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In Francia si inizia a vaccinare dai 55 anni, spingendo e frenando su Astrazeneca

Francia 55 Anni

Da lunedì 12 aprile, la Francia inizia la vaccinazione per le persone con più di 55 anni. L’articolo di Enrico Martial

Da lunedì 12 aprile, la Francia inizia la vaccinazione per le persone con più di 55 anni. Il 9 aprile, il 16,5% della popolazione aveva ricevuto almeno una dose di vaccino – in Italia il 14,39% – ma si tratta andamenti simili in tutta l’Unione europea, per quanto Francia e Germania abbiano negli ultimi giorni aumentato le somministrazioni giornaliere. Sul milione di abitanti, i tre Paesi erano allineati, appena sopra il 20% di somministrazioni rispetto alla loro popolazione, i modesti scostamenti riguardano le distribuzioni tra prima e seconda dose.

È comunque un segnale di accelerazione. Il piano vaccinale francese prevedeva l’accesso alle vaccinazioni dai 75 anni a partire dal 18 gennaio, dai 70 anni a partire dal 31 marzo (con comorbidità dal 1° marzo), dai 60 anni a partire dal 16 aprile (con comorbidità dal 31 marzo), dai 50 anni a partire dal 15 maggio (con comorbidità dal 25 febbraio, considerate le persone al lavoro nelle categorie esposte).

Anche in Francia sono significativi i casi di vaccinati fuori da questo calendario: presso i grandi centri (i “vaccinodromi”, o gli stadi) si sono spesso formati a fine giornata gruppi di persone, dalla dozzina alla cinquantina, in attesa di eventuali rinunce e di vaccini da iniettare. Inoltre, nelle grandi città si sono organizzati dei siti di vaccinazione temporanei, con il personale socio-sanitario che recuperava persone anziane anche per strada nei quartieri popolari. Infine, gli stessi medici di famiglia, a cui sono state assegnate delle dosi di vaccino Astrazeneca, hanno provveduto in relativa autonomia a selezionare i propri pazienti in funzione delle comorbidità e delle loro disponibilità a vaccinarsi.

IL RICHIAMO A 42 GIORNI ANZICHÉ A 28

Oltre ad annunciare l’avvio delle vaccinazioni a partire dai 55 anni, è stato previsto l’allungamento del periodo che intercorre tra la prima e la seconda dose, che dal 14 aprile passerà da 28 a 42 giorni. Ciò dovrebbe consentire l’allargamento della platea delle persone vaccinate con la prima dose, che – a consegne invariate – dovrebbero essere circa 1,8 milioni in più nella seconda metà di maggio, senza intaccare la capacità di protezione, secondo le autorità sanitarie. Alle persone fragili, tuttavia, sarà ancora applicata la regola dei 28 giorni per il richiamo.

L’obiettivo principale resta sempre fissato sulle classi di età più avanzate. Dal 31 marzo, è iniziata una campagna di telefonate e SMS alle persone con più di 75 anni non ancora prenotate. Non sempre il sistema sanitario ne conosce il numero di telefono, così, nel corso della settimana, circa 1,2 milioni di anziani riceveranno per posta ordinaria un invito a presentarsi alle vaccinazioni.

ASTRAZENECA: SI CAMBIA PER LA SECONDA DOSE E SOSPENSIONE IN MOSELLA

Il 10 aprile, il ministro della salute Olivier Véran ha voluto rassicurare ricordando che il vaccino Astrazeneca è stato ricevuto da decine di milioni di persone in Europa e che i casi critici sono pochissimi, generalmente circoscritti ai più giovani. Astrazeneca è dunque confermato per i maggiori di 55 anni, mentre per quelli di età inferiore che ne hanno ricevuto la prima dose (circa 533mila tra il 6 febbraio e il 13 marzo) l’Alta autorità per la salute (HAS) il 9 aprile ha raccomandato che la seconda dose sia di tipo mRNA, cioè Pfizer o Moderna. Lo stesso Véran, 40enne ministro della Salute, che ha ricevuto la prima dose di Astrazeneca l’8 febbraio, dovrà seguire questa procedura.

Inoltre, sempre secondo l’indicazione dell’Alta autorità sanitaria (HAS), nel dipartimento della Mosella, al confine con la Germania, per ragioni di efficacia sulla variante sud-africana che qui ha un’incidenza più alta che nel resto del Paese, (al 35%, la media nazionale è del 5%) ad Astrazeneca verranno preferiti i vaccini mRNA, cioè Pfizer e Moderna. La regola si applica anche nei dipartimenti d’oltremare, Mayotte, Guyane, e La Réunion, che hanno un’incidenza della variante tra il 40% e il 48%.

In Francia, nella giornata di sabato 9 aprile, le terapie intensive ospitavano ben 5.769 pazienti Covid, su un totale di 8000 letti disponibili. Gli studenti sono in vacanza per due settimane, fino al 19 aprile, per poi riprendere le lezioni in presenza, salvo quelli delle superiori, che rimarranno in didattica a distanza fino al 3 maggio, data in cui dovrebbe concludersi il lockdown nazionale (morbido) di 4 settimane.

 

 

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