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Cosa cambia dopo l’incontro Meloni-Berlusconi

Salvini

Quali saranno gli effetti dell’incontro fra Meloni e Berlusconi. La nota di Paola Sacchi

 

Se è una “capitolazione”, magari anche ottenendo il ministero della Giustizia con Elisabetta Alberti Casellati, seppur a tarda sera veniva dato in pole anche Carlo Nordio, eletto da FdI, certamente altri leader ci metterebbero la firma. Silvio Berlusconi si è recato ieri per la prima volta, da quando è sceso in politica, nella sede di FdI, ex quartiere generale di An, tra una folla di cittadini, fotografi e TV che assediavano Via della Scrofa, come in attesa di una star.

C’è per la prima volta un passaggio di premiership nel centrodestra, tra il Cav e la premier in pectore. Ma Giorgia Meloni che scende e va ad accoglierlo nell’atrio, in segno di cortesia nei confronti del fondatore del centrodestra, e la decisione di lui di accettare di recarsi nella sede di un altro partito alleato, cosa che non aveva mai fatto perché i vertici si erano quasi sempre tenuti nelle sue residenze, dà una doppia immagine. Il riconoscimento della vittoria di FdI sugli alleati, ma al tempo stesso del fatto che dall’ex quattro volte premier non si può prescindere. E non solo per un mero fatto numerico. Meloni non dichiara ufficialmente, ma dopo i forti contrasti dei giorni scorsi avrebbe detto durante l’incontro vis a vis, presenti solo loro due: “Guardiamo avanti”.

Il vertice della pax avrebbe impresso una svolta decisiva per la formazione della squadra di governo. Fonti di FdI e FI annunciano che il centrodestra unito andrà al Colle, parlano di “unità di intenti, massima cordialità e collaborazione” per dare agli italiani “un governo forte, coeso, di alto profilo, che si metta subito al lavoro per affrontare le urgenze”. Per questo, “Meloni e Berlusconi hanno fatto il punto sui dossier economici più urgenti, a partire dal caro energia, tema che, tra l’altro, sarà al centro del prossimo Consiglio europeo”.

“Giorgia” e “Silvio” fanno una foto opportunity sorridenti, che viene postata dagli staff sui social. Matteo Salvini, che ieri ha lavorato con i suoi ai dossier per l’abolizione della legge Fornero, è soddisfatto: “Smentiti i gufi e la sinistra, il centrodestra è determinato a partecipare alle consultazioni con una delegazione unitaria per poi offrire al più presto un governo all’altezza delle aspettative degli italiani”. E però ci sono ancora caselle strategiche da riempire. Il Cav non avrebbe mollato sulla Giustizia dove punta su Elisabetta Alberti Casellati. Ma Carlo Nordio, eletto da FdI, sarebbe ancora in pole. E, comunque, Berlusconi punterebbe ad avere cinque ministeri come la Lega, tanto più che FI non ha avuto cariche istituzionali.

Antonio Tajani, vicepresidente e coordinatore azzurro, è sempre in pole per gli Esteri. Nella rosa del Cav anche Annamaria Bernini, Gilberto Pichetto Fratin, Maurizio Gasparri. Per i capigruppo azzurri: Licia Ronzulli al Senato e Alessandro Cattaneo alla Camera, indicati da Berlusconi con una lettera a senatori e deputati. Mentre per la Lega dopo quella di Maurizio Molinari alla Camera si andrebbe verso una riconferma di Massimiliano Romeo al Senato e per FdI alla riconferma di Francesco Lollobrigida a Montecitorio, per FI fino a ieri sera tardi c’erano ancora alcune incognite. Intanto, mentre il vicesegretario leghista Giancarlo Giorgetti viene dato sempre al Mef, sembra che Salvini vada alle Infrastrutture e per lui così come per Tajani ci sarebbe anche l’incarico di vicepremier.

Resta appunto il nodo Giustizia, con FdI che vedrebbe Casellati alle Riforme, ma Salvini vorrebbe accorpare le Riforme con l’Autonomia, come era nell’ultimo governo Berlusconi, ministero dove è in pole Roberto Calderoli.

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