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L’intelligence degli Stati Uniti si sta riorganizzando?

Intelligence Stati Uniti

L’articolo di Giuseppe Gagliano

 

Secondo la CNN la comunità di intelligence degli Stati Uniti sta conducendo un’ampia revisione interna su come valutare il potere combattente delle forze armate straniere.

Infatti martedì la commissione di intelligence del Senato ha inviato una lettera classificata all’Ufficio del direttore dell’intelligence nazionale, del Dipartimento della Difesa e della CIA sottolineando che le agenzie hanno ampiamente sottovalutato per quanto tempo l’esercito ucraino sarebbe stato in grado di respingere le forze russe e hanno invece sopravvalutato i combattenti afghani. Hanno messo in discussione la metodologia alla base delle valutazioni della comunità di intelligence e le ipotesi sottostanti.

Secondo la CNN il Bureau of Intelligence and Research del Dipartimento di Stato ha valutato più accuratamente la capacità dell’esercito ucraino di resistere alla Russia. Ma mentre tale valutazione è stata condivisa all’interno del governo degli Stati Uniti non ha avuto alcuna influenza sulla comunità di intelligence.

Numerosi osservatori hanno sottolineato che è una precisa responsabilità della comunità di Intelligence dare una valutazione più esatta possibile sugli scenari militati ai responsabili politici.

In Ucraina, è accertato che la comunità di intelligence abbia dato troppo peso ai vantaggi militari convenzionali della Russia e non abbia tenuto conto del fattore soggettivo e cioè della volontà dell’Ucraina di combattere per il conflitto.

Tuttavia, secondo la Defense Intelligence Agency, l’ufficio di intelligence paramento di Stato avrebbe d’altro canto sopravvalutato le capacità militari della Russia dando per scontato che avrebbe invaso nel giro di poco tempo i Kiev.

Perché questa informativa è così importante anche dal punto di vista politico? Per diverse ragioni. In primo luogo perché dimostra l’eterno conflitto tra le agenzie di intelligence, non solo degli Stati Uniti ma di tutti i paesi europei e non; in secondo luogo dimostra come profonde siano le differenze fra agenzie dello stesso paese nel valutare gli scenari di un conflitto militare in corso, ma anche nel valutare i possibili sviluppi su breve termine. Tutto ciò quindi dimostra che nonostante la tecnologia sofisticata che paesi come l’America possiedono, le previsioni – e i conseguenti scenari – risultano ancora molto fragili. E più spesso di quanto non si creda profondamente fallaci (ieri il Vietnam, oggi l’Afghanistan).

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