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Perché in Italia è sempre campagna elettorale. Il Bloc Notes di Michele Magno

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Il Bloc Notes di Michele Magno

L’Alto Medioevo aveva messo all’indice numerosi mestieri, legati agli ancestrali tabù del sangue, della sporcizia e del denaro: osti, macellai, chirurghi, prostitute, notai, mercanti; ma anche sellai, calzolai, giardinieri, cambiavalute, sarti, mugnai. Un altro criterio, più strettamente cristiano, faceva riferimento ai sette peccati capitali. Albergatori, tavernieri e giocolieri favorivano la dissolutezza. L’avarizia caratterizzava i mercanti e gli uomini di legge, la gola il cuoco, la superbia il cavaliere, l’accidia il mendicante.

In un altro bloc notes mi è capitato di ricordare quanto osservava Hannah Arendt in una delle sue magistrali lezioni di filosofia morale, ossia che il sadismo è curiosamente assente nel catalogo canonico dei vizi umani. Eppure il puro piacere di infliggere il dolore e contemplare la sofferenza dovrebbe essere considerato il vizio di tutti i vizi. Per secoli è stato rappresentato solo nella letteratura pornografica e nell’arte della perversione. Lo si è sempre rinchiuso nelle pareti della camera da letto, e solo di tanto in tanto si riesce a trascinarlo nelle aule dei tribunali.

Oggi, invece, da noi è praticato liberamente e alla luce del sole in una campagna elettorale che non conosce pause. Basta pensare ai patimenti e alle tribolazioni inflitte ai nostri concittadini da una lotta politica fondata sulla distorsione sistematica della verità e sulla scientifica denigrazione dell’avversario. La pancia del paese ribolle così di un meteorismo ormai patologico, di una miscela esplosiva di gas velenosi fatta di rancore sociale e di odio per il “diverso”.

Ne sono responsabili solo il giustizialismo ipocrita dei Cinquestelle o le ossessioni securitarie della Lega? Il Pd non ha nulla di cui rimproverarsi? Negli anni scorsi non ha forse lisciato un po’ troppo il pelo all’antipolitica, puntando il dito -spesso a sproposito- contro la “casta”? E, forse galvanizzato dal buon risultato delle elezioni europee, in questi giorni non continua a commettere qualche imprudenza, scommettendo su una imminente crisi di governo e agitando lo spauracchio del default del paese? Nel frattempo, Salvini gode…

Tertulliano e Tommaso d’Aquino annoveravano, in perfetta innocenza, la visione dei dannati all’inferno tra i piaceri che attendono i santi in paradiso. Chi scrive non è ovviamente né un Padre della Chiesa né un santo, e quindi non avrà questa opportunità. Spera tuttavia che prima o poi la politica italiana almeno gli risparmi le pene del purgatorio in terra.

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