Israele e basi Usa, inclusi Al Udeid in Qatar, Ali Al Salem in Kuwait, Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti e la sede della Quinta Flotta in Bahrain.

Il Financial Times descrive questa come la “prima ondata di un massiccio attacco missilistico e con droni”, con missili intercettati da Qatar, Emirati e Giordania, che ha abbattuto due proiettili nel suo spazio aereo.

Il Guardian elenca ulteriori target come la base di Prince Sultan a Riyadh e basi in Iraq e Giordania, con l’Iran che giustifica le azioni ai ministri esteri del Golfo, accusando gli Usa di usare le loro basi per un attacco illegale.

Come riporta la CNN, la rappresaglia ha colpito anche la base navale Usa in Bahrain, con tattiche a ondate per sovraccaricare le difese missilistiche.

LE REAZIONI REGIONALI

I paesi del Golfo hanno condannato l’aggressione iraniana: l’Arabia Saudita ha espresso “piena solidarietà” e promesso assistenza, mentre gli Emirati hanno riportato una vittima civile da detriti missilistici ad Abu Dhabi.

Qatar ed Emirati hanno sospeso i voli, e la Siria ha chiuso corridoi aerei, segnalando chiusure dello spazio aereo regionale.

Come riporta l‘Economist, l’Iran potrebbe compiere un’escalation sulle infrastrutture energetiche o lo Stretto di Hormuz, rischiando aumenti dei prezzi del petrolio, con proxy come Houthi e Hezbollah pronti a intervenire.

Il Financial Times nota che, nonostante la preparazione del regime iraniano con bunker e sostituti per i leader, un cambio di regime da solo è improbabile, e Trump potrebbe dover decidere presto se dichiarare vittoria.

Come scrive la CNN, l’operazione pone rischi politici per Trump, che ha evitato invasioni terrestri ma affronta incertezze su un conflitto prolungato, con un portavoce iraniano che avverte gli americani: “Pagherete con le vite dei vostri soldati”.

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