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In Europa tornerà il bipolarismo (e la destra lieviterà). Report Fondapol

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europa fondapol

Che cosa emerge da un’indagine condotta da Fondapol, pensatoio francese “liberale, progressista e filo-europeo”, sulle tendenze politiche in Europa. Ecco numeri e scenari Stato per Stato. L’articolo di Pietro Romano

 

L’Europa sta scivolando a destra. Decisamente. E polarizzandosi sulle ali estreme dello schieramento politico. A rilevarlo una indagine condotta da Fondapol (Fondation pour l’innovation politique), un pensatoio/circolo di riflessione francese fondato nel 2004, per auto-definizione “liberale, progressista e filo-europeo”. La ricerca è stata realizzata a partire dai dati del Barometro della fiducia politica di cui è autore il Cevipof, centro di rilevazione di Sciences Po, il famoso Istituto di studi politici parigino. Tra i soggetti che hanno collaborato al lavoro anche la Luiss.

Lo studio di Fondapol si focalizza sui quattro principali Paesi del Vecchio Continente: Francia, Germania, Italia e Regno Unito. Ed è significativo che in tutti quattro l’andamento sia univoco. In media l’auto-posizionamento a destra tocca il 39%, a sinistra il 27%, al centro il 20% con un 14% che preferisce non definirsi, in genere perché si sente lontano dalla vita politica quando non è convinto che la democrazia funzioni male.

Nei quattro Paesi interessati alla indagine il numero di elettori che in maggior percentuale si colloca alla destra dello schieramento politico si trova in Italia, con ben il 44% di destrorsi dichiarati. A seguire: Regno Unito (40%), Francia (38%) e Germania (36%). L’Italia è il Paese che conta anche la maggiore quota di elettori che si proclamano di sinistra: 31%. Alle sue spalle, nell’ordine: Germania (26%), Regno Unito (25%) e Francia (24%).

Alla vigilia del voto locale nel Regno Unito è interessante rilevare che il divario tra destra e sinistra a Londra e dintorni è il più profondo: tra gli elettori che si collocano alle due estreme politiche il gap è di ben 15 punti. Quindi si situano Francia (14%), Italia (13%), Germania (10%).

I risultati dell’indagine targata Fondapol rivelano anche la polarizzazione dell’elettorato. Le due ali estreme dello schieramento valgono il 75% in Italia, il 65% nel Regno Unito e il 62% in Francia e Germania.

Rispetto a indagini simili svolte in precedenza, anche da altri soggetti, lo studio sottolinea come, contrariamente alla vulgata, chi si auto-posiziona a destra appartiene più facilmente alle nuove generazioni. Nell’insieme dei quattro Paesi i destrorsi tra i 18 e i 34 anni rappresentano il 41% dell’elettorato, un po’ meno degli ultra-65enni (40%) ma ben di più della fascia anagrafica intermedia.

Al contrario, i sedicenti sinistrorsi sono appena il 26% tra i 18 e i 24 anni e il 22% tra i 25 e i 34 anni, quote ampiamente al di sotto della fascia 55-64 anni (29%) e degli ultra-65enni (31%).

Per la Francia il Barometro della fiducia politica permette di analizzare l’andamento dell’auto-posizionamento politico a partire dal 2017. Ne emerge che in cinque anni gli elettori francesi di destra sono cresciuti dal 33 al 38%, quelli di sinistra sono diminuiti dal 25 al 24%.

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