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Tutta la Francia in lockdown (morbido) per 4 settimane

Macron

Che cosa ha annunciato il presidente della Francia, Macron, in un discorso televisivo. Il punto di Enrico Martial

 

Da sabato 3 aprile e per quattro settimane, la Francia estende il lockdown “morbido” a tutto il territorio nazionale, nella forma già attuata in 19 dipartimenti. Vengono adottate misure speciali per la scuola, per preservare la didattica e qualche apertura. La Francia ha le scuole in funzione già dall’11 maggio 2020 e da settembre non ha mai sostanzialmente chiuso, salvo le università (con un giorno alla settimana a lezione in presenza) e qualche liceo in zona più critica al 50% a distanza.

Si chiudono tutti gli esercizi non essenziali (sono aperte le librerie e i negozi di dischi), si farà telelavoro sempre e salvo reale impossibilità e il movimento personale sarà possibile entro i dieci chilometri senza autocertificazione. Dopo il 3 aprile sarà vietato lo spostamento tra i dipartimenti, ma prima e per Pasqua sarà consentito raggiungere le residenze secondarie, consentendo, per chi può, di abbandonare le zone urbane per il periodo di lockdown. Le scuole saranno in didattica a distanza la prima settimana, dal 5 al 9 aprile e poi ci saranno due settimane di vacanza di primavera, già previste e uniformate per tutto il Paese, cioè dal venerdì 9 al 25 aprile. Dal 26 aprile ritorneranno in classe le scuole elementari e medie, mentre i licei inizieranno prima a distanza e poi dal 3 maggio in presenza: un’operazione di limitazione dei danni alla didattica.

Le misure sono state annunciate e spiegate dal Presidente Emmanuel Macron in un discorso televisivo alle otto di sera, il 31 marzo. Ha indicato come la strategia vaccinale sia ormai orientata sia a preservare le vite, ma anche a rallentare la diffusione del virus – i francesi che hanno avuto la prima dose superano gli 8 milioni. Si interverrà ormai su alcune categorie esposte alla diffusione, come gli insegnanti, oltre che per classi di età: coloro con più di 65 anni inizieranno ad essere vaccinati dal 15 aprile, quelli con più di 50 anni dal 15 maggio. I centri vaccinali per Pfizer e Moderna (che richiedono impianti di raffreddamento) sono attualmente 1700, mentre per Astrazeneca possono vaccinare i medici di famiglia, i farmacisti, i pompieri, e da lunedì 5 aprile i veterinari. Tra i segni di speranza, l’ipotesi di riaprire i centri di cultura, le palestre e altre attività collettive verso giugno, forse qualcosa a fine maggio, con alcuni protocolli di sicurezza,

Le misure sono in continuità con la strategia messa finora in campo, giocata sul contenimento della diffusione e nelle attese poste sugli effetti di rallentamento che si otterranno dalle vaccinazioni. Il presidente Macron ha difeso le scelte precedenti ed effettivamente ha avuto ragione a non rinchiudere in casa i francesi a fine gennaio. Ha resistito alle indicazioni del comitato scientifico e di diversi ambienti tecnici: volevano una chiusura come nella prima fase del “state in casa” a fronte di un’irresistibile risalita dei contagi a metà febbraio, che non è avvenuta. Ciò ha consentito a Macron di confermare due priorità, cioè le massime aperture delle scuole – con casi limitati al 50% in presenza – e una discreta attività lavorativa, facilitata dal minore carico per le famiglie, anche quando erano in telelavoro. Macron non ha esitato a mostrare quanto sia stata più aperta la Francia rispetto ai nuovi quattro mesi di chiusure in Germania o al recente lockdown italiano.

La scelta “aperturista” di Macron di fine gennaio era comunque accompagnata da diverse e nuove misure puntuali, come le chiusure dei centri commerciali, protocolli rafforzati, coprifuoco generale alle 18, adattamenti per zone, e comunque senza convivialità serali, controllo dei nuovi focolai con tracciamenti e misure puntuali adottate dai sindaci o dai prefetti. È stato il caso di chiusure di luoghi di ritrovo, come la Promenade des Anglais a Nizza, i Quais a Parigi e Lione.

Le varianti del virus hanno però mutato il quadro, a partire da quella inglese, che dal porto di Dunkerque si è diffusa nella regione Nord, nella regione parigina e per le strade per Nizza. Dal 20 marzo le misure ora in atto in tutta la Francia sono state introdotte in 16 dipartimenti poi estesi il 27 marzo a Lione e a due dipartimenti sull’asse tra Lione e Parigi cioè l’Aube e la Nièvre. Negli ultimi giorni, la diffusione del virus e la pressione sugli ospedali ha però messo in dubbio l’intera strategia del presidente, del suo primo ministro Jean Castex e del ministro della Salute, Olivier Véran.

Il lockdown dolce nei 16 dipartimenti ha consentito un rallentamento nella diffusione del virus, ma la situazione è grave: i letti di rianimazione occupati hanno superato il picco di metà novembre, quand’erano a circa 4900, per raggiungere quota 5076 il 30 marzo. In molti ospedali parigini gli interventi chirurgici sono stati sospesi. Il presidente Macron ha annunciato nuovi posti in rianimazione, per passare dai 7756 attualmente disponibili a 10mila letti, anche richiamando personale di emergenza, cioè specializzandi e medici in pensione.

Il clima di insofferenza nel Paese è comunque alto: il 21 marzo a Marsiglia si sono radunate 6mila persone in piazza per il Carnevale. Il presidente della Regione Sud, Bernard Muselier, il 27 marzo ha pubblicato un tweet sulla nuova diffusione del contagio per zone cittadine a partire dai dati delle acque nere, raccolte e analizzate dal servizio dei pompieri della Marina militare a Marsiglia. Martedì 30 marzo la polizia ha dovuto sgomberare i quais di Lione, con ragazzi e ragazze che ballavano, e alcuni parchi pubblici.

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